Author Topic: Prandelli torna al Franchi: il 6 settembre Italia-Slovenia  (Read 2069 times)

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Gilardino e Pazzini, sempre uno di troppo

Storie di centravanti che si chiedono perché. Storie di panchine e anche tribune, di momenti vaghi, nulla di sicuro fino in fondo qualunque sia la maglia che hanno addosso, oggi che anche il tornare ai rispettivi club comporta riflessioni un po' così. Storia di Giampaolo Pazzini e Alberto Gilardino, che fu una storia a sé quando entrambi erano alla Fiorentina con Prandelli, e domani si ritrovano antagonisti proprio a Firenze, ancora con Prandelli, e sarà la Slovenia a dire se almeno per uno dei due sarà una notte di certezze.

Uno di troppo?
Perché il c.t. ha anticipato che forse in corsa cambierà, per disegnare un'Italia che torni ad avere (anche) un vero centravanti. Venerdì è toccato a Pazzini (sostituire Rossi a Torshavn), magari stavolta sceglierà Gilardino: in ogni caso uno dei due - a meno di rivoluzioni tattiche e al netto di sbandate di Balotelli - potrebbe essere di troppo. Una concorrenza da maneggiare con cura, come fu ai tempi della Viola, anche se allora il Gila era il titolare e il Pazzo gli scalpitava dietro. In Nazionale il mondo si è rovesciato, almeno un pò, pur se all'ombra della coppia Cassano-Rossi: con Prandelli, 11 presenze per Pazzini e solo 4 per Gilardino, a cui forse venerdì sera, nell'umido della tribuna dello stadiolo di Torshvan, è venuto da chiedersi il perché di una convocazione che magari avrà risposta domani. E poi via, tutti e due torneranno a chiedere fiducia ad un campionato dove il centravanti italiano è ormai rarità e ci si sente un pò unici per forza.

Disagi viola
E allora sarà Gilardino ad avere più certezze, perché nella Fiorentina il posto là davanti è suo, e difficilmente glielo toglierà El Tanque Silva (piuttosto, giocherà con lui), oppure l'eco di quelle parole di Corvino: «Alberto ci ha deluso». E lui: «No, è Corvino che ha deluso me». E questa è la storia di un trasferimento al Genoa a lungo sullo sfondo e poi mai nato, di un permanenza alla Fiorentina discussa almeno quanto il rinnovo del suo contratto, che scade nel 2013 e per il club viola al momento va benissimo così, per lui invece molto meno. Chissà che domani non sia anche il «Franchi» a sputare un primo responso. Poi saranno solo i gol, come sempre, a medicare o ad allargare la ferita di certe incomprensioni.

Le parole di Moratti
Già, i gol. Quelli che «Pazzini ne segna valanghe, e dunque deve giocare», parole come pietre per via di chi le ha pronunciate pochi giorni fa, ovvero il presidente Moratti. E il Pazzo sarebbe bugiardo - e non lo è - se non ammettesse che quella mattina leggere gli aveva fatto molto piacere. Anche con l'Inter, in pochi mesi, ne ha già segnati tanti, sì. Ma non abbastanza per essere certo di una maglia da titolare come lo è Gilardino, perché nel progetto tattico di Gasperini per il momento c'è posto per un solo centravanti vero e Diego Milito - anche visto con gli occhi del tecnico - non è un concorrente qualunque, anzi.
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L'Italia a Firenze: due viola titolari

Dovrebbero essere due i giocatori della Fiorentina titolari domani con la maglia azzurra nello stadio Franchi. Ieri Prandelli ha provato la squadra anti-Slovenia con Cassani titolare a destra, oltre al quasi intoccabile Montolivo a centrocampo. Il terzo gigliato del gruppo azzurro, Gilardino, pare al momento destinato alla panchina (con Pazzini in tribuna) mentre titolari in attacco dovrebbero essere confermati Rossi e Cassano.
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Verso Italia-Slovenia: una Firenze fredda e l'allarme ultrà

In un calcio che non sa essere normale, persino una partita come Italia-Slovenia presenta incognite paradossali. Da un lato l'indifferenza - nonostante un successo possa valere la qualificazione a Euro 2012 - dall'altro il dato oggettivo dell'essere considerata partita a rischio.

Ultrà sloveni
Cominciamo da qui, cioè dalle forze dell'ordine al lavoro (con ottimismo) per depotenziare un match che porterà a Firenze circa un migliaio di sloveni, dei quali una settantina considerati ultrà temibili, visti anche gli infelici precedenti «revanchisti» del 2002 a Trieste. Il coordinamento tra la polizia italiana e quella slovena sarà vitaminizzato anche dall'arrivo in città di tre funzionari ospiti, che contribuiranno a fornire tutte le caratteristiche dei tifosi più pericolosi. Nell'andata del marzo scorso a Lubiana, i «duri» sloveni pensarono bene di picchiarsi fra di loro per via delle diverse fedi calcistiche, mentre ad un gruppetto degli «Ultrà Italia» fu invece impedito l'accesso perché senza biglietto, oltre essere bloccati alcuni striscioni a rischio.

Gelo viola
Stavolta, invece, difficilmente l'ambiente sarà bollente. Anzi. La prevendita è arrivata appena a 8.000 biglietti, così da essere considerato un successo se domani si arrivasse a 15.000. Insomma, un anno fa con le Far Oer andò assai meglio, visto che sugli spalti del «Franchi» c'erano 25.000 persone per quello che fu considerato un po' come il «Prandelli-day». Adesso la storia è diversa, con la città condannata a registrare il Grande Gelo fra la famiglia Della Valle e il c.t., che pure nei giorni scorsi ha teso la mano per mettere una pietra sopra alla vicenda dell'incontro a Coverciano di un mese fa tra lo stesso Prandelli e alcuni ultrà viola critici con la proprietà. Risultato finale? I Della Valle non saranno in tribuna, con la dirigenza rappresentata dall'a.d. Sandro Mencucci.

