Cerci, momento d'oro. In attesa dell'azzurroHa ripreso da dove aveva lasciato lo scorso campionato: segnando. E pensare che voleva andare via Alessio Cerci, ma poi è rimasto. Scelta sua, ma anche del Manchester City che ha fatto un'offerta troppo bassa. E alla prima di campionato ha subito scritto il nome sul tabellino dei marcatori. Come ha fatto sette volte l'anno scorso, secondo miglior marcatore della Fiorentina dopo Gilardino, e una quest'anno, sempre insieme al centravanti. Due gol che hanno affondato il Bologna. Alessio Cerci c'è. Dopo un inizio tormentato (i primi mesi a Firenze non sono stati facili) e un'estate in bilico, l'esterno viola ha ritrovato tranquillità, fiducia e il gol.
INIZIO DIFFICILE - Non è un giocatore facile Cerci. La sua romanità così eccessiva è stata un ostacolo con i tifosi. Un rapporto iniziato male, tra i fischi e le polemiche. E lui ci ha messo del suo. "Non festeggerò mai un gol sotto la Fiesole" disse qualche mese fa. Poi un parcheggio in divieto di sosta, la lite con una vigilessa e lo screzio con Mihajlovic che gli fece saltare l'amichevole estiva contro il Newcastle. Anche in campo è partito male e poi si è ripreso. Insomma, un'avventura in salita, faticosa, per questo a fine stagione aveva rimesso in discussione tutto.
TENTAZIONE MANCHESTER - E poi c'era l'interessamento del Manchester di Mancini, una bella opportunità visto che i Citizens disputano anche la Champions. Cerci non ha mai chiesto davvero di andare via, però ci ha sperato. Soprattutto nei giorni di ritiro a Cortina dove i tifosi continuavano a insultarlo ("Cerci vai a tamarreide") e il nuovo calcio di Mihajlovic non prevedeva gli esterni. Il tecnico voleva rivoluzionare la Fiorentina e giocare con il 4-3-1-2, con un trequartista e due attaccanti. Per Cerci non c'era posto. E intanto l'ipotesi di emigrare in Premier League prendeva corpo.
NUOVI OBIETTIVI: EUROPA E NAZIONALE - Ma i giorni sono passati e non è successo niente. Il trequartista che voleva Mihajlovic non è arrivato, così la Fiorentina ha continuato a giocare con il 4-3-3. E l'offerta inglese era troppo bassa, non c'erano i margini per una trattativa. Inoltre il clima con i tifosi, impegnati a contestare la società, si stava calmando e Cerci piano piano si è abituato all'idea che Firenze poteva davvero essere la sua grande occasione. Il gol segnato al Bologna non è che il primo passo. Cerci, adesso, ha due obiettivi: conquistare un posto in Europa con la Fiorentina e convincere Prandelli a convocarlo per la prima volta in nazionale. Intanto si gode la pace con la città e gli applausi. Tutto un altro inizio.
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