Author Topic: 'Slitta' il 1° turno? La tradizione è favorevole ai viola !  (Read 376 times)

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Per la terza volta nella gestione Della Valle la Fiorentina non comincerà il campionato dalla prima giornata. I precedenti sono ben auspicanti in quanto, nei due campionati in cui slittò la prima giornata, la Fiorentina terminò la stagione in bellezza con due promozioni.

2002-03 SERIE C2
1° Giornata: Florentia Viola-Forlì venne recuperata il 09.10.2002
2° Giornata: Sangiovannese-Florentia Viola 1-1 (giocata ad Arezzo)

2003-04 SERIE B
1° Giornata: Fiorentina-Atalanta 1-1 venne recuperata il 23.09.2003
2° Giornata: Pescara-Fiorentina 0-0 venne recuperata l'08.10.2003
3° Giornata: Fiorentina-Triestina 1-1
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Alcuni presidenti non sono soddisfatti dello sciopero

ZAMPARINI - "Io ero favorevole all'ac­cordo ponte, ma purtroppo all'inter­no delle Lega hanno prevalso le ragioni dei falchi. Così si è deciso di fermare il campionato". Mau­rizio Zamparini, presidente del Pa­lermo, era uno dei pochi contrari allo sciopero. "Lo scio­pero è una stupidaggine da parte dei giocatori ma anche da parte del­la Lega. Ma quale sciopero a oltran­za. Tra i giocatori quando si tocca il portafogli la solidarietà tende a sparire".

CELLINO - "Tutta colpa di Beretta -ha tuonato il presidente del Caglia­ri Massimo Cellino, dissidente del­la prima ora - i calciatori hanno di­mostrato più maturità di noi presi­denti".

MORATTI - "Lo sciopero è un peccato, un errore", ha semplicemente detto il presidente dell'In­ter, Massimo Moratti.

CONTE - "Ci eravamo preparati con gran­de concentrazione, dispiace dover ri­mandare il debutto. Prendiamo il bic­chiere mezzo pieno e diciamo che esordiremo in casa nostra, con l'inaugurazione del nuovo stadio".

GHIRARDI- Il presidente del Parma Tommaso Ghirardi: "La proposta di un accordo ponte andava anche be­ne, ma non c'era tempo per discuter­la. Lo sciopero è dei calciatori, non nostro, ed è intollerabile. Tommasi doveva far giocare la prima e venire in assemblea di Lega a spiegare la sua proposta".

SETTI- Il vicepresidente del Bologna Maurizio Setti: "Eravamo pronti a giocare. Dobbiamo sottostare alle indi­cazioni delle big. Bi­sognatrovare un ac­cordo. Bisogna met­tersi al tavolo e ridi­scutere tutto il siste­ma calcio. Per tanti credo serva a pren­dere tempo, infatti cisono 20 giorni che consentiranno a giocatori che arriveranno adesso di inserirsi".

CIPOLLINI- L'amministratore delega­to del Lecce Renato Cipollini: "E’ una sconfitta per l'intero sistema. E’ difficile a questo punto dire da cheparte penda la ragione".

RIVERA - "Lo sciopero è abbastanza in­comprensibile, soprattutto se le moti­vazioni sono quelle comunicate. Biso­gnava capire sul piano materiale cosa poteva comportare per i calciatori gio­care senza un contratto che li garantis­se -ha detto Gianni Ri­vera -.  Senza contratto e senza accordo, se un calciatore si fosse fatto male cosa sarebbe suc­cesso? Ma ripeto forse ci sono altre motivazio­ni dietro, guerre perso­nali o di categoria".

PLATINI - "Mi preoccupa molto quan­do i giocatori in Spagna e in Italia proclamano lo sciopero - ha detto Mi­chel Platini- perché sono ben paga­ti dai loro club. La situazione non è facile e temo per il calcio, ad alcuni le cose vanno male. È necessaria una riflessione molto seria".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=84872
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Sky: ''Non giocare svilisce il nostro prodotto''

"E’ chiaro che sperava­mo che a partire da oggi si andasse in campo. Noi ven­diamo un prodotto che a noi costa caro e che non costa poco nemmeno ai nostri utenti e ci dispiace quando questo prodotto viene svili­to", Nicola Brandolesi vice­presidente marketing di Sky Italia con eleganza esprime la sua amarezza. Che è legata anche all’ulti­ma "Creatura" messa a punto dall’azienda. Sky Go in pratica la televisione per chi si muove, per chi viag­gia: puoi vedertela anche al ristorante, semmai evitan­do crisi familiari oppure acuendole: un gol tra un ri­sotto e una tagliata. "Per ora il servizio è offerto, gra­tuitamente, solo ai nostri clienti dotati di tablet".

