Author Topic: Scommesse: le 18 gare sotto inchiesta. Una è di serie A  (Read 22896 times)

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Oggi nuovi interrogatori

Oggi verranno interrogati tre indagati per i quali e' stato disposto il carcere nell'ambito dell'inchiesta sulle partite truccate. Davanti al gip Salvini compariranno Gianfranco Parlato, collaboratore tecnico della 'F.c.Esperia Viareggio', militante nel girone B della Prima divisione del campionato di Lega Pro; Giorgio Buffone, direttore sportivo del Ravenna Calcio e Francesco Giannone, che tutelava gli interessi dell'organizzazione cosiddetta 'dei bolognesi' che effettuava le puntate di denaro.

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Atalanta nei guai 'Situazione molto critica'

"Situazione molto critica per l'Atalanta". E' emerso dagli interrogatori resi oggi a Cremona persone arrestate per il nuovo scandalo scommesso.

Arrivano anche le prime ammissioni: nella sua deposizione, il direttore sportivo del Ravenna Giorgio Buffone, ha detto: "E' vero, scommettevo, ma voglio che sia chiaro che lo facevo solo per aiutare la situazione economica difficile della mia società. Coi soldi delle scommesse vinte pagavo i debiti. Ho fatto tutto per amore del Ravenna". I suoi legali presenteranno istanza di scarcerazione al gip la prossima settimana.

Oggi, sono stati interrogati dal gip Guido Salvini gli ultimi tre arrestati in carcere. Il primo è stato Gianfranco Parlato, che secondo i suoi legali ha risposto "solo sugli elementi che gli vengono contestati nell'ordinanza di custodia cautelare" in carcere, "spiegando come sono andate le cose dal suo punto di vista". Da lunedì invece prenderanno il via gli interrogatori delle persone agli arresti domiciliari.

E c'è anche la prima conseguenza pratica del nuovo scandalo: Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, ha infatti deciso di rinviare la serata di premiazione degli oscar di categoria, in programma mercoledì sera a Milano, per evitare "il rischio di sentirsi a disagio". La decisione è stata presa "con amarezza".

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Scommesse, trovati 450.000 euro Erano anche per Inter-Lecce

Quattro assegni per un totale di 450 mila euro. Sono stati trovati nello studio bolognese di cui sono titolari Manlio Bruni e Francesco Giannone, i commercialisti dell’ex bomber Giuseppe Signori. A che cosa servivano? Secondo gli inquirenti che indagano sulla maxi-inchiesta «Last Bet» erano la garanzia per le scommesse sulle partite truccate. In calce le firme di Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese; Antonio Bellavista, ex giocatore del Bari; e Massimo Erodiani, il titolare delle ricevitorie di Pescara considerato una delle figure centrali della vicenda, assieme all’odontoiatra anconetano Marco Pirani. Prova maestra Sarebbe questa la cosidetta «smoking gun» , cioè la prova maestra per dimostrare l’esistenza di un’organizzazione (il «gruppo dei bolognesi» ) che nell’ordinanza del gip Guido Salvini viene definita «parte dell’associazione che sostiene economicamente e istiga moralmente a combinare le partite l’altra parte dell’associazione, che ne costituisce il braccio operativo» . Il tutto pretendendo «dagli intermediari titoli bancari a copertura delle giocate effettuate» . Nel caso specifico, secondo gli investigatori, gli assegni da 450 mila euro dovevano servire a garanzia delle scommesse su due partite: la famosa Inter-Lecce 1-0, per la quale Paoloni aveva garantito l’Over finendo nei guai, e l’incontro Atalanta Piacenza 3-0, per cui la combine sarebbe invece andata a buon fine. Assegni a vuoto Si trattava però di assegni «cabriolet» . Insomma scoperti. Per di più senza la data e il beneficiario. Potrebbe essere stato questo il motivo delle minacce che successivamente Francesco Giannone rivolse telefonicamente a Marco Paoloni e che gli sono costate l’accusa aggravante di «estorsione» contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ieri Giannone è stato ascoltato per ultimo nel corso degli interrogatori del gip Salvini al Tribunale di Cremona. Ha chiarito la sua posizione, assumendo un atteggiamento totalmente collaborativo. E confermando sostanzialmente i contenuti dell’impianto accusatorio. Sulla falsariga delle deposizioni rese il giorno prima da Pirani ed Erodiani. Intermediario Ha ammesso il suo ruolo di intermediazione, riferito a un arco temporale di due mesi (15 marzo-15 maggio) e a una partita, precisando che l’interesse preponderante, legato alla necessità delle restituzione di una somma importante di denaro, l’ha spinto ad esacerbare i toni nella discussione con Paoloni. Non si sarebbe dunque trattato di minacce finalizzate all’estorsione. «Era molto provato dalla terribile esperienza del carcere -ha detto all’uscita dall’interrogatorio il suo avvocato Fausto Bruzzone -e ha lealmente concorso alla buona amministrazione della giustizia, essendo una persona perbene. Inevitabilmente si è anche parlato della posizione di Signori» . Il bomber Il ruolo nel «gruppo» dell’ex attaccante di Lazio, Bologna e Nazionale è ancora da definire. Ma la presenza degli assegni nello studio del commercialista Bruni fa supporre un suo coinvolgimento. Signori avrebbe partecipato alle scommesse su più incontri. Tanto che la sua posizione giudiziaria sarebbe molto compromessa. Signori, che si trova agli arresti domiciliari, dovrebbe essere ascoltato mercoledì davanti al pubblico ministero Roberto di Martino. Secondo i suoi avvocati, De Amicis e Cairoli: «Nelle intercettazioni il suo nome viene tirato in ballo da altri, non ci sono espres- sioni dirette di Signori» . Perciò sarà chiesta la revoca del provvedimento cautelare. Intanto i legali hanno incaricato a un investigatore privato, l’ex poliziotto Ugo Vittori, la corretta verifica delle trascrizioni di tutte le intercettazioni agli atti. Atalanta Nel primo pomeriggio c’era stata anche la deposizione di Gianfranco Parlato. L’ex calciatore, rispondendo sulle intercettazioni a proprio carico, avrebbe fornito sostanziali conferme riguardo alla partita sospetta Atalanta-Piacenza. La sua deposizione, al pari di quella di Giannone, è stata considerata esauriente dal gip. Infatti i due, per cui verrà presto presentata istanza di scarcerazione, non saranno riascoltati la prossima settimana.

