Author Topic: Restyling del Franchi. Riparte il progetto  (Read 4085 times)

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Re: Restyling del Franchi. Riparte il progetto
« Reply #296 on: 11/18/20, 22:06 »
Stadio Franchi, al Ministero arriva un’altra richiesta: “Non toccate il sacrario del 1944!”

Idra scrive al Ministro Franceschini

Nella storia recente della città di Firenze, il “Franchi” è qualcosa di più di uno stadio. E’ un luogo infatti che conserva una memoria tragica dell’ultima guerra. Era ancora il “Berta” quando, la mattina del 22 marzo 1944, sotto la curva lato ferrovia, poco lontano dalla torre di Maratona, vennero fucilati cinque giovani trascinati qui dai campi coltivati del Mugello, colpevoli di essersi sottratti all’arruolamento nelle fila della Repubblica Sociale Italiana, per un’esecuzione che servisse da monito ai coetanei. A cominciare dalle giovani reclute schierate ad assistere alla fucilazione. Ezio Campani, storico associato di Idra, scrive una lettera al Ministro Dario Franceschini, trasmessa per conoscenza al sindaco di Firenze Dario Nardella:

“Oggi un Altare con un Cristo alto 2 metri e una lapide in ricordo dei 5 giovani martiri è ben visibile attraverso una cancellata di protezione, sotto quella curva”. Il Cristo è opera di Emanuele Zambini, scultore e pittore, che abitava nel viale Manfredo Fanti, a pochi metri dallo stadio comunale.  “Nei giorni successivi alla fucilazione, l’allora parroco della chiesa di San Gervasio si recò a casa dello scultore chiedendogli di fare un Cristo da sistemare sul luogo del triste evento. Emanuele lo fece, e ancora oggi l’Opera è lì, vigile sui cinque nomi”
Senza entrare nella complessa matassa della querelle sul futuro dello stadio comunale Franchi, l’associazione fiorentina Idra, iscritta al registro regionale del volontariato per la tutela del patrimonio ambientale e culturale della Toscana, così conclude la sua nota al ministro Franceschini:
“In queste ultime ore, abbiamo appreso, l‘ACF Fiorentina Le ha trasmesso alcuni quesiti circa le conseguenze che la nuova normativa sugli stadi produrrebbe in relazione alla conservazione del complesso progettato da Pier Luigi Nervi e Gioacchino Luigi Mellucci.
Noi Le scriviamo qui, sollecitati dal sig. Campani, affinché non si trascuri – nel contesto del dibattito sull’opera –  l’importanza e il valore della tutela del sacrario.
Il monumento di Campo di Marte infatti – a nostro avviso – rappresenta di per sé per Firenze e per il Mugello un presidio inamovibile di memoria collettiva, un valore civile profondo la cui conservazione appare necessaria e ineludibile a fini testimoniali.”

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Re: Restyling del Franchi. Riparte il progetto
« Reply #297 on: 11/24/20, 22:22 »
Franchi: lettera degli eredi di Nervi alla Fiorentina e Nardella. E Pessina scrive a Roma

Il soprintendente Andrea Pessina sta preparando la relazione da inviare al ministero. Intanto gli eredi di Nervi lanciano un appello: “Sediamoci intorno a un tavolo”

“Caro sindaco, cara società viola, come intendete trasformare lo stadio Artemio Franchi? In qualità di eredi del progettista abbiamo il diritto di conoscere il destino di questo monumento”. L’ingegner Marco Nervi, nipote del celebre Pierluigi Nervi, insieme alla Fondazione che porta il nome di colui che ha ideato l’impianto al Campo di Marte, nei giorni scorsi ha scritto una lettera ufficiale a Dario Nardella e alla Fiorentina, per proporre una collaborazione e suggerire un percorso di recupero che soddisfi tutti.

