Author Topic: Alessio Cerci  (Read 1332 times)

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Alessio Cerci
« on: 08/25/11, 17:25 »


   Nato23 luglio 1987 (Velletri)
   PaeseItalia
   Altezza180 cm
   Peso78 kg
   RuoloCentrocampista
   GiovaniliAS Roma

   Partite - Stagione 11/12
   DataRivaleMinuti
   21.08Cittadella90110
   11.09Bologna90100
   18.09Udinese67000
   21.09Parma FC73100
   24.09SSC Napoli90000
   02.10SS Lazio90100
   16.10Cesena90000
   22.10Catania73000
   25.10Juventus45000
   19.11AC Milan45000
   24.11Empoli60200
   27.11Palermo90000
   20.12AC Siena63000
   11.01AS Roma28000
   15.01US Lecce25000
   17.02SSC Napoli16000
   26.02SS Lazio45010
   04.03Cesena70000
   07.03Parma FC33100
   11.03Catania73000
   17.03Juventus21001
   22.04Inter90010
   25.04AS Roma54000
   02.05Novara90000
   05.05US Lecce90110
   13.05Cagliari90010

« Last Edit: 05/13/12, 19:36 by Chiesa »
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Re: Alessio Cerci
« Reply #1 on: 09/08/11, 14:46 »
Cerci: ''Io e la Fiorentina, le rivelazioni del campionato''

Ecco un estratto della lunga intervista che Alessio Cerci ha concesso al Corriere dello Sport in edicola stamani :

Fra i nuovi arrivati chi l’ha sorpresa di più?
«Andrea Lazzari».

Perché, quando il City l’ha cercata, non ha chiesto di essere ceduto nonostante il malu­more della gente?
«Perché ho visto la gente cambiare opinio­ne, in passato c’erano stati dei problemi, ma ci ho messo una pietra sopra. Ho fatto un passo indietro dopo aver sentito i primi ap­plausi, perché erano sinceri. E ho scoperto una Firenze diversa».

Ha mai pensato di mollare tutto?
«Si, di mollare e di mandare tutti all’inferno. Non l’ho fatto solo perché sono maledetta­mente orgoglioso».

Qualcosa, però, dopo la partita con il Citta­della è cambiato. Non crede?
«Il gol è stato un alleato decisivo, ho giocato con grande serenità mentale e, onestamen­te, fischiare un Cerci come quello che si è vi­sto in Coppa sarebbe stato difficile. Respi­riamo finalmente il clima giusto, i tifosi han­no capito che devono starci vicino, sostener­ci, anche applaudirci. E’ la nostra benzina».

Che cosa pensa quando sente la gente che pur di ferirla tira in ballo la sua romanità?
«Io sono romano e lo rimarrò sempre. Sen­tire certi commenti mi dà noia, eccome. Per­ché c’è la volontà di dipingere in maniera negativa i comportamenti di chi viene dalla mia città. Non possiamo essere attaccati so­lo perché siamo nati a Roma».

Che cosa significa avere una casa tutta pro­pria per lavorare, ovvero il mini centro sportivo nel quale di allenate da martedì?
«E’ tutta un’altra cosa. Abbiamo tutto: la pa­lestra, la piscina, un campo da gioco bellis­simo, degli spogliatoi funzionali. Può diven­tare un valore aggiunto».

Chi sarà il giocatore rivelazione del cam­pionato?
«Io, Alessio Cerci».

Quale squadra sarà la sorpresa del campio­nato?
«La Fiorentina».

Che cosa preferirebbe tra la vittoria del­la Coppa Italia, la qualificazione in Euro­pa League e una convocazione in azzur­ro?
«La qualificazione in Europa League».

Ma alla Nazionale ci crede?
«Vestire la maglia azzurra è il sogno di ogni ragazzo che si avvicina al mondo del calcio. Lavorerò anche per questo».

