Santana, ecco l'uomo in più. Ma a giugno può andarseneSi riparte da Santana. Ancora una volta. Come se il nastro si riavvolgesse, all’improvviso. Ha avuto ragione chi credeva in lui, chi parlava di un Santana indispensabile in ogni fazzoletto del campo, dal punto di vista tattico. E pensare che lo stesso Cesare Prandelli veniva criticato quando lo metteva in campo, quando trovava sempre una soluzione per farlo giocare. Oggi, con Mihajlovic, la musica non è cambiata. Tanto che, dopo l’infortunio, l’allenatore serbo lo aspetta a braccia aperte e potrebbe mandarlo in campo subito contro il Catania, in una sfida delicatissima. Santana quest’anno ha fatto la differenza. Voti sempre molto alti, tante reti, un grande sacrificio. Uno che dal campo esce sempre con la maglietta inzuppata di sudore, uno che piace al pubblico per l’intensità che mette in campo. Magari anche troppo generoso, così tanto da infortunarsi spesso, da non capire sempre quando sarebbe il momento di rifiatare un po’.
E pensare che, ad oggi, è un giocatore in scadenza di contratto. Tante offerte dalla Spagna per lui (ma anche dall’Italia e dal Porto), ma la voglia di aspettare ancora un segnale dalla Fiorentina. Lui che dalla Fiorentina è stato aspettato, nei momenti difficili, quando i continui infortuni potevano compromettere anche la sua carriera. Oggi, però, di tempo ne rimane poco. Santana attende un qualcosa che potrebbe apparire scontato, vista la splendida annata, ma che al momento non c’è. Per la verità, un primo incontro tra il ds viola e il procuratore del giocatore, era stato fissato proprio in questa settimana. Poi è stato rimandato di qualche giorno. Quando magari, anche la società gigliata, avrà le idee più chiare sul futuro che l’aspetta. Un’attesa che non sembra essere stata gradita molto dall’entourage del giocatore che si aspettava maggiore considerazione. Vista anche la disponibilità che l’argentino ha dato, da tempo, alla squadra viola. “Prima la Fiorentina, poi tutto il resto”, questo il pensiero dell’ex giocatore del Palermo portato a Firenze da Pantaleo Corvino.
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