Author Topic: Silva  (Read 360 times)

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Silva
« on: 08/25/11, 17:32 »


   Nato9 dicembre 1980 (Montevideo)
   PaeseUruguay
   Altezza185 cm
   Peso80 kg
   RuoloAttaccante
   GiovaniliCentral Español

   Partite - Stagione 11/12
   DataRivaleMinuti
   11.09Bologna10000
   18.09Udinese23000
   21.09Parma FC90000
   02.10SS Lazio35000
   16.10Cesena90000
   22.10Catania83000
   25.10Juventus7000
   30.10Genoa CFC3000
   19.11AC Milan45000
   24.11Empoli90000
   27.11Palermo32000
   04.12AS Roma28100
   10.12Inter25000

« Last Edit: 04/07/12, 19:38 by Chiesa »
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Offline Chiesa

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Re: Silva
« Reply #1 on: 09/17/11, 13:28 »
''Yo soy tranquilo amigo ma in campo voglio i gol''

Questa mattina su Repubblica troviamo un’intervista di Benedetto Ferrara a Santiago Silva. Riportiamo uno stralcio dell’articolo:
C'è un Santiago acustico.
«Yo soy un tipo tranquilo, amigo. Allenamento e famiglia. Della bella vita non me ne importa niente. E neanche dei soldi, per me il pallone è un divertimento».
E un Santiago elettrico.
«Poi entro in campo. E mi trasformo. Ho fame, voglio vedere quella porta, voglio fare gol».
Come una specie di supereroe? «Como?».
Il più normale dei normali finché non gli fanno un fischio: hey ragazzo, l’umanità è in pericolo.
«Sì, già. Per me fare gol è quasi come una missione».
E finalmente sorride, Santiago Silva detto El Tanque, il carrarmato. Una faccia da duro disegnata su due pettorali prepotenti. Uno che ha fatto innamorare Firenze con poco o niente, almeno per ora. Deve essere per via del Sudamerica, luogo di fantastici ricordi per noi evocativo come una canzone di Paolo Conte. «Domenica sono rimasto senza parole. I tifosi mi hanno applaudito come se fossi uno di loro da sempre. Ho sentito la passione vera. Pazzesco».
Ma oggi basta andare su Youtube. E il trailer del Tanque è un vero must. Tra i gol e quei festeggiamenti da attore vero.
«Sono fatto così. La verità è che al Velez io e i miei compagni durante il riscaldamento decidevamo cosa fare se avessi segnato. Non era solo un gioco, ma per me un modo per caricarmi al massimo, una motivazione in più».
Sempre stato attaccante?
«Sì. Da quando ho iniziato a giocare a cinque anni. Mio padre non faceva che spingermi a giocare a pallone. La mattina, la sera, sempre con la palla».
[…]
Che squadra è questa Fiorentina vista da uno arrivato da un paio di settimane?
«Un gruppo orgoglioso che ha voglia di riconquistare il cuore della gente. Tecnicamente una squadra che vale l’Europa. Ma per arrivare in Europa non basta valerla. Bisogna anche faticare molto».
Silva, qual è la squadra ideale? E mettiamo da parte la Fiorentina.
«Il Barcellona, claro: sono ricchi, hanno un bel gioco, vincono tutto e se sanno che in giro c’è un ragazzino fortissimo vanno e lo prendono subito. Così hanno fatto con Messi ».
Se lei dovesse consigliare un sudamericano alla Fiorentina?
«Abel Hernandez, del Palermo. Uruguayano come me, uno che farà grandi cose».
A proposito di attaccanti sudamericani. Lo sa che Batistuta nei prossimi giorni sarà a Firenze?
«Davvero? Per me è un vero idolo. E non lo dico ora perché sono arrivato a Firenze. Lo dicevo anche dieci anni fa. Batistuta era forza e potenza. Non posso paragonarmi a lui, però posso dire che è un mio modello».
Beh, non a caso lei è El Tanque, il carrarmato. E Firenze sogna i suoi gol.
«Ce la metterò tutta. Non ho paura. Se vedo una porta tiro, sono fatto così».
« Last Edit: 12/09/11, 16:29 by Chiesa »
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Offline Chiesa

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Re: Silva
« Reply #2 on: 12/09/11, 16:25 »
Silva: ''Voglio vincere con la Fiorentina, poi vado al Boca''


Sul Corriere dello Sport-Stadio troviamo un’intervista esclusiva a Santiago Silva, riportiamo uno stralcio dell’articolo realizzato da Francesca Bandinelli.