Gila & Monto
Non solo. L'ultimo paradosso è che anche l'impiego dei giocatori della Fiorentina potrebbe scaldare poco o essere addirittura un handicap. Non è un mistero che Gilardino e Montolivo (degradato da capitano) volevano cambiare aria e solo un mercato asfittico glielo ha impedito, senza però risparmiare loro gli strali della dirigenza viola. In ogni caso, i gruppi organizzati non verranno e anche l'accoglienza, pur buona, non la si vorrebbe troppo calorosa per il c.t. proprio per non metterlo in ulteriore difficoltà coi Della Valle. Insomma, con l'aria che tira, meglio pensare solo al campo. E se arriverà il successo qualificazione, allora sì che sarà davvero festa, sia pure per (troppo) pochi.

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Allarme fischi, Montolivo resta fuori?

Sogni, incubi, paure, speranze. In Italia-Slovenia c’è un denso mix d’emozioni. La Fiorentina del passato, quella del presente, quella di un futuro destinato a non arrivare e di quello che sarà. Tutto che si incrocia, che si intreccia, nella gara degli azzurri. Prandelli spera in una qualificazione agli Europei, con anticipo, e nel suo stadio. «Sarebbe magico», ha detto il ct. Che ha però qualche remore, nello schierare Riccardo Montolivo. Troppo fresca la rottura e la spaccatura tra il talento di Caravaggio e la città, col commissario tecnico che teme qualche fischio e contestazione. Per questo preservarlo, anziché rischiar di compromettere un rapporto che almeno per questa stagione può e deve essere ricucito, potrebbe essere un regalo sia per il giocatore sia per la città.
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Gamberini e una delegazione azzurra in visita a Sollicciano

''Vi dico: non dovete mollare, chiunque ha una possibilita' nella vita''. Cosi' Mario Balotelli, attaccande della Nazionale, incontrando nel carcere fiorentino di Sollicciano a Firenze circa 250 detenuti. Oggi nell'istituto penitenziario e' arrivata, per la prima volta, una delegazione della Nazionale, con il Ct Cesare Prandelli, lo stesso Balotelli, Gigi Buffon, Gigi Riva e il capitano della Fiorentina Alessandro Gamberini.

Balotelli e' stato acclamato al suo arrivo nel teatro del carcere, dove e' stato abbracciato e baciato da alcuni detenuti, in particolare stranieri. ''E' un onore - ha detto Balotelli - per me essere qua, quando mi hanno chiesto di venire ho subito accettato. E' un piacere essere qui con voi''.

''E' la prima volta in assoluto - ha aggiunto Prandelli - che la Nazionale entra in carcere. Siamo particolarmente emozionati, perche' sappiamo che possiamo dare un incoraggiamento a tutti voi. Avremmo bisogno di piu' tempo per instaurare una situazione nuova ma abbiamo accettato con entusiasmo e questo dimostra una giusta sensibilita' verso persone che stanno soffrendo''.

''E' la quarta o quinda volta che vado in un carcere, sempre da ospite - ha scherzato Buffon -. Voi - ha aggiunto rivolto ai detenuti - trasmettete grandissima voglia di vivere ed entusiasmo. Finche' avrete la voglia di lottare, vivere, sono sicuro che usciti di qua vi riapproprierete della vostra vita e la apprezzerete ancora di piu'''.
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Gamberini: ''Spero di tornare presto in nazionale''

"Sono già venuto a Sollicciano giocando una partita di calcetto quattro anni fa con i miei compagni. Eravamo io, Frey, Pazzini, Montolivo e Liverani, e venimmo sconfitti. Ci aggredirono fisicamente dal primo all'ultimo minuto, e noi che invece pensavamo ad un semplice allenamentino...". Il capitano della Fiorentina Alessandro Gamberini, ospite questa mattina di un dibattito presso il carcere di Sollicciano (FI) intitolato 'Il carcere come fattore di recupero’, insieme al c.t. della Nazionale italiana Cesare Prandelli e ai giocatori Buffon e Balotelli, ha parlato a tutto campo del momento del calcio italiano e del suo futuro.

"Il calcioscommesse non fa parte del nostro sport - ha aggiunto il capitano viola -. Il progetto della Nazionale italiana è come quello della Fiorentina, perché stanno rinascendo e quindi ci credo fortemente. Noi come club dobbiamo fare meglio della passata stagione, per restituire entusiasmo ai nostri tifosi. La Nazionale ha iniziato un nuovo percorso, che ha alla guida un allenatore che io ho avuto per cinque anni a Firenze, quindi credo con Prandelli si sia intrapresa una strada giusta, e conto di tornarci anch'io presto in Nazionale".
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VIDEO: La giornata di Gamberini a Sollicciano

Ecco il video di Violachannel.tv che racconta la giornata a Sollicciano che ha visto protagonista anche Alessandro Gamberini:

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Domani medici italiani e sloveni all'Affrico. C'è anche Pin

Domani alle 15 al campo sportivo dell'Affrico di Firenze, si svolgerà un incontro di calcio  fra Nazionale Italiana Medici Calcio e Nazionale Slovena Medici calcio. La Nazionale italiana medici calcio,  fondata nel 1990, segue abitualmente la nazionale maggiore. A Firenze, i medici italiani arrivano dopo un quadrangolare vinto a Tolentino e saranno supportati da alcuni fuori quota come Celeste Pin, ex giocatore della Fiorentina.
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