Author Topic: Scommesse: le 18 gare sotto inchiesta. Una è di serie A  (Read 22896 times)

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Gli arrestati millantano conoscenze. Anche Della Valle

Gli arrestati vantano - o millantano - anche contatti con diverse squadre di A. Il 7 febbraio, ad esempio, Marco Pirani dice al solito Erodiani, che gli chiede la maglia di Pazzini, che "con l'Inter non c'ho problemi...te basta che mi dici...voglio venire quando vai su...". Pirani afferma anche di avere ottimi rapporti con la Fiorentina: "vado a vedere la partita a Firenze che m' hanno invitato...io...io conosco bene Della Valle hai capito? bene bene". A parlare della Juve sono invece i soliti Erodiani e Paoloni che mentre discutevano di possibili guadagni "si aggiornavano - scrive il Gip - su alcune scommesse che avevano riguardato l'anticipo della Juventus non andate a buon fine".
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Scommesse, un'ombra sui viola

C’è un’ombra sulla Fiorentina, ma dovrebbe sparire in breve tempo. L’inchiesta sul calcioscommesse si allarga a macchia d’olio, estendosi anche alla serie A. Inizialmente le partite nel mirino della Procura federale, guidata da Stefano Palazzi, erano solo due: Inter-Lecce e Brescia-Bologna. Ma ora, con l’arrivo in massa delle intercettazioni, zampillano come in una fontana, a finire sotto i riflettori sono anche Juventus, Bari, Sampdoria e probabilmente pure altre squadre. Tra queste viene tirata in ballo la Fiorentina. Per adesso, però, non ci sono prove, anzi, la stessa Procura sospetta una grande manovradi millantato credito: i protagonisti di questa tristissima vicenda hanno parlato al telefono di tutto edi tutti e forse, come si dice in gergo, si sono «venduti » personaggi del calcio senza chiaramente che questi ultimi ne fossero al corrente. Per questa ragione il lavoro, per gli investigatori federali, si prospetta immane e comeal solito con tempi estremamente ristretti. La frase che riguarda i viola è stata pronunciata da Marco Pirani, dentista di Ancona, uno degli arrestati. Parlando con Massimo Erodiani (altro arrestato, tabaccaio della provincia di Chieti), dice: «Vado a vedere la partita a Firenze che m’hanno invitato... io...io conosco bene Della Valle hai capito? Bene, bene ». Intanto una precisazione: nella notizia riportata ieri sera dall’Ansa, si fa riferimento ad una conversazione del 7 febbraio. Se è così, nelle trascrizioni delle intercettazioni c’è un errore evidente: la Fiorentina in quel turno di campionato era impegnata a Parma e non a Firenze. E poi la gara fu disputata domenica 6 e non lunedì 7 febbraio. Seconda valutazione: se la Fiorentina ha solo questa ombra, può ritenersi sufficientemente tranquilla perché è del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad un caso di millantato credito. I dirigenti viola, infatti, ieri sera, erano più che sereni. La speranza, naturalmente, è che non emergano altre telefonate. Se Firenze è serena, Siena è amareggiata. Lo si evince in modo chiaro dalle parole dettate nel pomeriggio dal presidente bianconero Massimo Mezzaroma al canale tematico della società. L’incipit («sono certo che verrà confermata la nostra totale estraneità ai fatti e ribadisco che riponiamo la massima fiducia nell’azione della magistratura ») ricalca il comunicato diffuso mercoledì, ma la seconda parte trasuda delusione: «Osservo quanto sta accadendo con grande amarezza, anche perché provengo da altri sport e sono nel calcio da poco: vedere il nome del Siena associato a vicende come queste, nella consapevolezza dell’estraneità della Società e dei suoi tesserati, è deprimente, tanto da chiedersi se il gioco valga davvero la candela». Parole che potrebbero far scattare anche un piccolo campanello d’allarme tra i tifosi («siamo tranquilli anche se non capisco perché si parli solo di noi e dell’Atlanata quando ci sono squadre di B che mi sembrano molto più implicate» dice il presidente dei Fedelissimi, Lorenzo Mulinacci), ma forse pronunciate solo in un momento di particolare dispiacere. Anche perché nella stanza dei bottoni del Siena, prevale la netta convinzione che quando il procuratore Palazzi esaminerà le carte, non arriverà nessun deferimento. Infine, il giocatore del Sassuolo Daniele Quadrini che per la Procura di Cremona è, insieme ai compagni Pomini e Bianco, uno di quelli che ha accomodato la sfida tra il Siena ed i romagnoli, si è detto «del tutto estraneo alla vicenda».

