Un Fenomeno. Anche di guaiRiproponiamo un articolo pubblicato a gennaio dal Corriere FiorentinoEntra ed esce. Non dall’area di rigore o dal campo, ma dai guai. Ma c’è anche una gran voglia di scoprire in Briliantul il re di tutte le sfrenatezze: un diamante puro in campo, un diamante grezzo nella vita. Capace di dire sì a tutto il proibito, la cocaina, le nottate che non finiscono mai, le donne, le scazzottate (una recente di poche settimane fa al Four Seasons), il flirt con una pornostar. Di cadere e di rinascere ogni volta con la naturalezza del fuoriclasse e l’inconsapevolezza che non ti fa accorgere dello spreco. Come quando nel 1999 arrivò all’Inter, a 20 anni. Quando Mutu era uno sconosciuto, una scommessa degli uomini di Moratti. Nello spogliatoio era seduto vicino a Vieri. In quella Inter c’erano Baggio, Ronaldo, Zamorano, Blanc...Per Mutu cresciuto nella sconosciuta Arges Pitesti (prima di diventare un idolo della Dinamo Bucarest) fu come salire su un’astronave e non poterla guidare. «Non avevo pazienza, volevo mettermi subito alla prova — raccontò ai giornalisti di Torino nel 2005 quando arrivò a Torino, sponda Juve — e una volta in allenamento Lippi mi prese per l’orecchio e mi disse: "Ragazzino sei giovane, stai tranquillo, avrai il tuo spazio"». Il Briliantul — diamante in rumeno — di pazienza ne ha sempre avuta poca. La stessa che lo ha portato probabilmente ad assumere questa sostanza dal nome in apparenza meno proibito della cocaina, ma dagli stessi effetti devastanti.IL DIAMANTE TORNA A SPLENDERE - Mutu che rientra dopo due mesi di stop. Il diamante che torna a splendere all’improvviso quando Firenze sembrava già averlo non dimenticato, ma quasi. Corvino già due anni fa aveva provato a venderlo. Era già fatta, i 20 milioni della Roma per quel volpone del Corvo erano manna. Un affarone, il rumeno viaggia per i trenta. Mencucci fu fermato a due passi due dalla Capitale con tutte le carte in regola per la cessione. Quella volta arrivò la telefonata di Andrea Della Valle, Prandelli si era messo di traverso. Gli infortuni al ginocchio, al gomito. Mutu rinasce di nuovo, torna a far coppia con Gila, una coppia che fa paura anche in Europa. A settembre ricomincia male, gli infortuni e quella maledetta storia della cocaina londinese che sembra non mollarlo mai. Mutu allora fa un passo indietro. Molla il suo procuratore, Alessandro Moggi e torna tra le grinfie dei fratelli Becali. A novembre si ferma. Cade, rinasce di nuovo. Il diamante torna a segnare a raffica, corre, fa gol e non smette più. Torna il Fenomeno, corre e rincorre, si butta a corpo morto nell’area di rigore del Bologna e segna di testa, rischiando la faccia. Corre non per fuggire, ma per tornare il Fenomeno della Fiesole, del Franchi. E per agguantare un nuovo contratto a Firenze o altrove, perché ci sono 17 milioni di euro da pagare, la multa inflittagli dalla Fifa (confermata e congelata dal Tas) per la rescissione del contratto con il Chelsea dopo la positività all’antidoping per cocaina. Briliantul entra ed esce, dal campo, dal cuore dei tifosi, dalla brutte storie. Nel 2000 arriva a Verona, in panca c’è Attilio Perotti. I due non si pigliano. Mutu è un fuoco di paglia, nelle prime tre partite segna due goals, ma finisce l’anno a quota quattro. Il diamante torna ad essere grezzo, va in crisi e scappa in Romania: «Credevo di non farcela, di non essere abbastanza forte». E invece rinasce di nuovo. A Verona arriva Malesani, l’altro allenatore speciale assieme a Prandellio. Gli dice di giocare come vuole, di fare quello che vuole. I suoi 12 goals non servono a salvare il Verona. Ma in Italia si sono finalmente acccorti di questo diamante ancora grezzo. Lo vuole Prandelli al Parma e lì diventa Fenomeno, assieme a quel Adriano tradito da birra, donne e depressione e oggi tornato in Brasile, in pensione anticipata. Il Chelsea di Abramovich e Mourinho, della Premier League dei Paperoni lo vuole a tutti i costi. Il diamante non è più grezzo, costa caro, 22,4 milioni di euro. A Londra Mutu torna a sprecare tutto. Non entra questa volta, esce e basta. Mourinho lo scarica, il rumeno diventa un peso. Mou annusa che fuori dal campo Mutu fa tutto tranne che la vita d’atleta. Adrian divorzia dalla moglie e sbanda. Non gioca mai, ma durante un allenamento non i segugi della Premier, ma quelli del Chelsea gli fanno un controllo. Il sospetto è che ci sia lo zampino di Mou, per Briliantul è finita: positivo alla cocaina.LA COCAINA - Squalificato per sette mesi e licenziato. L’oblio. Nel 2005 Moggi annusa la scommessa e l’affare. Lo fa tesserare dal Livorno dove non gioca mai. Alla Juve fa benino, gioca centrocampista, ma il diamante non brilla e come un ciclone arriva Calciopoli. La luce sembra essersi spenta questa volta definitivamente. Come quando scappò in Romania da ragazzino, Prandelli lo riprende. Lo fa rientrare dalla porta principale del Franchi. Il diamante è di nuovo briliantul, miglior giocatore del 2007, terzo cannoniere (17 gol) l’anno dopo. Firenze lo adora, Corvino vuole venderlo. È in bilico e arriva la mazzata da 17 milioni di euro. Sembra finita del tutto. Esce di nuovo, poi torna a correre più forte di prima. La Fiesole si accorge che il Fenomeno è tornato. È magro, tonico, grintoso. Ci mette la gamba, di nuovo, come prima. Poi esce, questa volta chissà se per sempre. Tradito da una pillola forse comprata in una erboristeria in Romania. Ma oggi consapevole dello spreco. Alessio Gaggioli
29 gennaio 2010.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=65827