GAZZETTA - L'intervista completa di JoveticLa cosa più triste è successa in un pomeriggio di sole: «Due "crac"che li hanno sentiti anche a dieci metri di distanza. Ho provato una finta ed è finita con due legamenti k. o., vorrà dire che sono scarso. Ricordo tutto: ritiro di San Piero a Sieve, 3 agosto. Stiamo giocando la partitella, la gamba non sostiene il mio movimento, Mihajlovic mi dice "alzati dai, facciamo gli ultimi due minuti". Poi il rientro nello spogliatoio, mi metto a piangere e sarà l’ultima volta che lo faccio. Da lì ho scelto di tenermi tutto dentro, che è la cosa peggiore. Certo, la mia famiglia, la società, i compagni, l’allenatore e i tifosi mi hanno sostenuto in maniera incredibile. E oggi ne approfitto per ringraziarli di cuore» . Oggi l’incubo sta per finire: quella di domani sarà l’ultima partita viola senza Jovetic. Duecentosettantotto giorni dopo l’infortunio (lesione al crociato anteriore e al collaterale esterno del ginocchio destro) Jo-Jo è tornato:
«Possiamo passare al prossimo argomento? Ho appena superato il momento più brutto della mia vita. Ho fatto due interventi: appena mi svegliavo, guardavo in che condizioni era il mio ginocchio. E poi c’era il dolore più forte, quando toglievano gli ingranaggi. Dopo Pasqua sono tornato ad Augsburg per l’ultima visita: da noi in Montenegro si dice "ho buttato i sassi", per dire che lì non ci torno più. I medici sono stati tutti gentilissimi, ma in futuro spero proprio di non rivederli» . Da una settimana si allena con la squadra, contro il Bologna potrà tornare a giocare.
A cosa pensa? «Al fatto che Baggio, dopo l’infortunio, tornò più forte di prima. Così come Ronaldo. O Robben. Io farò lo stesso».
Ci siamo: quante volte si è immaginato l’ingresso in campo? «Nella mia testa gioco da due mesi. Mi sento pronto, non ho paura. Il rientro è il mio primo sogno. L’altro è un gol, per cui ho già in mente qualcosa di speciale. Per ora mi accontento di aver ritrovato il pallone: lo amo, stare senza di lui è stato difficile e il primo contatto dopo mesi è stato bellissimo. E poi gli allenamenti con i compagni: al mio ritorno mi hanno fatto un applauso e nessuno ancora ha avuto il coraggio di entrare in contrasto su di me. Niente vacanze, mi allenerò tutta l’estate. Ho voglia di spaccare il mondo, anche se dovrò saper gestire la rabbia che ho dentro» .
Ha mai pensato che la sua carriera fosse già in discussione? «Mai. Anzi, vedo il lato positivo: se quando sono arrivato a Firenze ero poco più di un bambino, ora sono diventato uomo» .
Che altri ricordi ha dei mesi passati lontano dal campo? «I messaggi dei compagni, le battute di Ljajic, Avramov, Gulan e Seferovic. Le telefonate di Savicevic, che è il presidente della federazione del Montenegro. E poi un libro, "Il segreto"di Rhonda Byrne e una canzone "A te"di Jovanotti» . Ha un testo romantico. Vuole dedicarla a qualcuno? «No perché sono anche tornato single: dopo tre anni e mezzo la mia storia con Jelena è finita. E’ stata la più bella della mia vita, ma le cose non andavano più, colpa del fatto che siamo ancora molto giovani e della distanza: lei studia a Podgorica. Ora ci sentiamo per telefono, in futuro chissà» . A proposito di futuro: sarà lei il simbolo della nuova Fiorentina. «L’idea mi piace e mi onora, spero di ripagare la fiducia con gol e assist. E spero anche che i nostri giocatori più forti, come Montolivo, restino qui. E’ brutto per ogni squadra perdere i big, ma so anche che, nel caso venissero ceduti, sarebbero poi rimpiazzati nel migliore dei modi. Io di sicuro resto qui, e per molti anni ancora. E se vorranno darmi la fascia di capitano sarà ancora più bello.
Mi piacerebbe una Fiorentina all’attacco: se Inter e Barcellona giocano con tre punte, perché non possiamo farlo anche noi? Un’altra cosa: mi hanno fatto piacere i complimenti di Baggio, spero di arrivare anche solo vicino a quello che ha fatto lui» .
Faccia un podio dei giovani attaccanti: chi è ora il più forte? «DireMessi, Ronaldo e Rooney è scontato. Quindi, primo Pato, secondo Pastore a pari merito con Cavani, terzo Neymar, ma solo perché l’ho visto poco. Tra i migliori va messo anche Balotelli: come giocatore non si discute, ma deve evitare certe situazioni. E poi il mio amico Vucinic: fa cose straordinarie. All’inizio di giugno ci ritroveremo insieme in Nazionale» .
Altri sportivi di riferimento? «Per la dedizione al lavoro dico Djokovic e Rafa Nadal, che ho incontrato a Roma: mi ha spedito la maglietta (con dedica) con la quale ha giocato a Wimbledon» . Vuole fare lei il titolo a questa intervista? «Sì, eccolo. Jovetic: aspettatemi, tornerò più forte di prima» .
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