Author Topic: Mihajlovic: ''Montolivo? A disposizione. Serve il giusto atteggiamento''  (Read 253 times)

Offline Chiesa

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Vigilia di Fiorentina-Bologna, torna il vero calcio al Franchi. In sala stampa si è presentato il tecnico viola Sinisa Mihajlovic, queste le sue parole:

"La formazione? Beati voi che avete le idee chiare… I dubbi ci sono, sicuramente li risolveremo per domani, saremo pronti e senza dubbi.

Quanta gente mi aspetto? È la prima partita in casa di campionato, mi aspetto tanta gente, ormai la gente non va più al mare perché è iniziato il periodo lavorativo. Noi ripagheremo sul campo tutta la gente che verrà a sostenerci, spero che i tifosi ci daranno una grossa mano.

Il campionato della Fiorentina? Il nostro obiettivo è l’ Europa, la squadra è competitiva, devo ringraziare la società che ci ha permesso di lavorare bene con il nuovo centro sportivo, noi vogliamo provare ad andare in Europa. Il campionato sarà difficile e lungo ma siamo ben attrezzati. Domani la gara col Bologna è insidiosa, sono anche io curioso di vedere come andiamo, abbiamo fatto poche partite che contano, quella con Newcastle e quella col Cittadella. Vedo i ragazzi carichi, sono molto fiducioso.

Santiago Silva è un giocatore importante, dove ha giocato ha sempre segnato: il campionato italiano è diverso, ma lo vedo bene, è uno che ascolta, si vede che ha tanta voglia di far bene. Si fa sentire in campo, è uno che vede la porta ma aiuta anche la squadra: mi piace, è una bella alternativa, questo è importante.

Quest’anno abbiamo doppi giocatori per quasi tutti i ruoli, sono tutti titolari: io considero titolari anche i giocatori che andranno in panchina. Più mi mettono in difficoltà, meglio è. Sono contento, abbiamo varie soluzioni, non siamo più con l’acqua alla gola. Non vedo l’ora di cominciare.

Montolivo? È convocato, è a disposizione.

Se il colloquio con il presidente va male cosa succede? Non posso prevedere gli aventi, da tecnico dico che lui è disponibile.

Bisoli? È un buon allenatore, un mio amico: per me è un grande uomo, una persona piacevole, ha un carattere deciso, mi piaceva meno da giocatore… Non c’è Ramirez, ma Diamanti, Di Vaio e Konè possono metterci in difficoltà. Ringrazierò sempre la famiglia Menarini, sono stati i primi a credere in me: sono stato benissimo a Bologna, non ho nessun rimpianto, Bologna è una città splendida, dove si può lavorare bene, è una piazza ideale per il calcio. Posso parlare solo bene di Bologna e dei tifosi.

Sono sempre molto carico, ho sempre entusiasmo. Ormai sono qua da un anno, sono una persona positiva, cerco di ragionare. Affronto la vita nel bene e nel male, anche nella vita privata. Sono fortunato perché faccio un lavoro che mi piace. Ogni tanto litigo un po’ con mia moglie, penso sempre al calcio.

La sfida più grande di questa stagione? Le sfide sono tutte grandi, voglio vedere una squadra che ha sempre l’atteggiamento giusto. Quest’anno non potremo sbagliare l’atteggiamento.

Se è la Fiorentina di Mihajlovic? Vedremo, sarà comunque la Fiorentina di Mihajlovic sia se vinciamo sia se perdiamo. 

Jovetic? Sa di essere un giocatore importante, sa di avere molti occhi puntati su di lui. Deve stare sereno e tranquillo, il vero Jovetic lo vedremo da metà ottobre in poi. Non deve vivere per il gol, deve giocare con semplicità: se il gol arriva meglio, se non arriva pazienza!

Milan-Lazio? La Lazio è venuta a Milano per giocarsi la partita: non avevano niente da perdere, ho visto poi il Milan che pensava già di aver vinto la partita prima di giocare. Le prime partite sono insidiose, l’ho detto anche ai miei ragazzi: ad esempio non dobbiamo pensare che il Bologna verrà a Firenze consapevole di tornare a casa senza punti. Tornando a Milan-Lazio, la Lazio mi ha fatto un’ottima impressione: magari il Milan pensava anche alla gara di Champions.

Non abbiamo giocato contro tante squadre che potevano metterci in difficoltà nel precampionato, sono curioso di vedere la mia squadra proprio perché non ho avuto la possibilità di misurarmi con avversari importanti durante l’estate. Sono convinto che faremo bene, li ho visti lavorare bene, sono carichi.  I Della Valle sono abituati a lottare e vincere, adesso sono grandi imprenditori. Non vogliono fare brutta figura, vogliono fare sempre il massimo: io sono tranquillo, sicuramente si può sognare.

Gilardino si è allenato bene, l’ho sempre visto sereno: ci ho parlato 2-3 volte, non ho parlato con lui nelle ultime ore perché non c’era bisogno, lo vedo tutti i giorni. Il Presidente ha ragione su Gilardino, quest’anno si è riposato durante l’estate, si è allenato con grande intensità, lo vedo carico. Quest’anno non c’è mai stato un infortunato. Tutti hanno migliorato il proprio rendimento rispetto all’anno scorso.

Il gioco del Barcellona? È unico, ci sono i giocatori che servono per giocare in quel modo: se dividi i giocatori del Barcellona in altre squadre non avranno gli stessi risultati di squadra, pur rimanendo giocatori forti”.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=85763
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Beha: ''Fiorentina, grave errore non credere in Prandelli''

Dopo "Ciao Andrea", al Teatrino Lorenese della Fortezza da Basso, è il turno de' "Il calcio alla sbarra", ultimo libro di Oliviero Beha presenato da tre grandi firme del giornalismo come lo stesso autore, Andrea Di Caro (che ha collaborato alla stesura del testo) e Xavier Jacobelli. Di seguito vi proponiamo i passaggi più significativi delle parole di Beha: "Sia la nazionale maggiore che l'under 21 dipendono molto dalle due persone che le stanno allenando. Prandelli e Ferrare sono due persone serie che conoscono il calcio. Un grave errore commesso a Firenze è stato di non credere a Prandelli come un nuovo Ferguson.
Nel mare della bancarotta del calcio italiano c'è chi ha capito come arricchirsi tramite le scommesse; è ovvio che ad un calciatore di Lega Pro, che spesso non viene neanche pagato, sia interessato a portare a casa soldi facili. Il paragone tra politica italiana e calcio italiano?
Di primo acchito verrebbe da pensare che il calcio potrebbe essere usato come distrazione dalla mala politica, ma in questo caso il calcio andrebbe fatto funzionare bene. E allora, perché non è così? Semplice, perché le persone che controllano la politica sono le solite che controllano il calcio, e come non sanno gestire l'una, vale lo stesso per l'altra. Finché la politica perserà più a fare interrogazioni parlamenteri sugli arbitri... piuttosto che a pensare a come riammodernare il calcio e lo sport, non andremo da nessuna parte.
Su Calciopoli, dal punto di vista della giustizia sportiva, sono convinto che ne vedremo ancora delle belle, anzi, delle brutte, mentre la giustizia ordinaria, attraverso il tribunale di Napoli, finirà per assolvere tutti i protagonisti, perché è maledettamente difficile dimostrare in un tribunale se tale rigore è stato assegnato in cattiva fede o se un tale giocatore ha contribuito a far vincere la squadra avversaria. La domanda che mi pongo oggi è solo una: chi decide quali telefonate sono sottoposte a giudizio e quali no?".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=85789
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