Author Topic: Rinvio del 1° turno ? Il recupero avverrebbe a gennaio !  (Read 1257 times)

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Lunedì la firma sul contratto collettivo

Si legge tramite un’ Ansa che lunedì avverrà la firma del contratto ponte che permetterà all’AIC e la Lega A di trovare un punto d’accordo per avviare il campionato: così facendo la Serie A potrà prendere il via venerdì con l’anticipo tra Milan e Lazio.
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Contratto collettivo, è il giorno della firma

APPUNTAMENTO in Federcalcio, e poi tutti a Palazzo Chigi per dare il via al tavolo delle riforme. Sarà un lunedì decisivo per il calcio italiano, non solo per la serie A. Oggi è il giorno fissato per la firma del contratto collettivo, quella che porterà alla revoca dello sciopero dell’Assocalciatori e poi al via del campionato. Il confronto tra parti ‘sociali’ è però destinato a riaprirsi subito, visto che si tratta di un accordo ponte fino a giugno 2012. E il primo round sarà sulla legge ‘91, di fronte al Governo.

BERETTA e Tommasi si ritroveranno oggi in via Allegri per confrontarsi sugli ultimi dettagli messi a punto dagli esperti sui collegi arbitrali, e poi la firma in casa della Federcalcio, grande mediatrice di tutta la vicenda. «Non vogliamo ritrovarci tra 10 mesi con un nuovo sciopero», aveva detto Giancarlo Abete (nella foto Ansa) a Tommasi giovedì scorso, quando l’Assocalciatori aveva valutato l’ultima proposta della Lega. I primi sei articoli così come usciti a dicembre 2011 dall’accordo Campana, il settimo escluso, l’impegno a trovare entro 30 giorni un’intesa sull’art.7 (fuori rosa) o in alternativa a inserire nell’accordo il parere formulato da Abete, e tutto valido fino al 30 giugno 2012. Alle 16.30 dopo l’appuntamento dell’ora di pranzo in Federcalcio, tutti a Palazzo Chigi per l’incontro con i sottosegretari Crimi e Letta.
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Lega-Aic, contratto firmato: riparte il campionato

Il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori è stato appena firmato dal presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, e da quello dell'Aic, Damiano Tommasi. Il campionato di serie A, la cui prima giornata è stata rinviata per lo sciopero dei calciatori, comincerà dunque con l'anticipo del secondo turno tra Milan e Lazio in programma venerdì sera.
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Contratto, Abete: ''Non si ripeterà questa situazione''

Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, commenta la firma del nuovo contratto collettivo dei calciatori da parte di Lega A e Aic, che scadrà il 30 giugno 2012. "L'accordo siglato oggi non può e non deve significare l'apertura di situazioni simili fra un anno. Su questo siamo chiari fin da subito ed è necessario che ognuno si assuma le sue responsabilità - ha detto Abete in occasione dell'incontro a Palazzo Chigi fra i rappresentanti di governo, Coni e istituzioni sportive -. Tutte le risorse devono essere proiettate a un confronto di merito all'interno del quadro esistente, sarebbe inutile dare luogo a voli pindarici che non hanno praticabilità nel breve periodo. Bisogna confrontarsi sui problemi specifici per rendere le cose funzionali alle esigenze di un sistema che è cambiato. La Figc svolgerà il proprio ruolo nella profonda convinzione e con il fortissimo auspicio che ci sia una capacità di confronto in tempi utili".
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Contratto firmato, Abete: ''Mai più questa sceneggiata''

Memore delle settimane impegnate nella ricerca di un accordo che a un certo punto è apparso quasi impossibile, Giancarlo Abete ha voluto lanciare un messaggio a futura memoria: "L’accordo è stato siglato fino al 30 giu­gno, ciò non deve e non potrà significa­re l’apertura di situazioni similari all’inizio della stagione 2012-2013. Su questo dobbiamo essere chiari e ognuno deve assumersi le proprie re­sponsabilità". Il significato dell’avvertimento è chiarissimo: una vicenda come quella che ha tenuto col fiato sospeso due tornei non deve ripetersi anche perché l’accordoponte, proposto da Tommasi nell’estremo tentativo di evitare lo sciopero, riproposto da Beretta per chiudere la partita senza concedere troppo, è stato accompagnato dall’impegno a utilizzare questi mesi per prefigurare il nuovo contrat­to,quello con scadenza normale, cioè triennale. Al tavolo dell’ultimo e definitivo incontro, un concetto simile lo ha espresso anche Tommasi che ha si­gnificativamente chiosato il commen­to di Beretta ("Va­leva la pena fare una vertenza così du­ra, le società hanno ottenuto molto di quel che volevano. Abbiamo firmato un accordo importante e abbiamo rag­giunto gli obiettivi che ci eravamo po­sti"): "Se i club hanno ottenu­to molto vuol dire che non ci sarà biso­gno di discutere più di tanto per il nuo­vo contratto che dovrà andare oltre questo accordo".
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Il calcio pagherà 35 mln per la 'solidarietà'

