La dura vita senza Gila: Jojo, Silva e tante incomprensioni
Buona la prima, ma non la seconda. Dopo la buona prova di Napoli Jovetic reinventato centravanti è stato assolutamente bocciato nella gara del Franchi, dove nel primo tempo ha toccato veramente pochi palloni. Colpa sua, che non riesce ad interpretare il ruolo richiesto, proponendosi pochissimo in area per i cross degli esterni e andando poco in contro ai compagni per prendere palla. Ma è anche un discorso tattico, se contro il Napoli i movimenti di Jovetic verso il centrocampo servivano a liberare il centro dell'attacco e portare via un uomo consentendo a Cerci di avere ampi spazi per pungere, con la Lazio tutto questo non può funzionare, non fosse altro che perchè gli uomini di Reja si schierano a quattro dietro. Non solo, i biancocelesti giocano molto più corti dei colleghi partenopei, il centrocampo rimane più vicino alla difesa e quindi per Jovetic smarcarsi è un'impresa. Risultato: rimane ingabbiato fra i reparti per 45 minuti.
Con l'ingresso di Santiago Silva le cose migliorano da questo punto di vista, anche se l'uruguayano sotto porta sbaglia un gol incredibile, ma soprattutto non ha la minima intesa con Jovetic. Il montenegrino infatti è abituato a Gilardino, che gioca spalle alla porta e che ama riproporre lo schema della triangolazione al limite col numero 8 gigliato. Silva invece interpreta il ruolo in maniera diversa e quando Jovetic gli si avvicina dalla sinistra cerca spessissimo il movimento il profondità sperando che l'assist del compagno lo smarchi davanti al portiere. Peccato che senza intesa il più delle volte Silva e il pallone corrano in direzioni diverse.
In breve: meglio la Fiorentina con Santiago Silva, almeno finchè si gioca contro squadre che giocano a quattro e si comprono bene, ma sarebbe bello che il Tanque e Jovetic si mettessero d'accordo su come servirsi.