IPad e campionato: quale migliore maniera per fide­lizzare ulteriormente i vec­chi abbonati? Il « matrimo­nio » è rinviato: resta la ta­voletta e i tanti canali che trasmetteranno calcio este­ro. Non è la stessa cosa ma è pur sempre un bel test.

"I canali ora sono diciannove. Sono destinati a crescere ma non in una misura esagerata anche perché noi puntiamo a riempire l’offerta di conte­nuti che, comunque, non necessariamente hanno bi­sogno di andare in diretta. Lo strumento, poi, si integra con l’on demand. In linea di massima puntiamo ad ag­giungere tra i cinque e i die­ci canali". Da un punto di vista tecnologico, lo stru­mento è di­vertente: "La qualità delle imma­gini è straor­dinaria; l’utente di Sky Go ha a disposizione tutte le fun­zioni di interattività e in più semplicemente sfiorando lo schermo si può avviare la registrazione di un eventosul decoder di casa".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=84871
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Un tam tam tra i tifosi «Ora scioperiamo noi»

E se scioperassero i tifosi? E' una domanda che calciatori e presidenti di Serie A dovrebbero cominciare a porsi. L'allenatore del Vicenza, Silvio Baldini, se l'è quasi augurato: «Un giorno mi piacerebbe che decidessero di scioperare loro non andando più allo stadio e non facendo più l'abbonamento alle pay-tv: allora vorrei vedere che cosa succederebbe. Quando ho sentito che la Serie A non partirà ho subito pensato a quelle persone che guadagnano mille euro al mese e non sempre riescono a pagare tutto».
In rete
Il tam tam si sta diffondendo tra i gruppi ultrà, c'è chi sta pensando a un segnale forte da mandare «ai miliardari del pallone», anche se di organizzato, per ora, non c'è nulla. L'indignazione corre in rete, sui social network. Su Facebook sono stati creati numerosi profili di protesta. Quelli che hanno già ottenuto migliaia di «mi piace» sono: «Contro lo sciopero del calcio», «Vergogna, andate a lavorare», «Sciopero del calcio? Una barzelletta che non fa ridere». Un tifoso si è impegnato a trovare «100 mila persone contro lo sciopero», ma per ora le adesioni sono poco più di mille. C'è anche chi ha lanciato un appello sul sito www.petizionionline.it: «In questo momento dobbiamo essere uniti contro questi "lavoratori" viziati. Uniamoci tutti insieme per dare un segnale. Il giorno 1 settembre chi vuole aderire non deve acquistare nessun giornale sportivo italiano, vedere una trasmissione tv, consultare siti internet sportivi nè lasciare commenti. È il giorno successivo alla chiusura del mercato e quindi mediaticamente significativo. È solo un segnale per dimostrare alla categoria che noi siamo il carburante del motore calcio».
Gli ultrà
I primi a muoversi, con un comunicato, erano stati venerdì i tifosi del Genoa, alcuni dei quali hanno anche perso i soldi del viaggio (saltato) per Napoli. Per loro è difficile «sopportare l'idea che un gruppo di giovanotti miliardari, con le loro luccicanti Ferrari e le mutande di Dolce e Gabbana» abbia avuto «l'alzata di ingegno di indire uno sciopero. Anzi, viene quasi un conato di nausea ad accostare la parola sciopero a persone che non hanno mai seriamente lavorato un giorno in vita propria. E' un insulto alla nostra benevolenza». I Boys Parma 1977 hanno rilanciato i concetti espressi con uno striscione in occasione di un'altra minaccia di sciopero (foto a lato). Quando si arriverà al punto di non ritorno, scrivono sul loro sito, «allora sarà davvero il momento di "scioperare" noi, ma non passando al divano e alle pay-tv, ma staccandoci da tutto quello che è calcio, dai giornali ai siti. Forse sarà la fine, forse un nuovo inizio, chi lo sa. Pensate che ridere se i calciatori o le società si trovassero a scioperare per riavere il tifo sugli spalti!». Continua, intanto, l'esposizione di striscioni di protesta. Ieri, durante l'amichevole Atalanta-Tritium, è apparso questo: «Davanti alla morte di Gabriele hai preferito giocare, per assurde pretese sei pronto a scioperare. No comment», riferito al mancato stop in occasione dell'uccisione del tifoso della Lazio, Sandri. A Firenze i rappresentanti di una sigla finora ignota hanno scritto invece: «Smettiamo di tifare per cog... coi milioni. Vergogna!».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=84943
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Società e calciatori studiano come si fa pace
Rassegna stampa - 28/08/2011 12.12.19

