Ranking, Abete: ''L'Italia non snobbi l'Europa League''
Presidente Abete, Galliani rilancia l'allarme ranking per le coppe europee: di questo passo, dice, l'Italia finirà dietro il Portogallo.
«La risposta è una sola: non c'è niente da fare. La commissione Club Competition dell'Uefa prima e il Comitato Esecutivo poi, hanno esaminato la richiesta di scindere i ranking di Champions ed Europa League. E l'hanno due volte respinta all'unanimità».
Lei, che è anche vicepresidente dell'Uefa, condivide?
«Sì. Il sistema è sufficientemente bilanciato, Platini guarda alla crescita dell'intero movimento calcistico europeo e questo mi trova d'accordo. Tenere sotto lo stesso ranking le due competizioni poggia su basi logiche, di unitarietà e connessione, le terze classificate dei gironi di Champions poi scivolano nella fase a eliminazione dell'Europa League. No, non vedo all'orizzonte cambiamenti: al massimo qualche piccolo aggiustamento...».
Cosa intende?
«Vietato eccitarsi. Si potrà forse rivedere la valutazione dei pesi ponderati, perché non c'è dubbio che la Champions sia una cosa e l'Europa League un'altra. Ma se qualche modifica dovesse esserci, sarà comunque impercettibile. La verità è che il problema del ranking risiede altrove».
Spieghi.
«L'eliminazione di Palermo e Roma nei preliminari di Europa League, e più in generale il rendimento che da anni i nostri club hanno nella seconda coppa, sono colpi quasi mortali. Perdere un club durante un girone è una cosa, comunque disputa sei partite e ha anche il bonus qualificazione dai preliminari, ma perderlo prima rappresenta un danno irreversibile sul quale forse sarebbe il caso di riflettere».
Cioè?
«Il grande differenziale è rappresentato dai bonus: quelli relativi ai preliminari e quelli che ottengono le squadre di Champions, al contrario di quelle di Europa League, quando vanno all'eliminazione diretta. Lì, grazie a Inter, Milan e Napoli potremo recuperare posizioni. C'è in Italia un approccio mentale all'Europa League sbagliato. La conquista di un 4o, 5o o 6o posto viene inseguita e salutata come un piccolo scudetto salvo poi farsi sbattere fuori ad agosto...».
Abete non dice altro ma i 6 milioni di premi (2-2-2) che la Lega, ricorsi Tnas a parte, riserva a scatola chiusa ai club qualificati per l'Europa League, così formulati non lo convincono. Premi sì, ma in base anche agli stati di avanzamento nelle coppe: l'unico modo per eliminare l'effetto boomerang delle eliminazioni precoci.