A Firenze avevano soprannominato Chiarugi “ca­vallo pazzo” perché alternava grandi pre­stazioni a partite meno riuscite. Era un gio­catore molto estroso, proprio come lei. Ma Cerci come vorrebbe essere soprannomi­nato, il romano-matto?
«No (ride, ndr). Mi piacerebbe Alessio-gol».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=85620
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Re: Alessio Cerci
« Reply #2 on: 09/08/11, 18:45 »
L'intervista completa al Corport-Stadio

Quanto è motivato Alessio Cerci?
«Da uno a cento, cento».

E i suoi compagni?
«Sono motivatissimi. Come me».

Qual è il suo obiettivo minimo?
«Giocare più partite possibili».

E quello della Fiorentina?
«Entrare in Europa League».

Fra i nuovi arrivati chi l’ha sorpresa di più?
«Andrea Lazzari».

Può essere Romulo il vice-Cerci?
«Lo dirà il campo».

Se fosse arrivato Ramirez, avrebbe chiesto di essere ceduto?
«No, assolutamente».

La scorsa stagione ha realizzato, in campio­nato, sette gol. E’ pronto per battere il re­cord di marcature di Pisa, dieci?
«Speriamo di sì, ce la metterò tutta».

Quanto a estro, tra lei e il Tanque, la Fioren­tina è da...“scudetto”?
«Non esageriamo».

Prandelli dice di aver lasciato, contro la Slo­venia, Gilardino in panchina perché non se­reno.  Lei come lo vede?
«Io l’ho visto motivato fin dal primo allena­mento. E’ tranquillo, sereno».

Perché, quando il City l’ha cercata, non ha chiesto di essere ceduto nonostante il malu­more della gente?
«Perché ho visto la gente cambiare opinio­ne, in passato c’erano stati dei problemi, ma ci ho messo una pietra sopra. Ho fatto un passo indietro dopo aver sentito i primi ap­plausi, perché erano sinceri. E ho scoperto una Firenze diversa».

Ha mai pensato di mollare tutto?
«Si, di mollare e di mandare tutti all’inferno. Non l’ho fatto solo perché sono maledetta­mente orgoglioso».

Dopo la lite con Di Canio, Clarke ha lascia­to lo Swindon. Perché lei dopo le contesta­zioni subìte non ha detto basta?
«Perché non mi arrendo mai e perché sono consapevole del mio vero valore. Se avessi mollato avrei dato per primo uno schiaffo a me stesso».

Qualcosa, però, dopo la partita con il Citta­della è cambiato. Non crede?
«Il gol è stato un alleato decisivo, ho giocato con grande serenità mentale e, onestamen­te, fischiare un Cerci come quello che si è vi­sto in Coppa sarebbe stato difficile. Respi­riamo finalmente il clima giusto, i tifosi han­no capito che devono starci vicino, sostener­ci, anche applaudirci. E’ la nostra benzina».

Un consiglio a Montolivo: accettare il rinno­vo o continuare da separato in casa?
«Riccardo sa benissimo quello che deve fa­re. Io, di certo, non mi metto in mezzo».

Perché a San Piero a Sieve, durante un al­lenamento, lasciò il campo dopo un rimbrot­to di Mihajlovic?
«L’ho fatto apposta (scherza, ndr).Perché avevo visto le previsioni meteo su Newca­stle. Mi sono risparmiato la pioggia. Però (e qui si fa serio davvero, ndr)vi assicuro che non succederà mai più».

Che cosa pensa quando sente la gente che pur di ferirla tira in ballo la sua romanità?
«Io sono romano e lo rimarrò sempre. Sen­tire certi commenti mi dà noia, eccome. Per­ché c’è la volontà di dipingere in maniera negativa i comportamenti di chi viene dallamia città. Non possiamo essere attaccati so­lo perché siamo nati a Roma».

Che cosa significa avere una casa tutta pro­pria per lavorare, ovvero il mini centro sportivo nel quale di allenate da martedì?
«E’ tutta un’altra cosa. Abbiamo tutto: la pa­lestra, la piscina, un campo da gioco bellis­simo, degli spogliatoi funzionali. Può diven­tare un valore aggiunto».

