Una Primavera afro-brasiliana: i volti della 'cantera' viola
La Fiorentina Primavera afro-brasiliana fresca vincitrice della Supercoppa (quarto trofeo per Corvino in Fiorentina, dodicesimo personale) è una piacevole conferma dopo la conquista della coppa Italia nello scorso marzo. E l’impressione è che non sia finita qui, perché altri piccoli africani e brasiliani crescono nelle giovanili viola. Il senegalese Babacar («un avversario di un’altra categoria» lo ha definito il tecnico della Roma Alberto De Rossi) tornerà a disposizione della prima squadra ma sarà sostituito in Primavera dal brasiliano dai tanti nomi in omaggio ai grandi calciatori del passato, ovvero Jackson Beckham Diego Socrates da Silva Jesus, che nella festa dell’«Olimpico» si è fatto notare per l’espulsione rimediata appena entrato.
I quattro ghanesi sono tutti di rilievo. Agyei è il capitano della formazione di Semplici; il compagno di reparto Salifu ambisce ad essere il nuovo giovane lanciato in Serie A; Acosty sembra aver aggiunto al proprio repertorio di velocissimo esecutore di assist doti realizzative, perfino di testa come nella Supercoppa, finora sconosciute; Ashong, infine, esterno difensivo sinistro, è il volto nuovo, proveniente dalla Triestina. Lui, come il brasiliano Campanharo, acquistato dalla Juventude, ha incontrato qualche difficoltà in più dovuta alla poca conoscenza dei compagni.
Proprio Campanharo ha segnato il gol del primo vantaggio viola con la naturale semplicità di chi sa giocare; la discontinuità è un difetto che verrà eliminato con gli allenamenti. Anche il connazionale Matos sembra a volte assentarsi dalla partita, ma le qualità tecniche sono indiscutibili. Ad un posto da titolare mira, infine, Alan Empereur, difensore centrale o esterno destro, già qualche apparizione con Buso la scorsa stagione. Nella Supercoppa il brasiliano è subentrato all’infortunato Rozzio, altro nuovo acquisto, dalla Canavese, beffato da Caprari nel raddoppio romanista ma di sicuro, avvenire a detta degli osservatori.
Una storia particolare è poi quella del portiere Luca Lezzerini, già convocato da Mihajlovic, nazionale Under 17 prelevato dalla Lazio due anni fa. Sedici anni con un velo di barba e tanta personalità, hanno provato in tutti i modi i giallorossi a superarlo: con pretenziosi tiri dalla distanza e conclusioni ravvicinate. Ci sono riusciti solo con un calcio di rigore (su cui comunque il giovanissimo Lezzerini si era tuffato all’angolo giusto) e con una prodezza di Caprari. Per lui, titolare in Primavera (nonostante la concorrenza del lituano Svendkauskas appena arrivato dal Suduva), vincere nella sua città, Roma, è stata la gioia più bella.