Al debutto con la squadra da fareCi siamo. Quasi. Sabato si comincia. Il campionato è qui. La Fiorentina ancora non del tutto. Bene aver vinto la prima partita ufficiale. Aver sorriso nell´afa e non aver fallito il primo passo. Ma i giudizi ancora hanno poco senso. Il mercato è diventato una mezza farsa, un po´ per tutti. Quasi nessuno spende. Qualche sceicco, qualche milionario sperduto nelle lande siberiane. Il resto sono parecchi discorsi. In Italia poi non se ne parla. Il cash è roba per pochi o pochissimi. Comode rate, contropartite infilate a forza, prestiti con diritti di riscatto teorici e messi lì tanto per fare, cartellini regalati pur di togliersi ingaggi. Un calcio impoverito e con stadi ridicoli. Questo siamo. Per colpa di gestioni folli e di vivai trascurati in nome del tutto e subito e poi magari ci si arrangerà. Anche per questo negli ultimi giorni potrebbero muoversi molti nomi. I prezzi si abbassano. Le eccedenze vanno sistemate, le questioni di principio e i proclami lanciano il posto a un "volemose bbene" collettivo utile a salvare la faccia e i bilanci.
E allora non resta che attendere. Anche per la Fiorentina è così. Ci sono tre titolari in ballo: Montolivo, Gilardino e Vargas. Chi va? Chi resta? E chi, eventualmente, arriva? Da mesi si scrivono nomi probabili e improbabili. Operazioni date anche per concluse o quasi: Aquilani, per esempio. O Ramirez. E poi altri ancora. Ma per comprare la Fiorentina deve vendere e, come visto, non è cosa semplice. Il fatto che poi al mercato ti trovi davanti quasi sempre e solo Preziosi fa quasi ridere. Gila al Genoa? Ma voi l´avreste mai detto? Mah. Niente giudizi, però. Tra pochi giorni tutto sarà più chiaro e decifrare la nuova Fiorentina sarà più semplice. Intanto si giudica ciò che possiamo vedere. E riflettere su ciò che manca se la Fiorentina fosse questa. Perché, per esempio, si parla di tutto ma mai della fascia sinistra, dove abita solo il buon Pasqual. Da quella parte si passa che è un piacere. Perfino quelli del Cittadella lo hanno fatto. Non è colpa solo di Pasqual ma forse qualche ragionamento andrebbe fatto (e forse, magari, sarà fatto).
Per la questione dei centrali la storia è opposta. Qui c´è la ressa, tra vecchie lenze e giovani talenti. Saltato Bovo (finito al Genoa, guarda te), Mihajlovic dovrà decidere chi sarà il titolare al fianco di Gamberini, capitano e quasi unico superstite della bella Fiorentina che fu. A destra De Silvestri dovrà riemergere dall´anno della involuzione, mentre Romulo, che ha ottime qualità atletiche, va verificato in chiave difensiva nel nostro campionato. Il centrocampo, con Vargas e Montolivo in bilico, è tutto da decifrare. Behrami è la certezza. Lazzari un ottimo lavoratore dai piedi buoni, ma un giocatore completamente diverso dal peruviano. Kharja dovrebbe sostituire Montolivo, una bella scommessa. Il marocchino ha qualità nei piedi. Ora dovrà dimostrare anche di avere continuità. L´attacco è di valore, con Gilardino. Chiaramente con Jovetic servirà un po´ di pazienza. Trovare la costanza di rendimento dopo un anno di stop non è semplice. Poi c´è Cerci, che è Cerci. Nel bene e nel meno bene. Vedremo. Ma il dubbio è un altro? Mihajlovic, che tra l´altro immaginava una nuova squadra con un altro modulo (il 4-3-1-2), può permettersi, Cittadella a parte, un tridente del genere? Chiedere a Jovetic troppo sacrificio non ha senso. E Cerci ha piedi importanti ma senso tattico poco sviluppato, almeno per ora. In ogni caso, se Gilardino resta, andrà preso comunque un centravanti di riserva. Il lavoro da fare, quindi, è tanto. E il tempo stringe mentre il pathos sale. Come nei film di Bruce Willis. O di Pantaleo Willis, fate voi.
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