Non basta un cuore selvaggio e confuso
Ci sono cose che noi umani non riusciamo a capire. Tipo: che fine ha fatto De Silvestri? E poi: quanto è sovrappeso Manuel Vargas? Cattiverie? No, considerazioni e basta. Tra l´altro quando il problema è la condizione fisica per trovare una soluzione non serve chissà cosa. Dieta e allenamento: il resto viene da sé. Diverso il discorso che riguarda il terzino destro. Qui l´involuzione è di tipo tecnico. Evidentemente l´ex laziale Mihajlovic pensava che un altro ex laziale potesse ricaricarsi sfidando il passato. Pensiero errato. Purtroppo.
Comunque non è certo solo colpa di due giocatori sballottati dentro una partita più forte di loro se la Fiorentina ha perso. E sorvoliamo sul fatto che sia stato Klose a chiudere i conti. Il passato è passato e poi stavolta non c´erano il fuorigioco e né Ovrebo. Certe maledizioni evidentemente sono scritte nel destino. Diciamo che la difesa della Fiorentina ha seguito questo destino senza ribellarsi più di tanto. Però è giusto andare oltre questi pensieri. Per dire che di volontà la squadra ne ha messa tanta. Un cuore selvaggio e confuso per provare a prendersi tutta la partita. Le occasioni ci sono state, è mancata la freddezza, però. E l´organizzazione. O la capacità di fare scelte immediate leggendo quello che accadeva in campo. Quando Reja, per esempio, ha messo Hernanes dalla parte di De Silvestri, che già faticava con Cissè, uno poteva pure chiedersi se non era il caso di prendere provvedimenti. Discorso più complesso (ma nemmeno poi tanto) quello che riguarda il caso centravanti. Vedere Jovetic con le spalle alla porta non è il massimo della vita. La partita di Napoli non può far testo. Là era un´altra storia. Un 4-3-3 senza prima punta, con un ex terzino fuori forma a sinistra e un ala pura a destra è qualcosa di monco a prescindere.
E allora la domanda viene spontanea. Ma Santiago Silva che è stato preso a fare? Giocare con due esterni (che ieri non rientravano) e senza centravanti difficilmente ti aiuta a tenere la partita in pugno, soprattutto se il centrocampo viaggia a velocità ridotta e con idee meno chiare rispetto all´avversario. La soluzione di passare sempre la palla a Cerci può funzionare due volte su tre. Poi diventa prevedibile, anche se in questo momento il ragazzo di Valmontone non lo ferma nessuno. Questa, diciamolo, era la prima partita di un certo livello che la Fiorentina affrontava in casa. La Lazio non è una squadra di fenomeni, e tra l´altro sarebbe dovuta essere anche un po´ stanca, visto che giovedì notte aveva giocato in Europa. Ma il fatto è che l´organizzazione spesso paga. Se poi loro hanno davanti gente con alle spalle grande esperienza e una valanga di gol ci sta che tu resti inchiodato alla tua ingenuità e ai tuoi errori. Magari pochi, ma decisivi, però. Di sicuro questa partita è una bella lezione. Fosse finita con un pareggio (e anche la vittoria ci poteva stare, sia chiaro) staremmo qui a dire che in fondo la Fiorentina ce l´aveva messa tutta. Il che è vero. Ma è quel "tutta" che preoccupa un po´. Perché se deve ripartire la squadra gioca con una certa semplicità (pure troppa, a volte): Behrami recupera palla, Montolivo lancia sulle fasce e via. Quando però serve un po´ di possesso palla si vedono tutti i difetti di questa Fiorentina. E adesso è giusto lavorare su quelli. Senza drammatizzare, naturalmente. Ma con le idee chiare, però.