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Si aggrava la posizione del Siena

Il Siena avrebbe pagato direttamente i giocatori del Sassuolo per vincere la partita (poi finita 4-0). E' quanto emerge dalle carte dell'inchiesta sul calcio scommesse della procura di Cremona, per la quale sono già finite in carcere 16 persone, tra cui Beppe Signori.
Dopo l'Atalanta, la cui posizione si sarebbe aggravata dopo le ammissioni degli indagati nel corso ell'interrogatorio di garanzia, ora è il Siena che viene chiamato direttamente in causa da uno degli arrestati, quel Massimo Erodiani ritenuto dagli inquirenti una figura centrale dell'intera inchiesta.
"Erodiani affermava che il Siena - scrive il Gip Guido Salvini - aveva pagato da parte sua altri giocatori del Sassuolo". Parole contenute nella telefonata che è riportata nelle carte, del 24 marzo 2011, tra Erodiani e Marco Paoloni, in cui quest'ultimo sottolinea che se le cose stanno così è inutile andare avanti nel tentativo di trovare un accordo con i giocatori del Sassuolo e pagarli.

Erodiani: "Comunque si vocifera che hanno preso pure i soldi dal Siena eh"
Paoloni: "ah si?"
Erodiani: "Sì"
Paoloni: "addirittura..."
Erodiani: "quindi vedi un pò quindi".
Paoloni: "allora se è cosi lasciamo perdere, cioè nel senso senza che pure glieli devi dare agli altri".

A chiamare il causa la società è anche Antonio Bellavista, l'ex capitano del Bari finito in carcere. "Erodiani chiedeva a Bellavista se avesse sentito anche i giocatori del Siena - scrive il Gip - e questi rispondeva che stava cercando di contattarli. In particolare aveva chiamato Stefano Bettarini affermando che il Siena si era mosso di persona e che al momento i giocatori del Sassuolo d'accordo erano Quadrini, il portiere e il centrale".

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Scommessopoli, un arrestato tira in ballo la Fiorentina

Ha parlato uno degli arrestati del nuovo ciclone calcio scommesse. E i sospetti si allungano anche sulla Fiorentina. Sospetti che nascono dall´ultimo interrogatorio davanti al gip di Marco Pirani fissato con le scommesse arrestato per l´inchiesta della procura di Cremona. Pirani ha segnalato tre partite di serie A che sarebbero state truccate e tirato in ballo cinque squadre: Roma, Genoa, Cagliari, Lecce e Fiorentina, appunto. Pirani al momento non ha fornito nessun tipo di riscontro. Domani sarà interrogato di nuovo, stavolta dal pm, e in questa occasione gli inquirenti lo incalzeranno per valutare il calibro delle sue affermazioni. Le partite sarebbero state truccate per garantire agli scommettitori un "over", e cioè un risultato con almeno tre reti totali: lo stesso meccanismo di un´altra partita entrata nell´inchiesta come illecito non realizzato. E cioè Inter-Lecce del 20 marzo scorso, finita poi soltanto 1-0 facendo saltare la puntata da 150 milioni di Beppe Signori.