L’obiettivo – scrive La Nazione – è rendere il Franchi un impianto moderno, senza distruggere un monumento che è su tutti i manuali di storia dell’architettura. Per ottenere questo, senza arrivare allo scontro delle carte bollate, la Fondazione Nervi propone un tavolo tecnico sul modello di quanto fatto nella capitale con lo stadio Flaminio. “A Roma è stato possibile avviare un processo che sta dando grandi risultati – spiegano i responsabili della Fondazione – definendo cosa e come modificare lo stadio, anch’esso progettato da Pierluigi Nervi. Va detto che il Franchi non ha i problemi strutturali del Flaminio, e lo dimostra il fatto che la Nazionale azzurra continua a giocare lì. Abbiamo ragione di credere che il Comune voglia intervenire in maniera pesante sull’edificio, un’ipotesi a cui ci opporremo in tutti i modi”.

(…)

Nel frattempo il soprintendente Andrea Pessina sta preparando la relazione per il ministero, che servirà per decidere cosa abbattere e cosa salvare del Nervi.

L’articolo integrale nel quotidiano in edicola

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Re: Restyling del Franchi. Riparte il progetto
« Reply #298 on: 11/27/20, 14:12 »
Italia Nostra a Franceschini: “Giù le mani dal Franchi. Stop all’ipotesi demolizione”

Italia Nostra auspica che il ministero dei Beni culturali “dia una ferma e decisa risposta alle proposte di demolizione di una parte del Franchi”

“Lo stadio Artemio Franchi non si può demolire o manomettere” nelle sue parti storiche. Questo, in sintesi, il pensiero di Italia Nostra (associazione onlus a salvaguardia dei beni culturali) espresso nella lettera inviata al ministro dei Beni e delle attività culturali e turismo, Dario Franceschini, e alla direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Mibact. Come si legge su La Nazione, Italia Nostra ribadisce “la preoccupazione per i gravi effetti che l’art. 55-bis del decreto legge ‘Semplificazioni (n. 76 del 2020) sta producendo nell’azione di tutela del ministero sullo stadio”.

Il presidente di Italia Nostra Ebe Giacometti sottolinea come gli elementi dello stadio da conservare siano dettagliatamente descritti nel decreto di vincolo del complesso emanato a maggio di quest’anno degli organi periferici del ministero. Tra l’altro, nei documenti del decreto di vincolo si tiene in debito conto delle condizioni attuali dello stadio e delle problematiche di varia natura indicate dagli stessi uffici tecnici del Comune di Firenze. Italia Nostra auspica che il ministero dei Beni culturali, attraverso il suo organo centrale deputato, “dia una ferma e decisa risposta alle proposte di demolizione di una parte delle strutture storiche dello stadio Franchi e riconfermi le ragioni della tutela secondo il dettato dell’art.9 della Costituzione”.

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Re: Restyling del Franchi. Riparte il progetto
« Reply #299 on: 11/27/20, 14:17 »
Toccafondi (Italia Viva): “Sullo stadio Franchi teniamo insieme bellezza e sviluppo”

Il commento: “Firenze è oggettivamente bella. Ma la bellezza, senza lavoro, visione, prospettiva rischia di perdere in parte il suo significato”

A seguire vi proponiamo un estratto dell’articolo di Gabriele Toccafondi, deputato di Italia Viva, su La Repubblica. Il tema è la possibile ristrutturazione dello stadio Franchi.

    Nessuna città è rimasta immobile, una fotografia, una icona cristallizzata. Anche Firenze. E questo cambiamento deve proseguire. Perché non pensare che sull’impianto sportivo della città non sia possibile tenere insieme la giusta tutela dello spirito che ispirò Nervi e la altrettanto giusta necessità di arrivare ad un impianto moderno, comodo, utile? Firenze è oggettivamente bella. Ma la bellezza, senza lavoro, visione, prospettiva rischia di perdere in parte il suo significato. Una città senza sviluppo e prospettiva non ha futuro. La rendita di posizione per una città rappresenta delle sabbie mobili. Tra attesa e prospettiva, lavoriamo tutti per la seconda. Anche sullo stadio Franchi

