Frey, era il nostro DepardieuProdezze, parate e miracoli sono già impressi nella mente dei tifosi. E allora nel giorno dell’addio ci piace ricordare un altro Frey, quello che fu protagonista dell’intervista più divertente rilasciata da un giocatore viola in quasi quattro anni di Corriere Fiorentino. Il 12 ottobre 2009 Frey, allegro e disponibile, parlò di tutto, senza peli sulla lingua, a modo suo. Da Carla Bruni alla Bellucci, da Sarkozy a Berlusconi, da Prandelli-Bordeaux a Domenech-Tavernello. Giocando poi a dare i voti ai suoi look. Seba volò da un argomento all’altro come tra i pali. Mai banale, sempre pungente. Belmondo o Depardieu? Seba scelse il secondo: Solare, passionale, stravagante, ricco di talento, guascone, eccessivo, amante del cibo e del buon vino» . Frey è stato un po’ il Depardieu viola. E come lui non ha mai avuto la bilancia per amica. Ma il cinema, si sa, è diverso dal pallone. E la silhouette per un calciatore non è un optional. Per questo quando quest’anno (e non era prima volta...) si è presentato in ritiro con 107 chili addosso, la società che già voleva liberarsene non c’è passata sopra. Ed ha avviato le pratiche in Lega per una mega multa. Ora non ci sarà più bisogno di andare avanti. I titoli di coda sono arrivati prima, «tagliando» il finale più triste. Bonne chance, monsieur Frey.
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