Santiago Silva: ''Mi meriterò l'Italia e la Fiorentina''Il nuovo bomber della Fiorentina Santiago Silva è nella sala stampa del Franchi per la presentazione ufficiali ai suoi nuovi tifosi. Sul tavolo della conferenza la Supercoppa italiana vinta dalla Primavera ieri sera
A presentarlo c'è l'amministratore delegato della Fiorentina Sando Mencucci, che apre parlando della Primavera e della sua grande vittoria
"Uno dei nostri punti fondamentali del patto era mantenere un forte settore giovanile, per noi è un orgoglio questo trofeo perché l'abbiamo vinto a Roma, contro i giallorossi e l'inno che echeggiava all'Olimpico, questo è molto importante per noi. Ringraziamo tutti quelli che lavorano nel settore giovanile e speriamo di fare bene nel futuro.
Spero che sia così anche in futuro"
Parte il video messo online dal sito della Fiorentina, riproposto in apertura.
Mencucci afferma: "Una lotta portarlo a Firenze, perché il Velez non voleva privarsi di un giocatore così importante, ma la clausola risolutiva sul contratto parlava chiaro, e a questo è seguita la volontà di Silva che ha convinto il presidente del Velez. Ho fatto un bonifico di qualche milione di dollari al presidente loro senza avere nemmeno una firma. Alla fine però si è comportato in maniera corretta ed ha assecondato la volontà del giocatore. Ho perso 5 anni di vita, ma spero ne sia valsa la pena. Il numero di maglia che ha scelto la dice lunga sulla sua voglia di stare qui"
Comincia a parlare Silva: "La maglia 10 è la più importante perché i migliori la hanno indossata. Sono contento di essere qui, e poter dimostrare che posso giocare in Italia. Come esulterò? Chiederò anche agli altri, mi devono aiutare. Per me è molto importante essere qui ed ho scelto l'Italia perché ci sono i migliori. Tanti uruguaiani sono qui e per me è molto importante questo, potrò guadagnarmi la maglia della nazionale. Vengo qui per lottare, ma io sono abituato a questo. Mi devo allenare al meglio e spero di riuscire a segnare molte reti per poter festeggiare insieme ai miei nuovi tifosi. Il mio soprannome è "El Tanque" però ognuno può chiamami come vuole. Quando sono venuto al Chievo per me fu tutto molto difficile ma comunque importante, come in Germania e in Portogallo. Tutto questo mi ha dato l'esperienza giusta per poter tornare in Italia dieci anni dopo. Fuori dal campo da gioco sono uno assolutamente normale, ma sul terreno di gioco mi trasformo perché sento la responsabilità di segnare e di essere utile. Non ho parlato con Aguirre, l'ultimo uruguaiano della Fiorentina. Quando ero piccolo mi ispiravo a Batistuta e alla sua potenza ed alla sua forza, per me è un vero esempio. Non ho una squadra che amo particolarmente in Italia. Sono molto felice per essere arrivato alla Fiorentina e voglio fare tutto per questo club; voglio segnare molti gol con questa maglia. Un portiere al quale segnerei? Tutti".
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