Author Topic: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi  (Read 1973 times)

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Ci sono due fotografie, da non dimenticare mai, che rappresentano la storia recente di questa Società: la prima è il giorno della rifondazione, avvenuta a Firenze il primo agosto 2002, di una Società che non esisteva più e alla quale avevano tolto tutto, anche la sua storia e i suoi trofei; la seconda è quella degli anni della Fiorentina in Champions League, le indimenticabili emozioni di Liverpool in particolare.
Un percorso costruito in grandissima parte dalle persone che oggi guidano la Società, persone che godono della fiducia della Proprietà, fiducia che si sono guadagnati con i successi ottenuti e il rispetto che hanno sempre avuto per la maglia Viola. Successi ottenuti grazie anche al sostegno e all’entusiasmo della Città, delle istituzioni cittadine e soprattutto dei tifosi veri, che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno costante anche nei momenti difficili, anche quando poteva non essere popolare farlo.
La Fiorentina oggi è una Società che ha ottenuto in pochi anni risultati sportivi straordinari, che ha messo al centro del suo progetto i valori dell’etica sportiva, il corretto comportamento, il fair play (un esempio per molte altre Società), solidi bilanci economici, tra i migliori d’Europa (materia cui Firenze dovrebbe essere sensibile, visto il dramma finanziario vissuto in altri momenti), la costituzione di un settore giovanile forte che sia base del nostro futuro (e i recenti risultati sono lì a dimostrarlo), l’edificazione di un centro sportivo che la squadra non ha mai avuto e che sarà pronto prestissimo, come promesso.
Questi sono fatti reali, verificabili da chiunque; ed è su questi fatti che vogliamo ora confrontarci con la Città e con i tifosi veri che vogliono il bene della Fiorentina. A noi interessa l’opinione loro, non quella scomposta, rumorosa e incivile di un gruppetto di persone che certo non pensano al bene della maglia Viola e al futuro. È da loro che vogliamo sapere se la Società ha fatto errori imperdonabili in questi anni o se c’è stata incoerenza nella gestione e negli obiettivi. Soprattutto se si tiene conto anche di promesse istituzionali fatteci e che per mille motivi non sono state mantenute (E se fosse accaduto il contrario, la Proprietà, come molti ricorderanno, era pronta a sostenere e a rischiare un enorme investimento per dotare la Società di mezzi che le permettessero di competere per i traguardi più ambiti).
Ora io ho bisogno di sapere con estrema chiarezza che cosa la Città e i tifosi veri vogliono e si aspettano per il futuro della Fiorentina, capire quindi se ci sono ancora le motivazioni per cui la Proprietà accetti di continuare un percorso comune fatto di passione sportiva, di voglia di costruire insieme il migliore futuro possibile e di restituire a tutti il piacere di andare allo stadio per passare un pomeriggio di divertimento. Se questi presupposti non ci fossero, come abbiamo detto con chiarezza in altre occasioni, la Proprietà è pronta a farsi da parte.
Siamo noi adesso ad aspettare segnali concreti in tal senso, perché non è intenzione della Società rimanere ancora per molto con questo clima che ci ha creato enorme amarezza e delusione. È necessario che si inizi subito un dibattito serio e civile tra tutti i tifosi veri, la Città e le istituzioni, Sindaco in testa, perché siano resi chiari il loro pensiero e i loro desideri, in modo che anche noi possiamo prendere con serietà e civiltà le nostre decisioni. Sicuramente, per quanto ci riguarda, non cominceremo il prossimo campionato con questo clima, fra atteggiamenti spesso incomprensibili e perfino incivili in alcuni casi. Ora è la Società che vuole sapere che cosa farete voi per la vostra Squadra: come la sosterrete e con chi volete proseguire il vostro cammino futuro. La risposta che abbiamo bisogno di sentire, ed è l’unica che ci interessa, è quella della Città, Sindaco in testa, e delle centinaia di migliaia di tifosi veri che vogliono veramente il bene della loro Squadra, quelli che fino ad ora sono rimasti in silenzio.
C’è bisogno che si senta finalmente la voce di tutti quelli che tengono veramente alla Fiorentina.  Ciò che ci diranno sarà determinante per farci capire quali sono le decisioni migliori da prendere per il futuro immediato di questa Società che noi, insieme a voi, abbiamo rifondato dal nulla.
 