Una cosa sembra certa: tutti o quasi i presidenti di Serie A vogliono evitare che anche la seconda giornata venga cancellata. L'ha detto pure Massimo Moratti ieri sera: « È stato un errore da parte di tutti non giocare perché l'inizio del campionato è sempre una festa. Credo che si troverà una soluzione prima dell'11 settembre». E allora sono scese in campo le diplomazie per partorire, in un modo o nell'altro, un armistizio con l'Assocalciatori in vista dell'assemblea di Lega di giovedì. Basta prove muscolari, pare stia davvero prevalendo il buon senso. E la mano tesa dall'Aic venerdì, poche ore prima dell'annuncio dello sciopero, può agevolare il percorso, anche se ci sono diversi distinguo e, come si sa, è difficile accontentare tutti. L'ipotesi dell'accordo ponte conquista sempre più consensi tra i club, a differenza del «lodo Galliani» lanciato sulla Gazzetta. L'a.d. del Milan, chiamando le parti a un passo indietro, ha contribuito a smorzare i toni ma sul piano dei contenuti l'idea di non firmare un nuovo contatto per questa stagione e prolungare il periodo di «vacatio» in cambio della rinuncia dei club a inserire nell'accordo la postilla sul contributo di solidarietà non scalda gli animi all'interno della Lega. Soprattutto, ha ricevuto la bocciatura - ed era prevedibile - del sindacato, che apprezza le parole concilianti di Galliani ma non accetta affatto l'idea che «dopo un anno e mezzo di trattative si getti la spugna». Tommasi è sempre stato chiaro: «Finché non c'è la firma sul contratto non si gioca».

Cos'è
L'accordo ponte comporterebbe la firma da parte della Lega sul testo già sottoscritto a maggio dall'Aic, al termine delle riunioni moderate dalla Figc. Sarebbe valido fino al giugno 2012 e consentirebbe di tornare subito a giocare, mettersi al tavolo più serenamente e affrontare i nodi del sistema, inclusa la convenzione promo-pubblicitaria e lo sfruttamento dei diritti d'immagine, argomento che stuzzica parecchi club. Quell'accordo recepisce già alcune importanti conquiste della Lega: le multe libere, il tetto alla spesa sanitaria, i paletti alle attività extra degli atleti, il codice etico, la maggiore flessibilità salariale. Ma non le istanze presentate come ultimative dalla Lega negli ultimi giorni, cioè le integrazioni agli articoli 4 contributo di solidarietà e 7 allenamenti differenziati. Per la verità, il ministro Calderoli ha dichiarato che la legge chiarirà chi dovrà pagare l'extra-prelievo, sempre che resista all'opposizione di larga parte della maggioranza; quanto ai fuori rosa, resta il testo interpretativo di Abete ultima versione, vale a dire senza limiti temporali ai gruppi separati.

