Jovetic: ''Firenze sto tornando... più forte di prima''Stevan Jovetic risponde da Belgrado, per lui è un giorno finalmente movimentato dopo il silenzio cupo delle fatiche in palestra, le fisioterapie, gli esercizi ripetuti, la solitudine dell’atleta che pensa di aver perso un pezzo di se stesso. E’ un giorno diverso perché c’è un aereo da prendere, destinazione Germania, Ausburg, Hessingpark Klinic: oggi il ginocchio destro di Jovetic passerà il tagliando più importante e il professor Boenish valuterà gli effetti della riabilitazione a due mesi e mezzo dalla seconda operazione. Alla visita parteciperà come sempre anche un rappresentante della società, in questo caso il dottor Jacopo Giuliattini.
Un controllo che Jo-Jo aspetta con fiducia, se tutto andrà bene comincerà un periodo di lavoro sul campo, sempre in Germania, altre tre settimane per riprendere confidenza con se stesso dopo uno degli infortuni più devastanti per un calciatore.
Stevan, si aspetta risposte decisive dal controllo in Germania?«Mi aspetto risposte, per me è già abbastanza, ma sono fiducioso perché ho lavorato tanto, tutti i giorni, ho fatto tutto quello che mi hanno detto».
Ci descriva una sua giornata tipo.«In Germania sveglia alle 9 e mezzo, poi in palestra alle 10 e lavoro fino alle sei di pomeriggio dal lunedì al sabato. Questo per un mese. Poi sono tornato a casa, dove ho ridotto l’impegno perché mi hanno spiegato che il legamento non avrebbe sopportato più di 3-4 ore al giorno di esercizi».
Come va ora il ginocchio?«Non è gonfio e non sento sento più dolore. Il peggio è passato, ci sono stati periodi davvero duri. Posso dirlo? Ora sono ottimista».
Certo che può dirlo. Anche perché a Firenze in questo periodo c’è bisogno di ottimismo.«Lo so, seguo tutto anche se sono lontano. Parlo con i miei compagni, soprattutto con Ljajic, Gulan, Avramov e Seferovic. Mi sono sentito con Mihajlovic, che ringrazio perché è stato sempre presente nei miei confronti. E poi ho visto tutte le partite della Fiorentina».
Inutile sottolineare che spesso ci sarebbero stati spettacoli migliori.«Ci sono state tante difficoltà, tanti infortuni, è impossibile giudicare il valore di questa squadra. Chiedo solo ai tifosi di stare vicino alla Fiorentina, parlo con i miei compagni e so che hanno bisogno dell’affetto della gente».
Se ha visto tutte le partite, ci dica qual è stata la migliore.«Forse vado controcorrente...».
Di solito è un merito: sentiamo.«Quella con il Brescia».
Lei è davvero un fantasista...«Dico quella partita perché può essere la svolta del campionato. Abbiamo preso due gol su prodezze personali, una di Diamanti e l’altra di Cordova, ma siamo rimasti in partita e abbiamo segnato tre reti in poco più di un quarto d’ora. Sono segnali importanti».
E il suo amico Ljajic ha segnato finalmente un bel gol.«Ehi, come finalmente, Adem è già a quota tre. Contano anche le reti su rigore e non è male come risultato per un giovanissimo come lui. Adem sta giocando molto bene, si sta adattando al campionato italiano, ma ha classe e forza. In più è anche un bravo ragazzo».
Si rivede un po’ un lui? Anche il suo primo anno in Italia è stato un po’ complicato, per assenza di concretezza.«Il calcio italiano è più complicato rispetto al nostro, un po’ di tempo per capirlo ci vuole. Ljajic ha già dimostrato di essere uno superiore alla media, e anche di molto. E poi è già concreto».
E gioca nel suo ruolo.«E’ vero, mi rivedo molto in Adem. Lo «spiavo» anche quando era nelle giovanili del Partizan, dicevo: ma guarda quello, sembro io».
Magari il prossimo anno potrete giocare insieme.«Lo spero davvero, ci conosciamo bene. Anche come calciatori, voglio dire».
A proposito della sua ex squadra: Becali ha detto che fra un po’ la Fiorentina si chiamerà Fc Fiorentina-Partizan...«Ho letto la battuta sui giornali del mio Paese. Cosa posso dire?».
Faccia lei.«Ci sono stati e ci sono giovani davvero forti nel nostro vivaio. Un altro è Nastasic. E non mi stupisco che le squadre europee si facciano vive con il Partizan».
Cambiamo argomento: Mutu fuori rosa. Cosa ne pensa?«Ne so davvero poco, non ero lì, non conosco i dettagli».
Torniamo a parlare del suo infortunio. Ci sono stati momenti in cui ha avuto paura di non tornare più quello di prima?«Non sono stato il primo e non sarò l’ultimo calciatore che subisce un infortunio così grave. I medici mi hanno detto che tornerò forte come e più di prima. Sto lavorando per questo, prometto che farò di tutto per accelerare i tempi e fare il mio lavoro, cioè gli assist e i gol».
Proviamo a scendere nei dettagli: quando tornerà in campo con la maglia viola?«Mi sono operato la seconda volta il 4 ottobre, i medici mi hanno detto che sarebbero serviti sei mesi: si va al 4 aprile. Ora mi sento bene e dico che forse si possono anticipare i tempi, ma non voglio rischiare. Seguirò con scrupolo le regole e i tempi previsti».
Dopo l’infortunio a San Piero a Sieve, dal suo entourage è arrivata una critica ai medici della Fiorentina: avrebbero sottovalutato i problemi che aveva già al ginocchio. E’ vero?«Non mi sono fatto male per questo, avevo solo un leggerissimo problema, niente che possa aver influito su quello che è successo. Anzi, ringrazio la società perché mi è stata sempre vicina, mi ha sostenuto, mi ha aiutato in tutti i modi possibili: vorrei ringraziare anche altre persone: ne approfitto?».
Prego.
«I tifosi mi hanno inviato tante mail e hanno cercato di contattarmi in tutti i modi, grazie davvero, mi hanno fatto sentire importante».
Quando tornerà a Firenze?«I primi giorni di febbraio. Da allora in poi resterò con il gruppo, ricomincerò a inserirmi. Tranquilli, sto arrivando...».
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=70776