Andrea Della Valle
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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #1 on: 08/07/11, 20:36 »
Bravo Andrea, e adesso tutti insieme per la Fiorentina

Non c'è bisogno di essere degli storici di professione per conoscere la storia di Firenze. Quando nel medio evo in tutta Italia lottavano Guelfi e Ghibellini Firenze sorpassò tutti in tromba cacciando i Ghibellini e dividendosi fra Guelfi Bianchi e Neri. L'ho presa un po' alla larga, direte voi. E' vero, ma la storia della nostra città è sempre stata contraddistinta da divisioni, rivalità, fazioni l'un contro l'altra armate. Per scendere sul terreno calcistico, ricordava l'altra sera Ciuffi a Borselli che negli anni sessanta c'erano i chiarugiani e gli anti chiarugiani e poi nel decennio successivo c'era chi era per De Sisti e chi per Merlo, poi ancora chi per Edmundo e chi contro di lui. Insomma non c'è mai stata pace.
I fratelli Della Valle hanno vissuto per otto anni in una Firenze dapprima ferita per lo smacco della C2 e poi ammirata ed anche estasiata per il ritorno repentino in A con Mondonico e poi con l'epopea del duo Prandelli-Corvino. Una città unita dall'ingiustizia prima e dalle vittorie dopo. Ma quando le vittorie hanno cominciato a venire meno l'anima della Florentia è tornata a galla: sempre più esasperazione nei toni con un aumento esagerato da una parta e dall'altra negli ultimi mesi. C'è stato un comune denominatore: il distacco palpabile della proprietà che forse forte dei successi ottenuti in passato credeva che tutto si potesse risolvere. Non era sufficiente la presenza quasi fissa di venerdì di Andrea Della Valle quando c'è voluto un anno e mezzo per trovare un presidente. C'è stata una strategia di comunicazione sbagliata, basata sull'aggressività verbale e non sull'autocritica. C'è stato qualche errore di troppo in campo e al mercato.
Ma tutto questo fa parte del gioco del calcio, al tifoso viola sarebbe bastato sentire più passione, più calore da parte della società. Quel calore mancato finora, quel calore che invece ritrovo in questa bella lettera di Andrea Della Valle che abbandona la torre d'avorio e scende in piazza mediaticamente chiedendo ai tifosi un confronto serio e civile per tornare ad essere un solo gruppo e non due fazioni che in ogni sede non perdono l'occasione di tirarsi addosso colpe e non solo. Un confronto a cui dovranno partecipare tifosi (definiti veri), istituzioni e società. L'unica cosa che vorrei aggiungere e suggerire ad Andrea è di non considerare tifosi veri solo quelli che stanno dalla parte della società altrimenti non servirebbe a niente. Ci sono tifosi appassionati che adesso contestano società e squadra e non per questo devono essere isolati come chi, invece, fa della contestazione incivile l'unica arma per tentare di destabilizzare l'ambiente. E' la civiltà nel porsi al prossimo e non le idee sovrapponibili che fanno di un tifoso un "vero" tifoso.
E adesso torno a chiedere a tutti i veri tifosi (come li intendo io) di unirsi alla società e creare quel gruppo che riporterà la Fiorentina in alto. Ma non solo i tifosi veri anche tutti i dirigenti viola devono seguire l'ottimo esempio di Andrea Della Valle che ha chiesto dialogo e confronto e solo in mancanza di questi elementi si è detto pronto a lasciare. Nella speranza che la lettera del patron porti ad un rinascimento viola, attendo fiducioso che i tifosi viola mettano da parte i pregiudizi e diano una mano per tornare a remare insieme nella giusta direzione.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=83674
                                                                     
« Last Edit: 08/07/11, 20:47 by Chiesa »
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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #2 on: 08/08/11, 13:24 »
ADV-Renzi, prove d'incontro. Parlano Nardella e Giani