Cresce il fronte
Favorevoli a questa soluzione sono Roma, Napoli, Udinese, Palermo, Fiorentina, Cagliari, Parma, Siena, Bologna, Cesena, Catania. Lo stesso Galliani concede un'apertura: «Non sono contrario ma la vedo dura». L'a. d. viola Sandro Mencucci fa notare: «Vorrei che fosse la Lega come organo collegiale a esprimersi, a ogni modo l'accordo ponte è da preferire alla proposta di Galliani perché tiene conto di diverse richieste già incassate dalla Lega». L'Udinese lancia segnali di pace. «In linea di massima va bene l'accordo ponte - spiega il vice presidente Stefano Campoccia - purché faccia fede il testo di Abete sugli allenamenti separati e ci sia chiarezza sul contributo di solidarietà». Si batte per un compromesso pure il Catania. «L'articolo 7 è più parvenza che sostanza - dice l'a.d. Pietro Lo Monaco -, la tassa straordinaria ancora non c'è. Un'intesa con l'Aic si deve trovare, poi riformiamo tutto il sistema, basta egoismi all'interno della Lega». E il vice presidente del Bologna Maurizio Setti bacchetta i falchi: «L'accordo ponte andava fatto prima per evitare lo sciopero».

Consob
Guardando un po' più in là, ha fatto rumore pure l'idea di Diego Della Valle di creare un'authority indipendente del pallone. Igor Campedelli Cesena è d'accordo: «Lavoriamo a una ristrutturazione importante». Pure l'Udinese. «Serve più trasparenza. Un primo passo sarebbe quello di far funzionare il comitato di controllo interno alla Lega», l'analisi di Campoccia. Bocciatura da parte di Maurizio Zamparini: «Della Valle non si presenta in Lega da due anni e ora se ne esce così: vuol farsi pubblicità». Conciliante Massimo Mezzaroma Siena: «Le società dovrebbero individuare una figura esterna e forte, capace di rappresentare tutti».

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Beretta: ''Accordo è obbligo verso i tifosi''. E apre a DDV

La prima di campionato è saltata, adesso c'è la Nazionale e nel week-end tra il 10 e l'11 settembre la serie A dovrebbe finalmente scendere in campo. Condizionale d'obbligo, ma Maurizio Beretta avverte: "sarebbe folle non trovare l'accordo. E' un auspicio forte: abbiamo un obbligo verso i tifosi". Il presidente della Lega di Serie A, in un'intervista rilasciata a "Il Sole 24 Ore", spiega: "ci sono dieci giorni: Lega e sindacato devono trovare un punto di incontro, fare un percorso, un mezzo passo a testa. Sarà una settimana decisiva con il voto alla manovra (dal quale dipende la trattativa sul contributo di solidarietà) e l'assemblea di Lega di giovedì. Nel merito non so ancora quale sarà, ma lo faremo. Terremo aperta l'assemblea se dovremo aspettare risposte, se mancheranno tasselli al quadro generale". Secondo Beretta "il deflagrare di un conflitto è un meccanismo che non aiuta nessuno. Un altro sciopero porterebbe a un rischio esponenziale di danni di credibilità. Serve una soluzione che contemperi le esigenze di club e calciatori". E a chi parla di presidenti "sfasciatutto", Beretta replica così: "Lo sciopero è stato dichiarato dall'Aic, non dalla Lega.
Forse non abbiamo spiegato bene che i presidenti stanno lavorando a un percorso per un meccanismo più moderno, più competitivo che apra orizzonti al calcio italiano, che porti nuovi ricavi. Le nostre proposte sull'accordo collettivo vanno nella direzione di una maggiore flessibilità che offra condizioni di sostenibilità al sistema cui anche gli atleti dovrebbero essere interessati". Beretta commenta anche la proposta lanciata da Diego Della Valle che ha parlato di Consob del calcio: "Ogni proposta che ripensi le norme di funzionamento del calcio, dettate da una legge obsoleta del 1981, è ben accetta. Nel merito bisogna capire come un'autorità indipendente si possa rapportare a Lega e Figc".

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Sciopero: il Codacons presenta denuncia per truffa

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha dichiarato: "Riteniamo gravissimo che la prima giornata della serie A non sia stata giocata. Pur rimanendo sacrosanto il diritto di sciopero, ci si chiede quali siano le reali motivazioni di una vicenda che presenta troppe ombre. Inoltre, cosa stanno facendo Coni, Lega, Assocalciatori e le stesse squadre per tutelare i tifosi".

Il Codacons ha chiesto alla Corte dei Conti di accertare il danno all'erario e alla Procura di verificare se sia ravvisabile, tra gli altri, il reato di truffa in danno dei tifosi, oltre ad una colpevole omissione rispetto al dovere di tutti i soggetti di attivarsi per scongiurare rinvii e sospensioni del campionato.

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