Quattro storie nella Fiorentina che vinceUna partita, quattro storie. Quattro facce diverse. Il sorriso di Jovetic, la rabbia di Cerci, l´amarezza di Montolivo, l´entusiasmo di Silva. Una vittoria vissuta con stati d´animo diversi. Quattro scommesse, quattro sfide. La Fiorentina è anche questo. Ed è proprio da qui che è ripartita. Perché una squadra la fa il gruppo, ma il gruppo è un insieme di uomini. Ognuno con la propria personalità, ma tutti dentro lo stesso progetto.
Il ritorno di Jo-JoDue gol per cancellare l´infortunio. Jovetic in una partita sola si è ripreso tutto. Ha classe, talento, è giovane, è il giocatore-immagine del nuovo progetto. Per questo la Fiorentina vuole blindarlo: prolungamento del contratto e clausola di rescissione a 25 milioni. Intanto Jo-Jo corre. E fa gol. Senza Gilardino tocca soprattutto a lui. Gioca a sinistra, anche se non gli piace, ma contro il Parma ha fatto gol da centravanti, nell´area piccola, davanti al portiere. E magari a Napoli Mihajlovic lo farà giocare da prima punta. Con Vargas a sinistra e Silva fuori. È una possibilità. Jovetic davanti alla porta tira fuori il meglio di sé. Questa è la sua stagione, quella del salto definitivo, della consacrazione. Vuole fare più di dieci gol e può riuscirci, per andare in Europa servono anche le sue reti. Peccato che quando tornerà Gilardino finirà di nuovo sulla fascia, lì un po´ si perde. Ma non si può fare altrimenti. E lui lo sa. Comunque oggi Jovetic è un giocatore diverso, più maturo e anche più convinto. Ha lavorato sulla sua testa oltre che sul fisico, il talento ce l´aveva già. Adesso il suo obiettivo è l´Europa, e se la Fiorentina ci crede può farcela. Soprattutto con i gol di Jovetic.
Lo strappo di CerciLa cosa più brutta di Fiorentina-Parma (a parte il primo tempo...) è stato quello scatto di nervi di Cerci quando Mihajlovic lo ha sostituito. Soprattutto per la mancanza di rispetto per il compagno che stava entrando. Cose che non dovrebbero capitare. Infatti Cerci sarà multato. Al di là di questo, comunque, lui continua a fare gol e ormai è uno dei punti fermi di questa Fiorentina. Talmente fermo da condizionare tutto l´assetto tattico della squadra. Per far giocare lui Mihajlovic è costretto a giocare con il 4-3-3. Cerci è un´ala e sa fare solo quello. Un problema anche per Prandelli, che potrebbe anche portarlo in Nazionale, ma per metterlo dove? L´Italia adesso gioca con il trequartista e tatticamente per Cerci non c´è posto. A meno che non impari a giocare anche da un´altra parte. Mihajlovic, se fosse arrivato Ramirez, avrebbe avuto lo stesso problema. Ma ormai è andata e la Fiorentina si gode il suo giocatore da un gol a partita. Uno, come dice Mihajlovic, che può fare la differenza.
Il carattere di MontolivoGiocare con la curva che ti fischia non è facile, eppure Montolivo ce l´ha fatta. Era una partita difficile, la prima prova vera di resistenza, e Riccardo se l´è cavata bene. Ha giocato la sua partita e ha fatto pure bene. Prima o poi i fischi smetteranno, non si può contestare all´infinito un giocatore della propria squadra. Già mercoledì sera in curva Fiesole c´era chi applaudiva. Segnali importanti. Anche perché la Fiorentina non può fare a meno di Montolivo. E della sua qualità. Mihajlovic, se ne avesse voglia, potrebbe anche farlo giocare dietro le punte, passando al 4-3-1-2, proprio come gioca in Nazionale. Potrebbe essere questa la soluzione per mettere Jovetic più vicino al centravanti. Nel suo ruolo. Ma per ora sono solo ipotesi. Bello l´abbraccio dei compagni quando è uscito dal campo a fine partita. Lo spogliatoio è sempre stato con lui, e anche l´allenatore, e questo gli ha dato la forza di andare avanti. Dopo il flop di Udine, il riscatto con il Parma. Ma può fare ancora meglio, questo era solo l´inizio.
L´incognita SilvaUna partita non basta per giudicare un calciatore, però è sufficiente per capire che la Fiorentina non può andare a Napoli con Silva titolare. Meglio farlo partire dalla panchina e metterlo dentro se serve. È spaesato, non conosce il nostro calcio, non sa bene che cosa fare. La vittoria con il Parma ha cancellato tutto, ma ripetere l´esperimento anche domani è un rischio troppo alto. «A Napoli faccio gol, sono sicuro» ha detto mercoledì sera. Può darsi, però con il Parma non ne ha fatta una giusta. Tanto impegno, questo sì, ma neppure un tiro in porta. Un po´ poco per un centravanti. Non è lui quello che può sostituire Gilardino in queste quattro o cinque partite. Ha bisogno di tempo, come tutti gli stranieri, e deve poter giocare senza pressioni. Per questo è probabile che a Napoli rimanga fuori. Poi, magari, tornerà con la Lazio. Questa è la sua grande occasione e la vuole sfruttare bene. Anche Silva lo sa: quando tornerà Gilardino non ci sarà più spazio per lui.
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