Author Topic: L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.  (Read 821 times)

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L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.
« on: 07/14/11, 17:56 »
L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A. ha provveduto a nominare i nuovi organi sociali per il triennio 2011-2013

L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A., riunitasi oggi in sede ordinaria sotto la presidenza del Dr. Mario Cognigni, ha provveduto a nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale.

NOMINA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il nuovo Consiglio di Amministrazione, composto da 12 consiglieri, rimarrà in carica per un periodo di tre esercizi (fino alla approvazione del bilancio al 31/12/2013) ed è composto da i seguenti membri:
Mario Cognigni,
Andrea Della Valle;
Sandro Mencucci;
Giovanni Montagna;
Carlo Montagna;
Gino Salica;
Paolo Panerai;
Maurizio Boscarato;
Paolo Borgomanero;
Stefano Sincini;
Eugenio Giani;
Dario Nardella;

NOMINA DEL Collegio Sindacale.
Il Collegio Sindacale rimarrà in carica per un periodo di tre esercizi (fino alla approvazione del bilancio al 31/12/2013) ed è composto da i seguenti membri :
Franco Pozzi, (Presidente);
Massimo Foschi, (Sindaco Effettivo);
Giancarlo Viccaro, (Sindaco Effettivo);
Gilfredo Gaetani, (Sindaco Supplente);
Fabrizio Redaelli, (Sindaco Supplente);
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Re: L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.
« Reply #1 on: 07/15/11, 14:09 »
L'apertura alle istituzioni. Giani e Nardella: ''Non voteremo''

Un modo per creare un legame con i tifosi e la comunità, per avere delle «antenne» in città. A questo dovrebbe servire la presenza, nei luoghi dove la Fiorentina decide programmi e futuro, di due politici come il vicesindaco (e assessore allo sport) Dario Nardella e il presidente del Consiglio comunale di Firenze (e consigliere regionale Pd) Eugenio Giani. Quale l’obiettivo? Lo spiega proprio Giani: «Potremmo portare la posizione della società viola quando parteciperemo ad eventi, quando incontreremo i viola club, magari nelle cene (sorride, ndr). E riporteremo in società gli umori che raccogliamo in città e nelle istituzioni» . Ma dall’opposizione partono strali: «Voglio bene alla Fiorentina e voglio bene alla città di Firenze, e per questo non comprendo il senso di queste nomine che hanno tutta l’aria di nomine politiche e, ad esseremaligni, partitiche» sostiene il deputato Pdl Gabriele Toccafondi. I toni che arrivano da Giani Nardella sono ovviamente diversi: «Rappresenterò e testimonierò il rapporto che c’è tra la città e la società. Un ruolo per dare anche una risposta a chi vuole vedere alcuni degli esponenti più autorevoli di Firenze a fianco della Fiorentina» dice il vicesindaco. «Da questa scelta parte un messaggio: aiutateci a coinvolgere le persone giuste per dare quel senso di partecipazioni della città a sostegno della squadra che è necessario» aggiunge Giani. Toccafondi però non è convinto e insiste: le due nomine «è difficile non leggerle come nomine partitiche» e inoltre «potrebbe avere un senso che l’assessore allo sport in qualche modo collabori con la società calcistica della città, ma arrivare a far parte dell’organo decisionale della stessa mi pare troppo: voterebbe i bilanci, la gestione e potrebbe votare anche le delibere che riguardano i rapporti economici con lo stesso comune. Controllato e controllore non devono mai coincidere» . E il suo collega di partito e consigliere comunale, Francesco Torselli, aggiunge: «Con questo "Patto con la Città"che potrebbe essere ribattezzato "Patto col Pd"oggi, la politica ed il politichese hanno trionfato sulla passione e sull’amore sportivo» . Un problema tecnico, evidentemente, viene sollevato da Toccafondi: possono due amministratori del Comune stare nel Cda della squadra che con Palazzo Vecchio ha una convenzione? Un problema che secondo l’assemblea dei soci della Fiorentina però non sussiste perchè è stato deciso che Giani e «parteciperanno come consiglieri indipendenti invitati permanenti, ma non voteranno» . «Nessuna incompatibilità — ribatte Giani alle critiche di Toccafondi — non c’è in base alla legge 451 dell’ 81. Ma comunque quando il Cda tratterà delle convenzioni e dei progetti con il Comune non parteciperemo e neanche voteremo, perché in generale non voteremo mai. Saremo solo uditori» . Nardella è ancora più preciso e netto: «Partecipo come invitato permanente, non come consigliere. E a titolo gratuito» . Forse perché anche i consiglieri indipendenti hanno un ruolo previsto dalla legge e obblighi di voto. Insomma, dice Nardella, nessun legame formale è possibile con la società viola, «mentre darò tutto l’impegno che potrà esser profuso per raggiungere l’obiettivo comune di avere una squadra più legata alla città» .