Chi vincerà lo scudetto?
«Il Milan».

Chi sarà il giocatore rivelazione del cam­pionato?
«Io, Alessio Cerci».

Quale squadra sarà la sorpresa del campio­nato?
«LaFiorentina».

Chi andrà in Champions?
«SicuramentelaRoma».

Il Napoli in Champions riuscirà a dire la sua?
«Nonsarà facile, ma penso di sì».

La Roma agli americani: che effetto le fa, lei che hai vissuto l’era-Sensi?
«E’ stato un cambio di proprietà importan­te, è stata fatta una rivoluzione totale. Spe­riamo che la squadra riesca ad esprimersi ad alti livelli fin dall’inizio, anche perché la campagna acquisti portata avanti è stata davvero notevole».

Totti-Luis Enrique: c’è davvero il rischio di una rottura?
«Io Francesco non lo metterei mai in discus­sione, ma so che anche che lo stesso Totti ha fatto un appello perché tutti si stringano in­torno alla Roma e a Luis Henrique».

Osvaldo e Cerci accomunati da un destino simile: arrivati, sbeffeggiati e poi applaudi­ti. Perché?
«Perché in Italia, spesso, non c’è voglia e tempo di aspettare i giovani, né di lavora­re sui talenti di qualità, anche se acerbi. Lo stesso, d’altra parte, è successo sempre alla Fiorentina per Pazzini che, contro la Slovenia, ha segnato il gol che vale Euro 2012».

La Juventus è tra le regine del mercato?
«Con l’arrivo di Vucinic sì».

L’Inter senza Eto’o, costretta a fare a meno in Champions di Forlan, quanto ha perso?
«Tanto. Eto’o è uno dei centravanti più forti al mondo, forse il più forte in assoluto. Ma questa sarà la stagione di Diego Milito».

La Lazio quanto è più forte rispetto ad un anno fa?
«Si era rafforzata molto, ma con la cessione di Zarate l’ultimo giorno di mercato ha chiu­so, di fatto, pareggiando i conti».

Domani si comincia con Milan-Lazio: che cosa si aspetta?
«ChevincailMilan».

Conte, Gasperini, Luis Enrique: chi la incu­riosisce di più e perché?
«Luis Enrique, perché mi hanno detto da Roma che sta lavorando con un metodo di­verso. Adesso voglio vederli in campo».

Che effetto le ha fatto vedere il calcio fer­marsi per il mancato accordo tra Aic e Le­ga?
«Non è stata una bella immagine».

Dove arriverà il City?
«In alto, come minimo tra le prime tre di Premier League».

Premier, Liga, Bundesliga, Ligue1: quale campionato l’affascina di più?
«La Premier League».

Per quale lascerebbe l’Italia?
«E chi ha detto che la lascio?».

Chi è il migliore giocatore straniero?
«Zlatan Ibrahimovic».

Che cosa gli ruberebbe tecnicamente?
«Il suo destro. Ma lui è un fenomeno, quin­di gli ruberei un po’ tutto».

Che cosa preferirebbe tra la vittoria del­la Coppa Italia, la qualificazione in Euro­pa League e una convocazione in azzur­ro?
«La qualificazione in Europa League».

Ma alla Nazionale ci crede?
«Vestire la maglia azzurra è il sogno di ogni ragazzo che si avvicina al mondo del calcio. Lavorerò anche per questo».

Che cosa si ricorda del gol segnato la scor­sa stagione al Bologna?
«Un grandissimo cross di Vargas ed io, di destro, che l’ho messa dentro».

Quanto fa paura Di Vaio?
«E’ un grande centravanti. Uno come lui non va mai sottovalutato».

E’ favorevole al contributo di solidarietà?
«Sì, credo si debba tutti fare qualcosa di con­creto in un momento tanto difficile».