Anche loro stavano aspettando il colpo. Quell’acquisto che ti cambia la stagione o che, per non chiedere troppo, perlomeno riscaldi il clima di un’estate anomala (tempo incerto, tifosi tiepidi, mercato a scartamento ridotto). La lettera ha lasciato gli amministratori della città un po’ così, diciamo interdetti. «Il problema, stavolta, non è la cittadella viola», da Palazzo Vecchio, con questa certezza, nessuno che si sbilanci più di quel tanto: «La giunta è così vicina alla società da essersi seduta nel consiglio d’ammministrazione». Vero. E sotto gli occhi di tutti. Eppure nella lettera del patron Andrea c’è anche la cittadella, quelle «promesse fatte e non mantenute». Schiaffi che bruciano nelle parole di Della Valle che chiama a rispondere il sindaco in prima persona (i due si incontreranno nei prossimi giorni). Il vicesindaco Dario Nardella, ospite permanente nel cda della Fiorentina insieme al presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, tenta la carta ‘cuscinetto’, prova a dare quella sferzata d’entusiasmo che questa società non riesce più a suscitare nei tifosi: «Venti giorni fa abbiamo aderito al patto con la città, ho iniziato a partecipare ai lavori del cda viola, ed è l’unica grande città in cui questo accade — dice Nardella —. Insieme al sindaco e a Giani abbiamo pensato che questo gesto potesse essere la riprova inequivocabile di come noi intendiamo la relazione con la società e con la famiglia Della Valle, la più chiara forma di vicinanza della città alla Fiorentina». «Da allora per noi nulla è cambiato — aggiunge il vicesindaco — e continuiamo a lavorare con società e proprietà per creare un modello di gestione di società calcistica nuovo e vincente».

Ma allora, cosa c’è che non va? Sceglie la via più diplomatica e ricucitrice anche Eugenio Giani.
«CAPISCO l’amarezza di Andrea Della Valle, il fastidio e la ferita di ricevere parole inconsulte dopo aver speso tanto — dice il consigliere regionale —. Ma sono persuaso del fatto che la maggioranza dei tifosi viola è ben consapevole del sacrificio e dell’amore che questa famiglia ha messo in questo progetto. Per questo ribadisco che sono con loro per vivere con entusiasmo la prossima stagione. Da sempre quella viola è una tifoseria esigente, che si aspetta il massimo, una tifoseria che, nella gran parte, vuole continuare a incoraggiare i Della Valle nel loro prezioso lavoro». Nel comunicato di Nardella ci sta dentro anche il pensiero del sindaco. Che parlerà con Della Valle. Questione di ore.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=83685
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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #3 on: 08/08/11, 13:25 »
Torniamo a parlare della squadra

La nostra prima sensazione, leggendo la lettera di Andrea Della Valle, è stata di stupore: ha voluto riaprire un caso chiuso una settimana fa, per colpa di quaranta sedicenti tifosi che hanno offeso squadra e società per partito preso. In fondo, ADV ci ha ricordato questo. Poi però il presidente onorario della Fiorentina è volato molto più alto, andando a grattare la pancia alla città vera, ai tifosi autentici come li chiama lui, perchè finalmente la stagione viola decolli senza depressione nè volti tristi, come spesso ci è capitato di vedere dentro e intorno alla Fiorentina.
Con il mercato ancora da fare, la società chiede a Firenze cosa vuole diventare da grande. Di dare appoggi e certezze, che quaranta aficionados in gita fuori porta non possono scalfire. ADV chiede di più, fa riferimento al sindaco Renzi e alle istituzioni. Facciamo gruppo — è il succo della lettera — altrimenti non si va da nessuna parte. Ce lo ricordano gli anni fantastici della Champions League, un anno e mezzo fa, non secoli. Sinceramente in questa storia manca un po’ d’ironia, forse la tensione fa prendere tutti troppo sul serio. Quaranta persone non possono condizionare le scelte di una società, che altrimenti parrebbe debole. Rivolgiamo noi un appello ai fiorentini: torniamo a parlare di calcio, di squadra, argomento finito in soffitta da troppo tempo.