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Re: Restyling del Franchi. Riparte il progetto
« Reply #300 on: 11/27/20, 14:33 »
Il commento: “Franchi gioiello, non va distrutto. Politici arroganti, tifo e Commisso…”

L’articolo di Antonio Natali su La Nazione: “Dispiace che a premere sulla sua trasformazione siano anche molti tifosi della Fiorentina”

Su La Nazione troviamo il commento di Antonio Natali alla situazione riguardante lo stadio Franchi. A seguire vi proponiamo un estratto:

    Disegnato da Pier Luigi Nervi e tirato su agli esordi degli anni Trenta, è unanimemente riconosciuto come uno degli esempi più alti dell’architettura del Novecento. E dispiace, specie a me che sono viola dalla nascita (da bimbo vestivo la maglia 7 di Hamrin) che a premere sulla sua trasformazione siano anche molti tifosi della Fiorentina, quelli cioè che al Franchi ci vanno da quand’erano piccini e che dovrebbero custodirlo come un gioiello di famiglia. Capisco che non vogliano correre il rischio di sdegnare il ricco imprenditore italo americano disposto a investire nella squadra molto danaro (almeno è quanto promette) purché gli si consenta di modificare lo stadio. E comunque i tifosi sono sempre meno molesti d’alcuni politici che ne cavalcano il malumore per consensi elettorali. Politici arroganti; che rivelano peraltro la mancanza d’ogni rispetto nei riguardi del nostro patrimonio e della legislazione saggia pensata per proteggerlo. (…)

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Re: Restyling del Franchi. Riparte il progetto
« Reply #301 on: 11/30/20, 21:18 »
“Il Franchi non si tocca”: l’ente dell’Unesco scrive a Franceschini e Nardella

L’Icomos scrive al sindaco e al ministro per i beni culturali: “Il Franchi è un’opera iconica che deve restare integra”

Repubblica Firenze si concentra non solo sulla sconfitta della Fiorentina contro il Milan, ma anche sul futuro dell’Artemio Franchi. L’Icomos, International Council on Monuments and Sites, ente consultivo dell’Unesco, ha invitato due lettere, una per il sindaco di Firenze e l’altra per il Mibact, firmate dal presidente mondiale Icomos Toshiyuki Kono e da quello italiano Maurizio Di Stefano, che bocciano la possibilità di demolire anche in parte lo stadio realizzato da Nervi, su cui è atteso un parere del ministero.

I vertici di Icomos rendono noto di aver emanato un “alert heritage”, un “ allarme sul patrimonio”, proprio relativo allo stadio Franchi ( condiviso da Ordine degli architetti, Italia Nostra, Docomomo e Fai) e chiedono agli enti pubblici italiani di “riconsiderare” la loro “approvazione anche di uno smantellamento parziale dello stadio” annunciando pure “una vigorosa campagna internazionale per prevenire la deturpazione del Franchi in modo da garantire la salvaguardia della sua integrità nel suo complesso, come tesoro da preservare per le generazioni a venire“.

Una “terribile situazione” la definisce l’Icomos, definendo il Franchi “un’opera iconica del patrimonio culturale italiano del XX secolo che dovrebbe essere preservato“, “per il design sportivo, l’ingegneria strutturale, le forme audaci e gli elementi architettonici poetici ed evocativi” e richiedendo “che venga condotto uno studio completo per determinare le condizioni effettive della struttura e quali siano i cambiamenti necessari per mantenerlo in vita ed assicurare la sua funzione come luogo di interesse culturale e sportivo”. Icomos si appella al ministro e al sindaco: “È imperativo che il Comune e il Ministero si ritirino da ogni progetto di smantellamento o addirittura distruzione dello stadio”.

Ma che cos’è l’Icomos?

Fondato nel 1965, è un’organizzazione internazionale non governativa che fornisce consulenza al Comitato per il patrimonio mondiale dell’Unesco. Non ne è diretta emanazione, ma si tratta in pratica del principale organismo tecnico di analisi e indagini sul territorio per conto dell’organizzazione delle Nazioni Unite.
 
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