«Un’opera sulla Fiorentina» , nozze tra calcio e liricaCalcio e lirica, sposi promessi. È in arrivo un’opera sulla Fiorentina. A dare l’annuncio delle «nozze» più sorprendenti della stagione è Giorgio Battistelli, compositore di fama internazionale, uomo di spirito con il gusto della contaminazione, fautore di progetti innovativi, spalancati alle varie arti e persino alla vita. «Perché no? Si può essere tifosi del buon calcio e anche della buona musica» , sostiene. Il recente ritorno «a casa» , direttore artistico dell’Orchestra della Toscana che già aveva guidato dal 1996 al 2002, stimola Battistelli a nuove, audaci, sfide. «Per esempio varare una serie di rassegne capaci di spezzare la ritualità di una stagione tradizionale» . Così, tra le novità della prossima, presentata ieri con Claudio Martini, presidente della Fondazione Ort, il capitolo «Sound Sport» avrà come protagonista del primo match la squadra del cuore della Toscana, la Fiorentina. «La sua gloriosa storia, i gol leggendari, i trionfi, le sconfitte, verranno ripercorsi in un viaggio sonoro commissionato a un giovane compositore italiano. La bellezza artistica del grande calcio esaltata dalla potenza musicale di un’orchestra di 45 elementi. Un cavallo di Troia per far arrivare in teatro il pubblico dello stadio. La prima in autunno, a inizio campionato» . A precedere l’evento, dal 6 all’ 8 ottobre, sarà «Play It!» . Che si può leggere «Suonalo!» , ma anche «Suona Italia» . «Una vetrina di quel che accade in questo campo, uno spaccato della musica del nostro tempo, un osservatorio sui nostri talenti, 8 al giorno, 24 nei tre della rassegna, a cui offriremo visibilità e ascolto. L’obiettivo è farlo diventare un "Pitti Musica", appuntamento annuale di aggiornamento per operatori italiani e internazionali, che qui potranno trovare i "promo"di progetti da realizzare poi compiutamente» . E alla fine ci sarà anche un premio, il Play It della critica per la miglior composizione e il miglior interprete. «Un’occasione anche per discutere sul futuro della musica italiana. Un mondo afflitto da autoreferenzialità e ipertrofia, dove il lavoro di chi si impegna a far crescere le orchestre locali, esemplare quello del maestro Muti, viene poco riconosciuto, mentre spesso sono esaltati compositori che propongono forme di vuoto artigianato senza idee. I miei modelli di riferimento sono altri: Nono, Donatoni, Kagel, Boulez. Artisti con cui magari puoi non essere d’accordo, ma sempre mossi da un pensiero forte, stimolante» . A completare il cartellone, altri due progetti: il «Canto della Terra» di mahleriana memoria, volto a esaltare scenari naturali ricchi di bellezza e storia («Primo appuntamento, un concerto nelle cave di marmo di Carrara » ) e infine «Le Ouverture barbare» , con cui si intende aprire frontiere tra realtà culturali lontane, dai canti mongoli alle melodie della tradizione islamica, unite in un dialogo musicale. In questa prospettiva vanno le due nuove nomine: il francese Daniel Kawka, specialista nel repertorio contemporaneo, a direttore stabile, mentre Daniele Rustioni, 28 anni, milanese, sarà il direttore ospite principale. Una promessa del podio sottratto al rischio di diventare una delle nostre tante «bacchette in fuga. In questi anni purtroppo i migliori sono dovuti andare all’estero» , ricorda amaro Battistelli, più volte corteggiato invano da enti e teatri europei. «Il nostro patrimonio musicale è enorme e meraviglioso. Io voglio lavorare in Italia. E vorrei che tanti altri lo facessero con me» .
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