Case e fiere: ecco il nuovo Franchi
Il futuro del Franchi è ancora tutto da scrivere. A Palazzo Vecchio si lavora, pensando a quando la Fiorentina traslocherà. Se succederà. Perché nonostante la volontà condivisa (da Comune e Fiorentina) di realizzare il nuovo impianto, restano da sciogliere molti nodi. Le due strutture sono legate a doppio filo, è evidente. “Per far vivere il Franchi tutti i giorni pensiamo a un mix di funzioni”, spiega l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re. Ormai abbandonata l’idea di destinarlo unicamente alle attività sportive e ai concerti che terrebbero il Franchi scollegato dalla città, e a rischio morte, si sta pensando a qualcosa di più omogeneo e articolato. “Vorremmo che diventasse un luogo aperto, senza confini né cancelli, vivibile tutti i giorni dai cittadini”, dice l’assessore. Un mix di funzioni, ma quali? Fiere, congressi e una porzione di housing sociale destinato alle giovani coppie a canone agevolato. “Sì, vista la vocazione di Firenze sui congressi e considerato il futuro arrivo della tramvia a Campo di Marte, si può ipotizzare uno spazio polifunzionale dedicato a queste attività, come accaduto anche in altri impianti sportivi europei”.
Per la parte social housing una fonte di ispirazione è Highbury a Londra. Il vecchio stadio dell’Arsenal si è trasformato in un residence. Per quanto riguarda fiere e congressi, invece, il modello preso a esempio è Las Arenas che, a Barcellona, ha mantenuto la struttura esterna della plaza de toros (l’arena per corride) mentre dentro è diventato un polo fieristico e centro commerciale.
Redazione VN