Azzurro Firenze: Balotelli e Cassano conquistano il FranchiPuò darsi che per un attimo qualcuno abbia provato a guardarsi intorno cercando conferme. E seppure in panchina ci fosse Prandelli piuttosto che Mihajlovic, in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, la risposta dev’essere stata la stessa. Colori diversi, persino lontani dal viola, mischiati agli applausi e ai cori dei 18.000 presenti al “Franchi”. Eppure è tutto vero, ed è accaduto a Firenze. In quello stadio che, almeno da un paio di lustri, veniva considerato come luogo assai infausto per la Nazionale italiana, martedì sera, sono persino risuonati cori d’incitamento agli azzurri e applausi a scena aperta per il commissario tecnico. Ma se l’accoglienza per Prandelli non deve sorprendere (il rapporto fra la città e l’ex allenatore della Fiorentina non è mai stato in discussione nemmeno dopo l’addio alla panchina della Fiorentina) sono stati piuttosto i cori a squadra e singoli a colpire. Gli applausi al gol decisivo di Pazzini, infondo, non sono altro che la logica conseguenza anche dell’andamento della gara, ma quei richiami costanti prima a Cassano e poi a Balotelli non sono certo passati inosservati.
Poco male che Gilardino sia rimasto in tribuna, o che le giocate di Montolivo siano state sottolineate con una certa freddezza, perchè comunque il pubblico di Firenze ha trovato in Cassano e Balotelli gli eroi di serata, sottolineando al fischio finale la qualificazione a Euro 2012 con due gare d’anticipo. Sembrano passati decenni da quando, di contro, l’Italia al “Franchi” non ci veniva per evitare eventuali contestazioni. Dai tempi di Baggio, per intendersi, e di quell’Italia-Messico che sancì la rottura definitiva fra la piazza sportiva gigliata e la Nazionale. E ancora più indietro nel tempo serve andare per ricordare un clima e un incitamento come quello registrato nella gara contro la Slovenia.
Erano i tempi di Antognoni, della bandiera viola che sventolava fiera anche in quella squadra che Bearzot avrebbe condotto al trionfo in Spagna, nel 1982. Poi, come detto, il “coup de théâtre” di martedì sera. L’Italia che, almeno nel primo tempo, convince e sfiora il gol. E la risposta dagli spalti ad ogni giocata di Cassano nemmeno che il “genio di Bari vecchia” avesse davvero, alla fine, preso la via di Firenze fra le tante del calciomercato.
E poi il finale di partita, con gli azzurri a caccia del gol qualificazione e Prandelli che manda in campo Balotelli. Lui, l’enfant prodige ribelle del calcio italico, deve essersi sentito persino a casa. Firenze, almeno martedì, a suon di “Mario, Mario, Mario” ha spinto l’ex interista, e i suoi compagni, all’uno a zero che apre le porte al prossimo Europeo. Adesso, davvero, non resta che attendere la riprova in viola, quando cioè la Fiorentina scenderà in campo contro il Bologna. Se questi sono i presupposti, Mihajlovic può stare tranquillo, il sostegno alla squadra non mancherà di certo.
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