Buso&co., licenziati e vincentiNon basta vincere. Non basta la passione, la competenza, la voglia di fare e costruire qualcosa di importante. Storia e cronaca di un pazzo pomeriggio fiorentino che ha ribaltato la storia del settore giovanile viola. È la storia di Renato Buso, Leonardo Gabbanini e Federico Guidi. Un paradosso. Tre tecnici esonerati lunedì sera perché vincenti e tutto nel giro di mezz´ora. Il tempo di veder squillare il telefono e di esser convocati negli uffici di Pantaleo Corvino. Buso e gli altri, magari avranno pensato che qualcuno volesse complimentarsi per la grande stagione. Oppure pianificare l´annata che sarà, gettare le basi per provarci ancora. Perché si può vincere (quasi) tutto e voler salire ancora più in alto. Invece no. Grazie e arrivederci. Questo è accaduto. Lecito pretendere spiegazioni, impossibile riceverne. Una cosa è certa. Nessuno dei tre se lo aspettava. Anche perché Buso alla guida della Primavera, solo quest´anno, ha vinto la Coppa Italia, ha perso ai rigori la semifinale scudetto e ha raggiunto pure l´ultimo atto del Torneo di Viareggio, sconfitto 2-0 dall´Inter. Senza contare che due anni fa, con gli Allievi, era diventato Campione d´Italia. Due dei tre titoli dell´era Della Valle.
Il terzo lo ha messo in bacheca qualche giorno fa Federico Guidi, campione d´Italia con i Giovanissimi Nazionali. Via pure lui. «È il dispiacere più grande», commenta Buso. «Guidi e Gabbanini sono due grandi tecnici e due ottime persone che hanno lavorato come meglio non si poteva». Una rivoluzione difficile da spiegare perché, di motivazioni ufficiali, non ne sono arrivate. Nemmeno ai diretti interessati, ai quali è stata semplicemente comunicata la decisione. Nessuna riunione tecnica, nessun preavviso, nessun sentore. Probabilmente Corvino aveva già il piano in testa da mesi, e gli straordinari risultati non sono serviti a nulla. I rapporti, par di capire, erano comunque buoni. Normali, almeno, come in tutte le società. Si può lavorare anche senza amarsi, basta rispettarsi. E questo era. La motivazione, in fin dei conti, è una. Buso, Gabbanini e Guidi non erano più conformi al progetto del direttore sportivo. Meglio qualcuno "più in linea" con le idee del direttore sportivo. Meglio qualcuno che sa, come si lavora col direttore sportivo.
Stravolgimenti come quello che ha travolto il settore tecnico dei ragazzi viola sono frequenti nel mondo dei grandi, più unici che rari nei settori giovanili. Dove la continuità è un valore, dove i rapporti tra le persone contano quasi come le capacità tecniche. Ma così è, ed ora avanti i prossimi.
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