Santiago Silva, non ha fatto in tempo ad arrivare che già aveva conquistato tutti. Come è possibile?
«Sono arrivato dopo aver fatto tante cose buone in Sud America, ma sono arrivato portando con me l'umiltà di chi sa di dover imparare tanto per vincere tutto».
Chi l'ha aiutata di più in squadra?
«Non c'è una persona sola, anche se i brasiliani (Neto, Felipe e Romulo, ndr) hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa, in particolare quando non parlavo bene l'italiano».
Che cosa ha pensato quando ha visto che la squadra voleva che sul dischetto, contro la Roma, ci andasse lei?
«Non me lo aspettavo. E' stata un'emozione doppia».
E quando ha visto la palla in rete?
«Ho pensato alla mia famiglia. Ce l’avevo fatta, finalmente».
Però non ha esultato a modo suo. Perché?
«Perché non ci ho pensato (ride, ndr). E poi era giusto che festeggiassimo tutti, perché tutti avevano voluto che il mio digiuno dal gol, finalmente, si interrompesse».
Poco prima, in area, aveva provato una...rovesciata mal riuscita. Firenze ha sorriso. Mancanza di rispetto o si è messo a ridere pure lei?
«Onestamente mi sono messo a ridere pure io. Ho commesso un errore. Ma volevo in tutti i modi provare a chiudere la partita».
C'è chi dice che lei sia inadeguato al calcio italiano. Cosa risponde?
«Che nessuno mi ha mai regalato niente, neppure quando ero in Argentina e facevo un gol dietro l'altro. Datemi fiducia e facciamo parlare il campo. Io sono pronto».
[…]

E' davvero in crisi l'Inter che state per affrontare?
«Una grande squadra non può essere in crisi mai. Sta attraversando un momento non facile e proprio per questo, noi dovremo essere concentrati il doppio. In queste partite, basta il guizzo di un campione a metterti in difficoltà».
Ma fa ancora paura questa Inter?
«Noi non abbiamo paura».
Il colpo è possibile?
«Certo che sì. Io ci credo. La Fiorentina pure».
[…]

Sa che la Fiorentina non vince a San Siro da 11 anni? Allora c'era Batistuta...
«Bati è Bati. Io sono solo Silva. Se scenderò in campo, metterò come sempre il cuore dentro alle scarpe».
[...]

Boca Juniors, Independiente, Racing Avellaneda: quale opzione le piace di più?
«Vi siete dimenticati il Vélez. Comunque dico Boca (ride, ndr) ».
Ci si trasferirebbe?
«Le strade del mercato sono infinite».
Prima di tornare in Argentina, che cosa vorrebbe?
«Vincere. Vincere con questa maglia».
Quale l'angolo di Firenze che più le piace?
«Il centro storico. Me ne sono innamorato».
Cosa le manca della sua terra?
«Mia figlia».
Cosa si porterebbe via di Firenze?
«Tutto. Dove la ritrovi una città così?».
Se lo farebbe mai un tatuaggio....fiorentino?
«Sì, mi basterebbe vincere qualcosa. Ed io ci conto».
« Last Edit: 12/09/11, 16:29 by Chiesa »
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Offline Chiesa

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Re: Silva
« Reply #3 on: 12/09/11, 16:31 »
Silva sul miracolo Uruguay: ''Noi non molliamo mai''

Sul Corriere dello Sport-Stadio troviamo anche le parole di Santiago Silva sul momento d’oro dell’Uruguay e sui segreti di questa Nazionale che sta facendo benissimo. Ecco le parole dell'attaccante viola: «Forse questo si spiega perché in Uruguay non c'è nient’altro. Noi bambini ci ritroviamo a correre dietro un pallone inseguendo un sogno sì, ma con la consapevolezza che per riuscirci devi lavorare durissimo, senza mai ritenerti appagato degli sforzi compiuti. Credo che la differenza, alla fine, la faccia proprio questo. Siamo persone umili, di quelle che non perdono di vista le proprio origini, che non rinnegano niente del proprio passato, semmai sanno dare il giusto valore alle soddisfazioni che ti regala la vita proprio per questo.  Il calcio sudamericano vede pagine importanti scritte da miei connazionali. Vestire la maglia della Celeste è straordinario anche per questo, perché rappresentare il tuo popolo è una sensazione impagabile».
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