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Re: L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.
« Reply #2 on: 07/15/11, 14:09 »
Vincenzo Guerini, amore nato su un lettino d'ospedale

24 novembre 1975, Ospedale San Giovanni di Dio, ore 21: arriva a tutta velocità un’ambulanza con dentro un uomo da salvare e i sogni infranti di una carriera che prometteva di essere radiosa. La storia di calciatore di Vincenzo Guerini finisce lì, ma ne comincia un’altra d’amore discreto e solidissimo con Firenze. Sono momenti drammatici, Guerini rischia di perdere la gamba maciullata nella Porsche andata fuori strada sulla Bologna Firenze, con lui c’era anche Caso dietro a loro Casarsa, incolume), a cui andrà molto meglio e poco dopo tornerà in campo. Vincenzo no, non ce la farà. Dopo cinque operazioni tornerà a camminare, ma il possente mediano alla Benetti, che a 21 anni era già stato convocato in Nazionale, diventerà con Roggi l’immagine più importante della Fiorentina dei rimpianti. Quella che con i suoi giovani strabordanti di vita nella prima metà degli anni settanta avrebbe potuto costruire un ciclo vincente sotto la guida di Antognoni, il primo amico di Guerini. Insieme, nel 1973 dividono un appartamento nel viale Cialdini a due passi dallo stadio. Radice lo lancia senza pensarci troppo, Guerini è una roccia con piedi discreti e lui ripaga la fiducia con prestazioni maiuscole. In poco più di due stagioni Guerini colleziona 53 presenze in maglia viola, non segna molto, ma una sua rete entra nella storia. E’ la botta micidiale da fuori area che porta la Fiorentina in vantaggio contro il Milan nella finale di Coppa Italia vinta nel giugno 1975, cinque mesi prima dell’incidente. Carletto Mazzone, appena arrivato sulla panchina viola, se lo mangia con gli occhi. Guerini è il suo giocatore ideale e il tecnico romano gli sarà psicologicamente vicino nei primi anni dopo l’abbandono dell’attività. La Fiorentina è comunque una grande famiglia, non lo lascia solo, lo inserisce nei quadri delle formazioni giovanili e nel 1979 gli affida la Primavera. Guerini non ha neanche 26 anni, a quell’età si fa ancora in tempo ad esordire in serie A e invece lui ha già fatto il viaggio di andata e ritorno. Il promettente giovane della Val Trompia diventa uomo in fretta e in quattro stagioni vince Viareggio e scudetto. Ormai è pronto per il calcio dei grandi e a trent’anni va ad Empoli, in B, dove ottiene due salvezze consecutive, quindi la serie A col Pisa. Per oltre un ventennio attraversa con alterna fortuna i perigliosi mari del calcio italiano. Non è proprio un diplomatico, anzi, ma non cambia di una virgola il suo carattere. Anche per questo a soli 53 anni smette di allenare, la sua ultima panchina è a Catanzaro, nel 2006. Non finisce però mai di aggiornarsi e così diventa una voce televisiva fra le più apprezzate. Quando capita di incrociarlo in qualche stadio italiano, e in campo c’è la Fiorentina, l’aria ogni volta è quella della rimpatriata, come se fosse rimasto sempre lì, al Campo di Marte. Ora che ci torna davvero a qualcuno con i capelli bianchi sembrerà che il tempo non sia mai trascorso.

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Re: L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.
« Reply #3 on: 07/15/11, 14:19 »
Calcio, politica e quel disguido