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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #4 on: 08/08/11, 13:28 »
Galli: ''I Della Valle non hanno ascoltato i tifosi''

Ec­co il parere di Giovanni Galli, raccolto dal Corriere dello Sport-Stadio.  «I Della Valle hanno fatto molto per la Fiorentina, ma è innegabile che nei momenti belli abbiano sempre avuto la risposta concreta e affettuo­sa della gente. Adesso credo che effettiva­mente qualcosa possa essere migliorato con un confronto, perché i tifosi hanno diritti e doveri sia nel fare il tifo a fa­vore della squadra e sia nel­l'esternare il malumore se le cose non vanno per il verso giusto. Quando i tifosi hanno espresso qualche perplessità, mi sembra che i Della Valle non abbiano raccolto l'esigen­za. Chiaro: la società fa bene a difendere le proprie scelte, ma nel momento in cui c'è una contestazio­ne diventa difficile dire perché, dove abbia­mo sbagliato, cosa dobbiamo fare. Questo non significa dover subire ricatti o essere suc­cubi dei tifosi, ci mancherebbe, però è neces­sario garantire un'apertura se chiedi una ri­sposta. Poi, a mio avviso, la contestazione non è rivolta a Diego e Andrea Della Valle, che sono andati perfino oltre negli investi­menti richiesti, perciò mi sembra che quello che sta succedendo intorno alla Fiorentina, con la Digos agli allenamenti, sia esagerato».

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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #5 on: 08/08/11, 13:33 »
Tanturli: ''La città vuole chiarezza dai Della Valle''

Netto l’intervento di Valter Tanturli, presidente dell'ATF. «C'è gente - dichiara al Corriere dello Sport-Stadio  - che si esprime scrivendo frasi su­gli striscioni, c'è gente che lo fa parlando. Io sono fra que­sti ultimi, cioè preferisco esprimere di persona i miei pensieri. Credo che la città abbia principalmente biso­gno di sapere che cosa vo­gliono fare i Della Valle per la Fiorentina, quali sono i lo­ro programmi. Quindi, auspi­chiamo che il presidente torni presto a Firen­ze per fare chiarezza e per garantire maggio­re presenza, anche perché queste due condi­zioni diminuiscono il rischio di incompren­sioni. Per l'incontro siamo disposti pure a spostarci noi nella Marche, l'importante è che ci sia».

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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #6 on: 08/08/11, 13:39 »
I tifosi con Adv: una delle tante lettere pervenuteci

Tra le tante lettere a favore dei Della Valle che stiamo ricevendo pubblichiamo questa di Mario che le riassume un po' tutte.

Carissimo Patron,

condivido parola per parola la sua lettera. Condivido il suo disappunto e le sue aspettative, ma mi permetta una annotazione.

La “maggioranza silenziosa” alla quale Lei si rivolge, in quanto tale, silenziosa, non è organizzata come la frangia rumorosa.

E’ fatta di tanti individui giovani , meno giovani e vecchi, uomini e donne, abbonati e non abbonati, residenti e non residenti, poco propensi all’aggregazione, a manifestazioni rumorose, a volantinaggi, alla preparazione di lenzuoli tazebao da appendere allo stadio, ed è quindi improbabile che possa appalesarsi così come Lei chiede e si auspica.

E’, mi creda, un’ampissima parte della tifoseria che ha ascoltato le sue parole in occasione dell’ultima conferenza stampa ed in esse ha profonda fiducia. E’ fatta di persone che ogni mattina apre il giornale, accende la radio, si collega ai siti internet in attesa di conferme con la speranza di sentire o leggere delle notizie positiveche, da un pezzo a questa parte latitano su tutti i fronti. Ciononostante, seppure con un po’ di legittima apprensione, in silenzio e con rispetto, lascia chi di dovere lavorare nella certezza che le aspettative non andranno deluse.

Da grande imprenditore quale Lei è credo possa convenire che, anche se il passato non deve essere mai dimenticato, è al futuro che si deve guardare. Una grande Azienda, in quanto tale, ogni anno deve crescere o, quantomeno, mantenere le posizioni e se capita di perderle, e può accadere, si devono immediatamente porre dei rimedi che rimettano in rotta la nave. E dalle Sue parole mi pare aver capito si sia reso conto che qualcosa fosse necessario.

Credo Lei per primo non possa essere soddisfatto del rendimento della squadra degli ultimi tempi. Gli ultimi mesi di Prandelli sono stati molto mediocri e lo scorso hanno, pur con mille giustificazioni e al di la della posizione finale in classifica, delle statistiche e dei riscontri numerici, lo spettacolo proposto è stato molto mediocre. Il Franchi è stato spesso terreno di conquista, dove anche modeste formazioni come Lecce e Brescia, poi retrocesse, ci hanno messo alla sbarra.

