Behrami si racconta alla Tribù del Calcio...
Ecco un riassunto dell'intervista a Valon Behrami alla Tribù del Calcio, su Mediaset Premium:
Che ricordo ha di quel Lazio-Juve del 2005?
''Mi faccio valere sempre in campo, le ''botte'' si danno e si prendono, però mi ricordo bene Lazio-Juve, perché sono stato fuori quattro mesi e al ritorno un mio compagno è stato fuori sei mesi per lo stesso intervento di Cannavaro... Grande giocatore ma non ho un bel ricordo.''
Come ha vissuto la guerra in Kosovo?
''La guerra del Kosovo me la ricordo molto bene, sono eventi che ti segnano per sempre. Siamo scappati in Svizzera con la mia famiglia, era difficile perchè ricevevamo telefonate una volta ogni 2-3 mesi dai nostri parenti, che ci raccontavano di morti e sangue ogni giorno. I miei nonni sono dovuti scappare da quello che avevano costruito''
E il suo arrivo in Italia?
"Genoa, Verona, Lazio, tappe importanti, e soprattutto devo ringraziare due persone come Ficcadenti che mi ha allenato a Verona e che mi ha insegnato tanto a livello tattico, e Delio Rossi alla Lazio è stato incredibile, una persona vera e fondamentale per me.''
A Roma però non è stato tutto rose e fiori...
''Con la Lazio è rapporto tribolato, il gol nel derby è stato favoloso, però ho avuto troppe amarezze in biancoceleste e sono stato costretto ad andare via, non dove volevo, perché c'è stato ostruzionismo della società e sono finito in una squadra di minor livello come il West Ham, ma ora sono alla Fiorentina, sono contento e nonostante tutto, anche se la mia carriera ha subito uno stop in quel periodo sono contento di quello che ho fatto''.
Differenze tra Italia e Inghilterra?
''La Premier è un campionato duro e fisico, ma mi sono adattato bene. In Inghilterra pensano che il calcio italiano sia noioso, perche troppo tattico''.
Quattro gol in serie A, ma quello più importante?
''Il gol qualificazione ai mondiali 2006 durante Svizzera-Turchia è stato speciale, era la mia seconda presenza in nazionale, quindi rimane il piu importante della carriera e un bel ricordo''.
Lei disse che non avrebbe disdegnato di cambiare sponda del Tevere...
''Sarei anche andato alla Roma, sono un professionista e come tale mi comporto, non c'è stato questo trasferimento però non avrei rifiutato''.
Come ha vissuto quell'11 novembre, un giorno tragico per la Lazio e il calcio italiano?
''La vicenda Sandri è stata molto triste, una giornata negativa per tutti, era un ragazzo della curva, conosciuto da qualche mio compagno, la gravità del fatto ci ha colpito molto all'interno dello spogliatoio''.
Obiettivi per quest'anno?
'' Sarebbe bello vincere la Coppa Italia, obiettivo difficile ma raggiungibile''.
Tra testa e cuore cosa sceglie?
''Il cuore, io vivo di sensazioni, sia nella vita che in campo''