Comune nel CDA: sul web si diffonde il sarcasmo«Vai Nardella, compraci Cassano». Oppure: «Grande Eugenio, ora portaci Messi!». Era inevitabile. I Della Valle invitano Palazzo Vecchio a sedere nella «stanza dei bottoni» della Fiorentina. Il vicesindaco e il presidente del consiglio comunale accettano di buon grado. E la città, se non storce il naso, sorride. La politica si interroga, sbuffa. Alza il sopracciglio in attesa di un intervento chiarificatore del sindaco Renzi che non arriva. E per questo stenta a trovare risposte. Mentre al bar e sui social network il dubbio cede il passo al sarcasmo: «Da quando in qua Nardella si occupa di 4-3-3? E Giani? Ormai più che di poltrone, per quante ne ha, si può parlare di sofà!».
E´ il «patto per Firenze» che impatta con la malizia del web. E i dubbi della classe politica. Sbigottita dall´ennesima trovata di Matteo Renzi. Spiazzata da una mossa improvvisa e inattesa. Che sorprende il Pd, il principale partito di maggioranza della città, avvitato su sé stesso: «Cercheremo di capire e di valutare», farfuglia il giovane segretario del Pd metropolitano Patrizio Mecacci. Mentre il capo toscano del partito democratico Andrea Manciulli sembra avere le idee più chiare: «Non mi sento coinvolto, io sono juventino». Sui social network e i siti dei fan viola l´ironia diventa feroce: «Ho deciso: apro un negozio di poltrone. A Firenze son finite, ce l´ha tutte il Giani». Disillusa: «Tranquilli, tanto né Giani né Nardella fan rima con cittadella...». Talvolta indulge alla dietrologia: «Nardella e Giani nel Cda viola, è forse l´ennesimo segnale che i Della Valle stanno riconsegnando la Fiorentina nelle mani della città?».
Il web ci ride su. Il Palazzo si tormenta. Del resto nel Pd già ci si arrovella sui doppi incarichi. Sull´opportunità di tenere in piedi l´assetto attuale, con parlamentari che fanno anche i consiglieri comunali, consiglieri regionali che mantengono lo scranno in consiglio provinciale o in consiglio comunale. Quasi l´affare Fiorentina finirebbe in secondo piano. Non fosse che anche stavolta riguarda Eugenio Giani: «Mr. Frau», come lo chiamano ormai diversi dirigenti del partito. Presidente del consiglio comunale di Firenze e consigliere regionale, Giani è anche il numero uno del Coni. Si racconta che in un giorno abbia premiato per due volte in due vesti diverse lo stesso bambino, figlio di un dirigente del Comune, che di sera tornando a casa avrebbe detto: «Babbo, ma quello è ovunque!». «Il Coni è l´organo che rappresenta tutti gli sport, forse Giani avrebbe fatto meglio a tenersi da parte», osserva il sindaco Pd di Scandicci Simone Gheri. Mentre il collega di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi preferisce non prendere parte al dibattito: «Io mi occupo degli effetti della manovra...».
Basta salire le scale di Palazzo Vecchio per trovare consiglieri comunali che non esitano a stroncare la trovata: «Dove s´è mai visto un assessore che siede, seppur da invitato permanente e non in qualità di consigliere, nel Cda di una società di calcio privata?», si domandano esponenti del Pd. «Se non altro alle prime sconfitte della Fiorentina ci si potrà arrabbiare anche col Nardella», osservano altri. «Perché sedere nel Cda da invitati permanenti? O è inutile o è ambiguo. Del resto non è quella la sede dove un´amministrazione deve discutere dei progetti con la società, ma il consiglio comunale», nota più di un dirigente del Pd. Ci sono pure assessori che scuotono la testa: convinti che si tratti di un´operazione quantomeno «atipica».
E persino il Pdl ci si butta a pesce: pur di non parlare del proprio, attacca il neonato «conflitto di interesse Comune-Fiorentina»: «Continuo a voler bene alla Fiorentina e alla città ma non comprendo», attacca il coordinatore fiorentino Gabriele Toccafondi.
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