Se c'è il cuore il pubblico lo senteCi sono intrugli emozionali che la gente percepisce al volo. Perché la psicologia da stadio è da una parte molto elementare ma dall´altra piena di sensazioni diverse e annodate. Empatia, distacco, entusiasmo, paura, rabbia, felicità. Quanta roba. Beh, chi abita il Franchi ha visto di tutto ed è abituato a molto. La gente, tutta la gente, è in grado di captare al volo, diciamo entro cinque minuti dal fischio d´inizio, il senso della sua Fiorentina, di quella che corre sotto i suoi occhi. Non parliamo del risultato che sarà. Insomma, la domanda è: l´anima c´è o non c´è? Per mesi e mesi abbiamo cercato questa benedetta anima ovunque senza trovarne neanche un brandello nascosto chissà dove. Niente. Poi finalmente eccola. E se c´è quella già cambia tutto, perché si crea un rapporto immediato di cuore tra giocatori e tifosi, si scatena quell´energia che può cambiarti la vita.
Chiaro che la parola anima sembra offrici un concetto un po´ vago e leggero. Una parola profonda come non mai nell´idea filosofica e religiosa ma troppo facile o retorica se parliamo di pallone. Invece avere un´anima è la base su cui crescere, anche per una squadra di calcio. Sta nell´entusiasmo che leggi nei gesti dei giocatori. Nella lotta contro la fatica, in un segno di sostegno fatto a un compagno, nel darsi una mano ovunque. La Fiorentina che abbiamo ritrovato dopo mesi e mesi di nulla è una squadra che si è divertita a giocare a pallone. I tifosi lo hanno capito subito. E questo, diciamocelo, è un bel ricominciare. Tanto più se arrivano tre punti e quindi parti senza inciampare alla prima di campionato.
Tra l´altro questa riedizione del 4-3-3 offre soluzioni davvero interessanti sulle fasce. Abbiamo visto schemi e sovrapposizioni, ottimi scambi tra esterni difensivi e offensivi. Un buon equilibrio complessivo, anche se è sempre bene aspettare prove più difficili prima di capire quanto questa idea di Fiorentina sia applicabile sempre e comunque. Cerci e Jovetic hanno numeri per mandare in crisi ogni difesa. Ma sono anche due giocatori nati per offendere e più portati al gesto tecnico che all´idea dell´equilibrio tattico, nonostante Jo-Jo sicuramente sia un generoso anche da questo punto di vista.
La difesa resta il vero punto interrogativo. Non che i ragazzi valgano poco, ma di sicuro queste partite non possono raccontare fino in fondo le reali potenzialità di un reparto molto delicato, che tra l´altro fa i conti con una squadra nata per offendere. Curioso notare il fatto che una volta uscito Behrami ed entrato Kharja, la linea a tre del centrocampo (Kharja-Montolivo-Lazzari) presentava un trio di gente che in vita sua ha giocato spesso anche dietro le punte. Parliamo di centrocampisti universali, piedi nuovi e quantità. Una bella idea, anche se un po´ rischiosa.
In ogni caso, in attesa di verifiche, godiamoci una Fiorentina aggiornata, corretta e viva. Un bel passo avanti, non c´è dubbio.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=85885