Per questo abbiamo condiviso la volontà di “svolta” della Società e questo stiamo aspettando, anche se l’inizio non è stato esattamente promettente. Non può un nuovo “addetto stampa” entrare immediatamente a “gamba tesa” su una Icona del tifo cittadino, uno degli idoli della tifoseria facendone così un “martire”. Anche se non è questo il caso specifico, sa benissimo che “Il martirio è l'unico mezzo con il quale un uomo può diventare famoso senza abilità (G.B. Shaw)”, figuriamoci una figura come Antonio. Non puòuna dirigenza avvedutadare in pasto alla stampa, per giorni e giorni, come certa una notizia come l’acquisto di Aquilani e poi vederselo sfumare sotto il naso per motivi a tutt’oggi poco comprensibili nella loro dinamica. Tutto ciò non può che provocare malumore e scontento che vanno ad aggiungersi a quello già esistente. Credo si debba fare più attenzione ed avere più rispetto dell’umore dei tifosi, che se non fossero umorali non sarebbero tali

Firenze è in Italia, non si può pensare che sia un’isola felice decontestualizzata dove il “fair play” sia comportamentale che finanziario deve regnare in un connubio sovrano. E’ un’aspettativa legittima ma irrealizzabile, Lei lo sa bene. La contestazione fa parte dell’uomo, è difficile ottenere il consenso totale ed è giusto ascoltare e rispettare chi contesta a volte anche in modi poco ortodossi. Spesso il troppo amore, la passione, fa fare cose che travalicano i giusti limiti che qui, onestamente, non sono poi stati particolarmente oltrepassati.

Berlusconi, che ha regalato al Milan trofei e scudetti è stato pesantissimamente contestato dalle frange più calde del tifo non più di un’anno fa. Non sto a ricordarle cosa hanno fatto i tifosi dell’Inter prima del periodo d’oro, è storia. Il Presidente Lotito che negli ultimi anni alla Lazio ha fatto vincere una Coppa Italia e una Supercoppa, l’ha portata ai vertici del campionato e sta facendo un’ottima e sontuosa campagna acquisti è stato pochi giorni fa pesantementecontestato, molto più di quanto sia avvenuto a Cortina e San Piero. De Laurentis è stato oggetto di volantinaggio il dicembre scorso. Eppure tutti i presidenti sono tuttora li, presenti, a contribuire per quanto possibile alla crescita delle loro squadre senza tentennamenti.

Tutto il mondo è paese e ogni Presidente ha i suoi crucci. I nostri tifosi non sono ne migliori ne peggiori. Alcuni tifosi sono più passionali,impulsivi. L’importante è saper ascoltare tutti, anche i dissidenti, e sapere che c’è una maggioranza silenziosa che aspetta con serenità efiducia il realizzarsi dei progetti illustrati: una squadra con voglia di lottare fino all’ultimo minuto, competitiva, che si faccia rispettare ovunque al di la del risultato finale che è figlio di mille variabili.

Noi silenziosi, restiii ad apparire, attendiamo fiduciosi il 31 agosto, certi che non vorrà tradire le nostre aspettative e siamo certi ci darà la consolazione di aver ben riposto la nostra fiducia, convincendo così, almeno in parte, anche quella frangia, altrettanto attaccata ai colori viola, che oggi rumoreggia forse più del dovuto e oltre le righe

E non ci dia la delusione di prenderli come pretesto per un disimpegno che in tanti non ci meritiamo.

MARIO T.  Abbonato Viola.

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Re: Lettera aperta di Andrea Della Valle ai tifosi
« Reply #7 on: 08/08/11, 13:43 »
ADV e le prospettive ribaltate

Personalmente la lettera di Andrea Della Valle non mi è piaciuta. Non mi sembra giusta l'ennesima minaccia-ricatto della proprietà ai tifosi, che conferma un ribaltamento di prospettive che rientra da sempre nella mentalità dei fratelli marchigiani. Le ultime due stagioni sono state deludenti e la piazza non si esalta di fronte ad un ridimensionamento economico? Loro non lo accettano e, anzi, mettono sotto esame proprio i tifosi. Senza porsi neanche per sbaglio il dubbio che, se Firenze è apatica e distaccata come mai prima, se qualche migliaio di persone smette di fare l'abbonamento dopo anni, forse qualcosa può dipendere anche da loro....

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