Cerci come Balotelli: due giocatori che si odiano o si amano. Martedì Balotelli al Franchi è stato sommerso di applausi. Per­ché?
«Gli applausi per Mario mi hanno fatto un grande piacere. C’ero anche io allo stadio e li ho sentiti. E’ un giocatore dalla personali­tà molto forte, uno di quelli che possono fa­re la differenza. La gente lo ha visto batter­si, lo ha capito e lo ha sostenuto. Firenze è una città un po’ così: si deve innamorare di un giocatore e Balotelli è uno che colpisce la fantasia. Tecnicamente, poi, è uno dei più forti».

C’è un consiglio o un suggerimento a cui è particolarmente legato?
«Porto sempre con me quello di chi mi ha ri­badito ogni volta di scendere in campo sere­no, senza pensare se non a giocare, tirando fuori tutto quello che ho».

Conosce Luciano Chiarugi? E’ stato un grande campione che a Firenze ha vinto lo scudetto. Un’ala, mancina, che sapeva drib­blare come pochissimi in Italia.
«Me ne hanno parlato, so che era un grande giocatore che è stato anche al Milan e che aveva un dribbling secco, che faceva male ai difensori».

A Firenze lo avevano soprannominato “ca­vallo pazzo” perché alternava grandi pre­stazioni a partite meno riuscite. Era un gio­catore molto estroso, proprio come lei. Ma Cerci come vorrebbe essere soprannomi­nato, il romano-matto?
«No (ride, ndr). Mi piacerebbe Alessio-gol».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=85671
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Re: Alessio Cerci
« Reply #3 on: 10/01/11, 18:44 »
Cerci: ''Sogno un gol in rovesciata alla Lazio, se lo fo...''

Ecco una parte dell'intervista ad Alessio Cerci pubblicata stamani dalla Gazzetta dello Sport:

Le liti con Mihajlovic?
«Ho avuto qualche reazione sbagliata. Capita. Col Parma non volevo uscire, volevo segnare un altro gol e divertirmi. É sbagliato questo? Invece mi fanno passare per scemo».

Faccia una promessa al tecnico viola.
«Non prenderò più multe. Mihajlovic è una persona importante. Sento che mi vuole bene».

Ora i tifosi viola fischiano Montolivo.
«Un'altra vicenda assurda. Cosa ha fatto di male? Niente. Proprio non capisco. Però vi assicuro che è difficile giocare sereni quando il tuo pubblico ti fischia».

Dove può arrivare questa Fiorentina?
«Tornare in Europa è l'obiettivo primario. E se battiamo la Lazio questa diventa una storia seria».

Il City era pronto ad acquistarla, Conte la vorrebbe alla Juve.
«Fa piacere essere nel mirino di squadre così importanti, ma la Fiorentina è il mio presente e il mio futuro».

E il giocatore rivelazione?
«Jovetic mi ha lasciato a bocca aperta. Non c'è traccia nel suo calcio di oggi del grave infortunio».

Anche lei ha avuto problemi seri a un ginocchio.
«Ho avuto paura che tutto finisse. Devo ringraziare il massaggiatore Pagni. L'uomo che è stato per molti anni accanto a Robi Baggio».

Perché Mancini è innamorato di lei?
«Non lo so. Mi ha scoperto quando giocavo nel Pisa».

Il modulo della Nazionale non prevede un giocatore «alla Cerci».
«Per uno che fa la differenza il posto si trova sempre. Anche in Nazionale. Ma io non ho dimostrato niente. Prima devo diventare importante per la Fiorentina».

Contro la Lazio ha già segnato diversi gol.
«Ne ricordo uno in particolare in un derby categoria Allievi. Stop e sinistro nell'angolo opposto. Roba da non dormire la notte. Sogno un gol in rovesciata contro la Lazio. Se lo realizzo vado a festeggiare sotto la curva Fiesole»
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Re: Alessio Cerci
« Reply #4 on: 05/11/12, 20:13 »
Cerci: “Firenze, ricominciamo insieme”

Lunga intervista de La Nazione ad Alessio Cerci. Vi proponiamo i passaggi più interessanti dell’articolo firmato Angelo Giorgetti:

Cerci uomo-copertina. Visto come si era messa è quasi un miracolo.
«Ci speravo tanto, soprattutto nei momenti difficili. Ne ho passati troppi e non voglio più riviverli. Ero sempre nel mirino, una persecuzione».
Magari anche per colpa sua.
«Qualche cavolata l’ho fatta, poca roba davvero, ma su di me ho sentito le leggende più incredibili, compresa quella del gatto al guinzaglio. Io ho un cagnolino, eppure è venuta fuori quella storia e tutti ci hanno creduto… C’è stato francamente troppo accanimento, quasi una gara a dipingermi in un certo modo. Ma io ho dimostrato di sapere reagire sempre e di questo sono fiero».
Vicecapocannoniere viola per due stagioni. Eppure è sempre o quasi emerso il personaggio negativo. Come se lo spiega?
«I tifosi hanno creduto a quello che veniva scritto o detto. Certo che poi le cose non sono andate benissimo per la squadra e nei momenti difficili si sa come va… Ma io sono un ragazzo normale, vengo da una famiglia semplicissima, ho rispetto degli altri. Non bevo, non fumo, non vado a mignotte. Sono fidanzato da tre anni con la stessa ragazza e stiamo pensando di sposarci. Davvero non mi spiego l’immagine che mi è stata appiccicata. Dov’è il problema?».
Forse è superato grazie ai suoi gol.
«Io voglio farmi voler bene da Firenze».
E’ una dichiarazione o una promessa?
«Tutte e due. Io voglio far parte della rifondazione della Fiorentina, sento che i miei problemi qui sono finiti».
(…)
Provi a diventare allenatore: come si fa a entrare nella testa di Cerci? Come si fa a ottenere continuità da lui?
«Bisogna farmi sentire un giocatore importante. Non mi piace sentirmi disperso nel gruppo. Ho bisogno di avvertire la fiducia dell’allenatore, dei compagni, dell’ambiente, dei tifosi. Allora sì che posso fare cose grandissime!».
Ventura nel Pisa ci era riuscito.
«E’ vero, quell’anno mi sentivo benissimo, mi riuscivano cose molto belle. Credo che fosse merito soprattutto del clima, del calore che sentivo intorno, delle aspettative che riuscivo a soddisfare».
(…)

Le è mai venuto il dubbio che sia vero?
«Mah. Invece ho una certezza: per ora in campo sono riuscito a esprimere solo il 50 per cento di quello che so fare. Parlo della partita, perché poi in allenamento mi riescono cose più difficili… Magari sono io che non riesco a capire quanto valgo, non lo so, a volte mi è venuto anche il dubbio.
Ma ora sono molto più tranquillo, la mia testa è cambiata e l’unica cosa che voglio è dimostrarlo qui a Firenze».
E’ la seconda sviolinata.
«Sono sincero. Ora se vado in giro mi fanno solo complimenti».
E prima?
«Offese di tutti i tipi».
Tipo?
«La più frequente: romano di m… E poi insulti alla mia ragazza, a mia madre, alla mia famiglia. Sono un uomo e ho reagito. Vorrei vedere chi avrebbe sopportato in silenzio. E poi, con questa storia del romano…».

Poi c’è stato il calcio a De Ceglie in Fiorentina-Juve.
«E l’espulsione. Mi cadde il mondo addosso. Ma anche lì…».
Lì cosa?
«Il guardalinee vide il mio calcio e non la manata che De Ceglie mi aveva dato un attimo prima. Ma non voglio scusarmi. Ho fatto un errore gravissimo».
Cerci attaccante puro contro Inter e Roma: non è andata male, anzi.
«Ho fatto la seconda punta durante tutta le giovanili, è un ruolo che mi piace. Anche fare il centravanti mi diverte, posso trovare meglio la profondità, certo che contro Inter e Roma avevo più spazi a disposizione».
Ci sono giocatori che le piacciono più di altri?
«Lasciamo perdere Messi e Cristiano Ronaldo, loro sono oltre. Seguo Falcao dell’Atletico Madrid, ha classe e potenza, si sacrifica per la squadra e segna un sacco di gol. E poi Van Persie. In Italia Giovinco, ha fatto un’annata fantastica».
Magari potrebbe toccare a Cerci. Ma lei si sente da Nazionale?
«In questo momento no, non ho saputo dimostrare continuità. Ma potenzialmente mi sento di poter entrare in quel giro».
Ma è vero che la voleva il City?
«Ci sono stati contatti, soprattutto a giugno, perché venivo da un grande finale di stagione. C’è stata anche un’offerta della Juve».
Occhio, parola che è meglio non pronunciare a Firenze.
«Io posso promettere che darò sempre il massimo e farò di tutto per essere amato».