E se la Fiorentina ora resta in attesa del prossimo interrogatorio di Pirani, un´altra toscana (il Siena) inizia a tremare. Secondo le ultime rivelazioni, i giocatori del Sassuolo sarebbero stati pagati per vincere la partita (finita 4-0). A chiamare in causa il Siena è un altro arrestato, Massimo Erodiani. In una intercettazione, Erodiani avrebbe detto in modo esplicito che la società toscana avrebbe dato soldi agli avversari. Secca la replica di Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Siena. «Non mi sembra che ci sia niente di nuovo rispetto alle novità emerse già ad inizio settimana. Ribadisco per l´ennesima volta che la società è assolutamente tranquilla e serena e che non c´è niente da temere. Noi siamo assolutamente puliti».

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L’Atalanta rischia la A, spettro Lega Pro

Responsabilità oggettiva o responsabilità diretta? Su questo ci si interroga per ipotizzare cosa potrà succedere alle squadre che a vario titolo sono nel mirino sia della Procura di Cremona che di quella federale. Dall’Atalanta al Siena, ora tremano, i bergamaschi hanno addirittura chiamato al loro capezzale l’avvocato Dupont. In linea teorica in caso di illecito il Codice di giustizia sportiva prevede, come pena massima, la retrocessione all’ultimo posto in classifica o l’esclusione dal campionato di competenza: la responsabilità diretta (la partecipazione del presidente o del legale rappresentante) fa scattare subito il massimo, nel caso di responsabilità oggettiva c’è una gradualità, si parte dai punti di penalizzazione.

Precedenti
Certo, gli avvocati richiameranno i precedenti. Per la responsabilità oggettiva si è sempre partiti da un range di punti di penalizzazione che va dai 4 ai 7 per ogni illecito. Questo bloccherebbe la promozione in A dell’Atalanta, ma non la sua permanenza in Serie B, mentre il Siena potrebbe comunque conservare le speranze di A. Ora è da vedere se quanto emerso da alcune intercettazioni sia verità o millanteria (ci riferiamo alla gara Siena Sassuolo), fatti tali da far scattare la responsabilità diretta, in questo caso addio A o, addirittura, retrocessione in Lega Pro. Stesso discorso va fatto per il Padova. Ormai senza difesa appare il Ravenna dove un suo dirigente avrebbe confessato «sebbene a buon fine» di aver fatto degli illeciti (e pensare che appena 15 giorni fa negava anche quello per cui è arrivata già una condanna a 2 anni di squalifica e a 7 punti di penalizzazione). Pesanti dovrebbero, alla luce dell’ordinanza e delle testimonianze finora rese, le posizioni anche di altre squadre di B e Lega Pro. E a proposito di Lega Pro, l’avvocato Salvatore Catalano in settimana incontrerà il pm Di Martino.

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Scommesse, Maroni: ''Creiamo una task force''

Una task force per 'stanare' chi inquina il calcio: il ministro dell'Interno, Roberto Maroni annuncia di aver gia' dato disposizioni in proposito al capo della Polizia Manganelli. 'Vogliamo individuare - dice Maroni a La Gazzetta dello Sport - le migliori forme di prevenzione e repressione delle scommesse clandestine sulle partite di calcio. L'appello della Figc non solo lo raccolgo, ma lo sollecito. Solo lavorando insieme troveremo una soluzione'.

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Fiorentina e scommessopoli: ''Notizie non di prima mano''

Marco Pirani, il medico odontoiatra al centro dell'organizzazione che truccava partite di calcio e che è finita nel mirino dell'inchiesta sul calcioscommesse, ha fatto il nome, durante il suo interrogatorio di garanzia di venerdì scorso davanti al Gip Guido Salvini, di 5 squadre di serie A: si tratta di Roma, Fiorentina, Cagliari, Lecce e Genoa.

La circostanza trova delle prime conferme in ambiti giudiziari, da cui, tuttavia, si tiene a precisare che Pirani non ha riferito notizie di prima mano, quanto piuttosto ha riportato delle voci di cui era venuto in conoscenza e che queste stesse voci non sono state circostanziate. Da qui la necessità per gli inquirenti di risentire il medico 55enne, che martedì sarà ascoltato dal procuratore Roberto Di Martino.

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