IL nuovo corso inizia zoppicando. Nella conferenza di presentazione, Cognigni ha diffuso un comunicato con l´elenco dei membri del cda. In quell´elenco c´erano i nomi del vicesindaco Dario Nardella e del presidente del consiglio comunale, nonché consigliere regionale, nonché presidente del Coni fiorentino Eugenio Giani, campione di incarichi, appena convocato dal segretario metropolitano del suo partito, il Pd, per chiarire origine e spiegazione di tanto accumulo. Alla domanda circa l´evidente conflitto di interessi che poteva nascere tra la società sportiva e quello che dovrebbe essere il suo naturale interlocutore, Cognigni ha risposto: "Quando saranno prese decisioni importanti, non voteranno o si asterranno, oppure non saranno invitati a partecipare". Confermando così l´esistenza del conflitto e lasciando capire che i due pubblici amministratori nel cda avrebbero svolto un ruolo gregario. Così fino in tarda serata. Qualcuno deve aver poi consigliato a Cognigni di modificare le cose: e in un nuovo comunicato della Fiorentina Nardella e Giani sono diventati "invitati permanenti e consiglieri indipendenti". Tutta colpa di un "disguido tecnico".
La cooptazione di Nardella e Giani, pone comunque dei problemi. Il Comune è proprietario dei campini su cui la squadra si allena, A.C.Fiorentina paga a Palazzo Vecchio l´affitto del Franchi (tralasciando l´affaire Cittadella). Esistono rapporti economici tra la società e il Comune. Ci si chiede: invece di creare un´altra "zona grigia" non sarebbe stato meglio evitare che impresa privata e pubblica amministrazione contaminassero i propri interessi e funzioni in un mix nel quale potrebbero sbiadire le rispettive ragion d´essere? A poco servirebbe ricordare che anche Domenici fu presidente della Florentia Viola e che rimase per un certo periodo nel cda della rinata Fiorentina. Quella era la fase di creazione e avviamento di una società del tutto nuova, con una presidenza inesperta; oggi la Fiorentina è una società consolidata, da dieci anni nelle mani dei Della Valle. Per questo il cda allargato alla politica lascia perplessi.

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Re: L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.
« Reply #4 on: 07/16/11, 13:18 »
Il Comune nel cda viola, Giani: ''Contattati un mese fa''

«Un mesetto fa ne parlai con Cognigni, mi disse che l´unico modo di stringere i rapporti tra la città e la Fiorentina era la nostra partecipazione nel Cda». Non è stato un blitz o un colpo di testa, la proposta della Fiorentina e del suo neopresidente Mario Cognigni. Da tempo c´era una discussione, racconta Eugenio Giani, cofondatore assieme al sindaco Domenici della «Fiorentina 1926 Florentia srl» che nel 2002 ripartì dalla C2. L´attuale Fiorentina cioè, che Giani ha continuato frequentare anche quando non era più assessore allo sport.
Da tempo la società viola s´interrogava sul proprio rapporto con la città. E sull´idea di fare della Fiorentina un´«istituzione» della città: «Ho detto quello che pensavo anche a Diego, che ritenevo necessaria la partecipazione della società alla vita della città, perché avvertivo uno stacco tra lo stadio e l´opinione fiorentina», dice il presidente del Consiglio comunale. La risposta di Cognigni è stata il «Patto per Firenze» e la richiesta di ingresso nel Cda. Ma Giani ha mai parlato di tutto questo con il sindaco Matteo Renzi?
«Il sindaco è stato contattato parallelamente a me, so che ci sono stati incontri. E se nel mio caso la proposta riguardava la persona che ha vissuto la storia della società, con il sindaco il rapporto è stato istituzionale», dice Giani. Renzi ci ha pensato su, già prima di partire per le vacanze. Poi ha dato l´okay.
Non c´era altra soluzione per il Patto? Non c´è un conflitto, un´anomala posizione di controllore e controllato? La Fiorentina ha prima detto che Giani e il vicesindaco Dario Nardella sono parte del cda. Ha poi corretto, con una seconda nota, parlando di consiglieri indipendenti. Ma il conflitto resra: «Abbiamo detto che saremo consiglieri con diritto di parola ma non di voto, così sarà scritto nel verbale», replica Giani. Ammettendo che un conflitto «esiste». Surclassato però dal resto.
«Dal rapporto di identificazione tra la città e i viola. La Fiorentina è Firenze. Non so se vi rendete conto ma ci sono 305 viola club in tutto il mondo e questi non fanno distinzioni. Qui non è come nelle altre città italiane il rapporto tra città e Fiorentina è strettissimo», è la difesa di Giani. Che aggiunge: «Eppoi la convenzione per lo stadio scade tra 4 anni, non ne discuteremo a breve». Come dire, il conflitto può attendere. 

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Re: L'Assemblea di ACF Fiorentina S.p.A.
« Reply #5 on: 07/16/11, 13:29 »
Comune nel CDA: sul web si diffonde il sarcasmo

