Giovanissimi, i segreti di un trionfoLo scudetto dei Giovanissimi Nazionali è l’epilogo di una stagione trionfale che ricolloca il settore giovanile viola nel posto che gli compete. Il trofeo, consegnato tra l’altro da Picchio De Sisti, riassume il concetto di una squadra formata principalmente da toscani in cui sono stati inseriti giocatori molto promettenti. A questo va aggiunto il merito, ascrivibile alla società, di avere scelto il tecnico giusto. Il 34enne fiorentino Federico Guidi festeggia il sesto anno alla guida delle giovanili viola con un successo meritato, dopo aver lavorato nell’ombra allenando Camporese, Piccini, Carraro, Iemmello. Nel campionato vinto giovedì a Montepulciano (3-0 al Napoli), nessun altra squadra ha retto il passo della Fiorentina che su 35 partite ne ha vinte 31 e pareggiate 2 esibendo l’attacco più prolifico e la difesa più attenta. Spiccano, oltre alle 21 reti di Di Curzio, le giocate dei due baby africani. Destò scalpore la scorsa estate il trasferimento a Firenze del congolese Luzayadio Bangu, prelevato a 13 anni dall’Atalanta dopo 5 in nerazzurro grazie a una «opportunità di mercato», spiegò Corvino. Il suo passaggio provocò la stizzita reazione del presidente atalantino Percassi che dichiarò di volerne parlare con i Della Valle. A distanza di un campionato se ne comprendono le ragioni. Bangu dà l’impressione di avere avuto un pallone tra i piedi fin dalla culla per come tutto gli riesce naturale: centrocampista centrale, vede con facilità la porta, ma alla tecnica unisce l’umiltà correndo per i compagni. Acquistato dalla società veneta Albignasego, l’ivoriano Cedric Gondo, classe 1996, 31 reti in 26 gare, ha sovrastato le difese avversarie dall’alto del fisico. Gli Allievi Nazionali di Gabbanini non hanno giocato le finali (eliminati negli ottavi dalla Samp): dopo lo scudetto di due anni fa e il settimo posto la scorsa stagione, un passo indietro per i viola. Che comunque hanno disputato un anno da protagonisti, per lo più ragazzi del ’95 contro avversari più grandi di un anno. L’ultima immagine della Primavera di Buso è dal dischetto dei rigori nella semifinale persa col Varese. La 49esima partita di una stagione che l’ha vista trionfare in Coppa Italia, perdere in finale al ‘Viareggio’ e arrivare tra le prime quattro in campionato. E aspetto non trascurabile, la banda di Buso è riuscita ad accattivarsi le simpatie della gente.
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