I calciatori di serie A verseran­no nelle casse dell’Agenzia delle Entra­te fra i 30 e i 35 milioni di euro. Una par­te considerevole di quel che lo Stato in­tende ricavare nel 2012 dal redivivo con­tributo di solidarietà. Sino a quando si parlava di redditi oltre i 500.000 euro, veniva stimato un incasso di 35 milioni per il 2012 e 87,7 nel 2013. Il giorno do­po la firma del contratto collettivo, il go­verno del presidente del Consiglio (e del Milan), Silvio Berlusconi, ha provveduto a infliggere una doccia gelata tanto ai calciatori quanto alle società. Ieri Berlu­sconi ha ancora una volta rivisto e cor­retto la manovra economica che dovrà consentire all’Italia di raggiungere a tap­pe forzate (entro il 2013) il pareggio di bilancio. Il contributo di solidarietà, can­cellato qualche giorno fa, è rispuntato, ridimensionato tanto nell’entità (sarà del 3 per cento, nella versione originale era del 5 e del 10) quanto nell’area di reddi­ti che andrà colpire (si partiva, prima, dai novantamila euro, adesso si calcole­rà a partire dai trecentomila euro, ver­ranno coinvolti in tutto 34.000 contri­buenti). Il contributo era stato lo scoglio su cui si era anda­ta ad arenare il negoziato tra Aic e Lega di A, in pratica la «causa prima­ria » dello sciopero. Il fat­to che sia rientrato dalla finestra proprio il giorno dopo la firma del contratto, ap­parirà agli occhi di Maurizio Beretta co­me una sorta di beffa.

NUMERI -In Lega a Milano ieri hanno fat­to un po’ di conti. D’altro canto, li aveva­no già eleborati nei giorni scorsi, quando infuriava la polemica con l’Aic. Que­st’anno la serie A pagherà circa un 1,1 miliardo (lordo) in stipendi (più di 900 milioni solo per le prime squadre, senza contare bonus, giocatori fuori rosa e gio­vani già contrattualizzati). Esclusi i sala­ri più bassi, quelli nor­malmente pagati ai più giovani, il contributo di solidarietà dovrebbe inci­dere su circa 1,050 mi­liardi di euro di stipendi. Applicando su questa ba­se il tre per cento, si giun­ge a un versamento com­plessivo che si andrebbe a collocare tra i 30 e i 35 milioni di euro. Una somma notevole ma sempre inferio­re a quella che i giocatori di serie A avrebbero versato nelle casse dello Sta­to se fosse passata la prima versione del contributo di solidarietà (5 per cento sul­la parte eccedente un reddito di 90 milaeuro, il 10 per cento sulla parte ecceden­te un reddito di 150 mila euro): i calcoli parlavano di un saldo complessivo di ol­tre cinquantacinque milioni di euro. Questa nuova imposizione finirà per creare tensioni all’interno dei club. Me­tà serie A, infatti, ha concordato gli sti­pendi al netto e la situazione è evidente­mente più complicata in quelle società che normalmente pagano stipendi più elevati, come il Milan o la Juventus. Bi­sognerà vedere come la norma sarà scritta, se indicherà (come aveva annun­ciato il ministro Calderoli) con chiarezza i soggetti che dovranno provvedere al pagamento (con la piccola consolazione della deducibilità).

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=85573
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Quasi ufficiale, il 21 dicembre si recupera la 1ª giornata

In campo il 21 dicembre per recuperare la prima giornata di campionato 'saltata' per lo sciopero dei calciatori. La decisione non è stata ancora presa ma intorno a questa data vi sarebbe un largo consenso. Soprattutto una 'calda' raccomandazione alla Le­ga sarebbe arrivata da Sky che già ingoiò molto malvolentieri lo slittamen­to dell'avvio del torneo e adesso non apprezzerebbe la celebrazione del recupe­ro in una data scarsamen­te interessante (il 5 genna­io, ad esempio) dal punto di vista degli ascolti.

Molte condizioni congiu­rano a favore del 21 dicem­bre. Gli incassi al botteghi­no, per esempio. Il 5 gen­naio, infatti, è data ancora festiva visto che il giorno dopo è l'Epifania e chi ha programmato le vacanze in quel periodo difficilmente tornerà prima per andare allo stadio. Molti club, inol­tre, confidando nella sosta, hanno preso impegni che possono garantire qualche ricavo economico.

Soprattutto c'è il princi­pale finanziatore del calcio italiano, cioè Sky, molto freddo nei confronti del 5 gennaio e decisamente più favorevole a quella del 21 dicembre. Il motivo è sem­plice. Tanto per comincia­re, la spettacolarità delle partite. Alla ripresa, i cal­ciatori avranno ancora una forma difettosa: il 5 po­trebbero venir fuori sfide molto scialbe. Al contrario, prima di Natale le squadre sono al meglio della forma. Il 21 dicembre, poi, è con­siderata soluzione interes­sante perché consente di offrire al pubblico televisi­vo un evento di rilievo in un momento in cui l'atten­zione è molto alta e la programmazione non ingolfa­ta.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=86188
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