«Vai Nardella, compraci Cassano». Oppure: «Grande Eugenio, ora portaci Messi!». Era inevitabile. I Della Valle invitano Palazzo Vecchio a sedere nella «stanza dei bottoni» della Fiorentina. Il vicesindaco e il presidente del consiglio comunale accettano di buon grado. E la città, se non storce il naso, sorride. La politica si interroga, sbuffa. Alza il sopracciglio in attesa di un intervento chiarificatore del sindaco Renzi che non arriva. E per questo stenta a trovare risposte. Mentre al bar e sui social network il dubbio cede il passo al sarcasmo: «Da quando in qua Nardella si occupa di 4-3-3? E Giani? Ormai più che di poltrone, per quante ne ha, si può parlare di sofà!».
E´ il «patto per Firenze» che impatta con la malizia del web. E i dubbi della classe politica. Sbigottita dall´ennesima trovata di Matteo Renzi. Spiazzata da una mossa improvvisa e inattesa. Che sorprende il Pd, il principale partito di maggioranza della città, avvitato su sé stesso: «Cercheremo di capire e di valutare», farfuglia il giovane segretario del Pd metropolitano Patrizio Mecacci. Mentre il capo toscano del partito democratico Andrea Manciulli sembra avere le idee più chiare: «Non mi sento coinvolto, io sono juventino». Sui social network e i siti dei fan viola l´ironia diventa feroce: «Ho deciso: apro un negozio di poltrone. A Firenze son finite, ce l´ha tutte il Giani». Disillusa: «Tranquilli, tanto né Giani né Nardella fan rima con cittadella...». Talvolta indulge alla dietrologia: «Nardella e Giani nel Cda viola, è forse l´ennesimo segnale che i Della Valle stanno riconsegnando la Fiorentina nelle mani della città?».
Il web ci ride su. Il Palazzo si tormenta. Del resto nel Pd già ci si arrovella sui doppi incarichi. Sull´opportunità di tenere in piedi l´assetto attuale, con parlamentari che fanno anche i consiglieri comunali, consiglieri regionali che mantengono lo scranno in consiglio provinciale o in consiglio comunale. Quasi l´affare Fiorentina finirebbe in secondo piano. Non fosse che anche stavolta riguarda Eugenio Giani: «Mr. Frau», come lo chiamano ormai diversi dirigenti del partito. Presidente del consiglio comunale di Firenze e consigliere regionale, Giani è anche il numero uno del Coni. Si racconta che in un giorno abbia premiato per due volte in due vesti diverse lo stesso bambino, figlio di un dirigente del Comune, che di sera tornando a casa avrebbe detto: «Babbo, ma quello è ovunque!». «Il Coni è l´organo che rappresenta tutti gli sport, forse Giani avrebbe fatto meglio a tenersi da parte», osserva il sindaco Pd di Scandicci Simone Gheri. Mentre il collega di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi preferisce non prendere parte al dibattito: «Io mi occupo degli effetti della manovra...».
Basta salire le scale di Palazzo Vecchio per trovare consiglieri comunali che non esitano a stroncare la trovata: «Dove s´è mai visto un assessore che siede, seppur da invitato permanente e non in qualità di consigliere, nel Cda di una società di calcio privata?», si domandano esponenti del Pd. «Se non altro alle prime sconfitte della Fiorentina ci si potrà arrabbiare anche col Nardella», osservano altri. «Perché sedere nel Cda da invitati permanenti? O è inutile o è ambiguo. Del resto non è quella la sede dove un´amministrazione deve discutere dei progetti con la società, ma il consiglio comunale», nota più di un dirigente del Pd. Ci sono pure assessori che scuotono la testa: convinti che si tratti di un´operazione quantomeno «atipica».
E persino il Pdl ci si butta a pesce: pur di non parlare del proprio, attacca il neonato «conflitto di interesse Comune-Fiorentina»: «Continuo a voler bene alla Fiorentina e alla città ma non comprendo», attacca il coordinatore fiorentino Gabriele Toccafondi.

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« Reply #6 on: 07/18/11, 13:45 »
Fittante (IdV): ''Contrario ai politici nel Cda. E Teotino...''

"Le critiche mosse a Giancarlo Antognoni dal nuovo addetto stampa della Fiorentina sono francamente incomprensibil". E’ quanto sostiene il consigliere Idv Giovanni Fittante. "Antognoni – continua Fittante – si è sempre comportato con grande stile dimostrando sempre uno sconfinato amore per la Fiorentina e per Firenze. Fossi stato nei Della Valle lui si che lo avrei inserito nel Cda della Fiorentina, sarebbe stato un bel gesto con un sicuro ritorno di immagine, invece di inserire due importanti esponenti politici dell’Amministrazione Comunale anche se di indubbie qualità umane, politiche e professionali. Ritengo quest’ultima scelta sbagliata – continua Fittante – in quanto è inopportuno nominare in un Cda di una società privata che ha attività ed interessi collegati in qualche modo all’Amministrazione alcuni politici dell’Amministrazione stessa che sono chiamati anche ad avere un ruolo decisionale. Come centro sinistra - conclude Fittante - non possiamo scivolare su una buccia di banana come in questo caso ma tenere sempre ben distinti i ruoli".

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