(…)
Operazione simpatia: parli in fiorentino.
«Qui dicono sempre ‘tu vedrai’. Vabbè, allora io dico ‘Firenze tu vedrai che mi vorrai bene’»..
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Re: Alessio Cerci
« Reply #5 on: 05/11/12, 20:13 »
Tutte le verità di Cerci (alla Gazzetta)

Oltre che da La Nazione, Alessio Cerci è stato intervistato anche dalla Gazzetta dello Sport. Vi riportiamo uno stralcio in cui il giocatore dice le sue verità sulle tante “leggende” che si sono dette sul suo conto:

Cerci, ha mai girato per la città con un micio al guinzaglio?

«Falso, non era un gatto ma il mio chihuahua Stiui».
Le liti con i vigili urbani.
«Vere. Abito in borgo San Jacopo, quando cambiavo macchina mi dimenticavo di esporre il pass per entrare in centro. Ogni volta mi fermavano gli stessi, e allora rispondevo: “Guardate che ci siamo visti ieri”».
Gli insulti per strada con i tifosi.
«Veri, mi sono state dette parole pesanti, io sono un uomo, rispondo se toccano mia mamma o la mia fidanzata».
A proposito, la sua compagna si sfogò su facebook con un attacco a Rossi e la squadra.
«Vero, ma la giustifico, stava solo parlando con un amico. Solo io e lei sappiamo cosa abbiamo passato in certi momenti. La amo perché è così, ho in mente di sposarla».
Il viaggio in Spagna in pieno campionato.
«Vero, ero a Formentera. Avevo già rimandato l’appuntamento sei volte, se non avessi firmato l’atto d’acquisto della casa che ho comprato là avrei perso 300 mila euro. Siccome il notaio sarebbe arrivato il giorno dopo, chiamai la società per informare che sarei rimasto un giorno in più».
Lo scontro con Mihajlovic nell’ultimo ritiro estivo: Sinisa scelse di non convocarla per l’amichevole a Newcastle.
«Vero, con lui mi sono scusato, ho un ottimo rapporto, tanto che ci sentiamo ancora. Quel giorno, in partitella, mi chiese di fare una rincorsa. Disubbidii solo perché avevo dolore al piede, neppure dovevo allenarmi».
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Re: Alessio Cerci
« Reply #6 on: 05/11/12, 20:14 »
Cerci: “Ljajic ha sbagliato, ma Rossi…”

Così Alessio Cerci nel corso dell’intervista a La Nazione sul caso Rossi-Ljajic:

Di chi sono state le maggiori responsabilità?
«Partiamo da Ljajic. E allora dico che secondo me ha sbagliato, ma lui ha vent’anni e sono cose che purtroppo possono succedere in campo, nei momenti di tensione. E’ un attimo, anche io mi sono rivolto male una volta a Mihajlovic, gli ho chiesto scusa mille volte, subito dopo la partita e anche in seguito».
E la reazione di Rossi come la giudica?
«E’ stata sproporzionata, senz’altro più sbagliata di quella di Adem».
Rossi ha fatto capire di aver ricevuto un’offesa pesante nell’ambito familiare.
«Adem non ha detto niente a parte le frasi che sono state riportate. O almeno non ha detto niente prima di essere colpito nel modo che hanno visto tutti».
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