Ljajic rivela: ''Potevo andare all'Inter. Rui Costa mio idolo''Nel corso dell'intervista alla Gazzetta dello Sport, Adem Ljajic racconta un retroscena di mercato e parla di passato e futuro in chiave viola.Milano poteva diventare la sua città, conferma?«C’erano stati contatti con l’Inter, è vero. Ma ora non ci penso più: ho comprato casa a Firenze con la speranza di restarci il più a lungo possibile. Qui mi piace tutto, soprattutto ragù d’anatra e bistecca alla Fiorentina media cottura».
Vuole già diventare un idolo dei tifosi?«Seguivo Batistuta, ma i miei preferiti sono Rui Costa ed Enrico Chiesa. Ma andiamoci piano, anche se mi piacerebbe arrivare a quei livelli, e per il futuro sogno un attacco Ljajic-Jovetic-Babacar».
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=67424Dal Grande Bairam, all’esordio in Nazionale, fino a San Siro: c’è più di un motivo per considerarla una settimana speciale. Adem Ljajic è musulmano, e per la sua religione questi sono giorni solenni. Si mangia l’agnello, non la cioccolata: «Basta con questa storia, Mihajlovic voleva solo fare una battuta. E comunque se vinciamo a Milano sto una settimana intera senza toccarla».
Adem vive a Firenze con i genitori e il fratellino Vahid. La famiglia, ma non solo: ad occuparsi di lui c’è la Sportservice Agency, che segue tutto ciò che riguarda il lavoro e la sua immagine.
Partiamo dalla Serbia, cos’ha significato la partita contro la Bulgaria?«Spero sia l’inizio di una grande carriera. I compagni più grandi mi chiamano "Il Bambino" e mi piace. La mia dedica però va a Mihajlovic: non dite che sono il suo prediletto, potrà sembrare così da fuori, ma vi assicuro che in campo mi tratta come gli altri».
Non era tra i convocati, ma avrà visto le immagini di Italia-Serbia. Che effetto le hanno fatto?«Bruttissimo. Ma dietro c’è la politica e non sta a me commentare. Altre cose non mi piacciono: i cori razzisti a Balotelli, per esempio: fanno male a chi è in campo e a tutta la Nazionale. Per me ogni uomo è uguale, bianco o nero che sia».
A San Siro giocherà da titolare. E’ pronto?«Mai scappato di fronte alle responsabilità, adoro la tensione intorno a me. Paura? Impossibile. Ricordo che sono nato in Serbia e che ho giocato il derby di Belgrado, quando ero al Partizan. Lì c’è una pressione pazzesca, tutto il Paese si ferma. Queste sono le partite che mi piacciono: a Milano sarà la stessa cosa, di fronte avremo i migliori al mondo. Ronaldinho è il numero uno».
Se vincete rinuncia alla cioccolata. Ma la Fiorentina può farcela davvero?«Ci hanno fermato gli infortuni, ma presto saremo in cima. Se battiamo il Milan nella nostra testa potrebbe scattare qualcosa, ci darebbe uno stimolo incredibile».
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E Mutu?“Il segreto che voglio rubargli è la capacità di tenere il pallone, non lo perde mai, anche contro 5 avversari. Come si dice in Serbia, quando è nei suoi piedi la palla è in banca».
C’è un giocatore del nostro campionato che l’ha impressionata?«Pastore: ti guarda in faccia e intanto ti fa un tunnel. E’ un classe 89, io 91: tra due anni ne riparliamo»
Cosa fa nel suo tempo libero?«Leggo i giornali su internet, italiani e serbi. Mi piace lo sport: calcio e basket. E poi gioco a bowling, sono fortissimo. Alla playstation sfido Jovetic. Adoro anche le macchine: mio papà mi ha permesso di comprare quella che volevo a patto che investissi anche in qualcosa di più solido, come la casa».
E’ fidanzato?«Non posso dirlo, mi sciuperei la piazza. Ah, avete una mia bella foto da mettere sul giornale?».
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