A tu per tu con Prandelli ' Io, Firenze e la Fiorentina'Lunga intervista con Cesare Prandelli curata da Mario Tenerani sul Giornale della Toscana. Si parla poco di calcio ma soprattutto di quella Firenze in cui il ct ha deciso di abitare per sempre. Ecco uno stralcio dell'intervista.
Cesare la sua prima Firenze qual è stata?
Da ragazzo ci ero già stato in gita con la scuola. E dopo con l'Under 21, ma l'incontro vero lo colloco nella stagione 79-80… Ero poco più che ventenne appassionato d'arte e il mio mentore era il mitico massaggiatore della Juventus De Maria, autentico intenditore. Andammo a fare un giro e mi portò da Annigoni. Un'emozione molto e forte e acquistai la mia prima opera.
Allora e oggi: come è cambiata Firenze?
Mi pareva che a quel tempo fosse aperta dodici mesi all'anno ai turisti. Ora mi sembra si vada a fiammate.
La via preferita?
Santo Spirito, è rimasto un borgo. Adoro passeggiarci.
A piedi o in bici, come preferisce girare la città?
Parecchio a piedi. Ogni tanto scendo da Pian dei Giullari. A tornare su è più dura e allora prendo un taxi.
Un lombardo di Orzinuovi e un fiorentino come fanno a incontrarsi e capirsi?
All'inizio ho ascoltato molto e ho fatto tanta fatica ad entrare nella mentalità. Ma una sera è scoccata una scintilla.
Come?
Ero a casa, in tv davano un programma sull'alluvione di Firenze. La popolazione era arrabbiata con il governo reo di averla abbandonata. A un certo punto arriva un signore con un cartello con scritto: "Oggi solo umido…". Per questo i fiorentini sono unici.
Il difetto più grande dei discendenti di Dante?
Non si sentono inferiori a nessuno, anzi per dirla tutta si sentono superiori a tutti.
Se lei potesse fare un regalo a Firenze che sceglierebbe?
Il regalo me lo fanno i fiorentini ogni giorno e nessuno potrà mai rubarmelo…
Cesare, ormai lei è fiorentino…
Mi sento a casa mia, bene, accettato, parte integrante della città. Forse la più bella del mondo. E quando vado ad Orzinuovi tutti mi chiedono di Firenze. Della mia Lombardia mi manca solo un po' di nebbia… Sono uno a cui piace poco apparire...
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