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La Figc accelera: subito le indagini. L'Atalanta rischia

Una cordiale telefonata ha aperto la giornata del Procuratore federale Stefano Palazzi, al telefono c’era il pm di Cremona Roberto Di Martino, oggetto la richiesta ufficiale degli atti dell’indagine Last Bet. Il suo ufficio, comunque, aveva già iniziato a lavorare sulle 611 pagine dell’ordinanza del gip Salvini. Obiettivo di Palazzi è chiudere entro luglio l’inchiesta per poter definire, almeno per le società, eventuali responsabilità e decidere eventuali deferimenti. Preoccupazioni Palazzi può contare su intercettazioni telefoniche molto precise, ma difficilmente potrà sentire nell’inchiesta i principali indagati. Molti sono agli arresti in carcere, altri ai domiciliari, ma soprattutto non c’è il famoso 415 bis, l’atto di chiusura delle indagini e per questo la magistratura ordinaria ha la «precedenza» negli interrogatori. Palazzi potrà chiamare subito i dirigenti delle società. Chi rischia È difficilissimo fare pronostici, ma dalla lettura delle carte sembra di capire che tutte le società le cui partite sono fra le 18 nel mirino hanno possibilità di avere penalizzazioni, e tra queste quella messa peggio è sicuramente l’Atalanta neopromossa in A. Il criterio da stabilire è quanto vale il presunto illecito. I precedenti parlano di 4 punti al Modena per il calcioscommesse del 2004, 6 all’Arezzo per un presunto illecito in Calciopoli del 2006, fino ai 7 punti al Ravenna per una telefonata del suo d. s. Buffone (ora agli arresti) con un calciatore della squadra avversaria (il Lumezzane), di quest’anno. E proprio il Ravenna questa volta potrebbe rischiare molto di più (e pensare che aveva annunciato il ricorso al Tnas del Coni contro i sette punti) tanto che la Paganese (retrocessa) sta già pensando a presentarsi come terzo interessato al processo sportivo. Cosa avvenne nel 2004 Lo scandalo scommesse nacque dalle intercettazioni telefoniche a Luigi Giuliano, ex camorrista. In queste, la Dia di Napoli (i pm erano Narducci e Beatrice che da questa inchiesta fecero partire Calciopoli) scoprì giocatori che parlavano di scommesse e girò la parte riguardante il calcio all’ufficio indagini (c’erano anche sms di Bettarini, oggi intercettato come Sommese, coinvolto nell’inchiesta scommesse del 2007). Nel registro degli indagati finirono 5 giocatori. Il 12 luglio vennero consegnati altri 14 avvisi di garanzia. L’accusa in sede sportiva venne sostenuta dall’allora procuratore Frascione e dal suo vice, Stefano Palazzi. Ci sono anche in questo caso le intercettazioni, le richieste della Procura furono pesantissime, ma la Disciplinare (presidente Azzali) stemperò: le intercettazioni non sono determinanti e per questo alla fine il solo Modena subì una penalizzazione e anche i calciatori (se si esclude Marasco con tre anni) se la cavarono con poco. Da allora le cose sono cambiate: è cambiata la Disciplinare, la Procura è più attenta, ma soprattutto le pressioni sul mondo del calcio per gli scandali che si susseguono, fanno pensare a giudizi severi. Una sola è la certezza: anche questa volta le penalizzazioni verranno scontate subito e non nella prossima stagione.

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L'Uefa: ''Squalifiche a vita e sanzioni penali''

«Spiegare i valori del calcio fin da piccoli è importante. Ma non si può prescindere dalla certezza della pena: cioè squalifica a vita e sanzioni penali per chi scommette. Deve passare il concetto di tolleranza zero» . Gianni Infantino, 41 anni, segretario generale Uefa, avvocato sportivo: la battaglia contro le scommesse clandestine è al centro del suo lavoro e anche di quello della Fifa che, a maggio, ha firmato un accordo decennale con l’Interpol.

Sorpreso?
«Triste. Ma oggi le scommesse sono la priorità del secondo mandato di Platini. La settimana scorsa il tribunale di Bochum ha condannato a 5 e 6 anni i due autori di un giro di scommesse scoperto in Germania. Le partite erano 200» .
Che cosa fare?
«Il calcio non può agire da solo. Il problema è indagare, trovare le prove, controllare flussi di denaro e telefonate: dipendiamo da forze di polizia, magistrati, governi» .
La situazione italiana allarma?
«Al momento no. Ci sono campionati con cifre più preoccupanti: quelli dell’Est, la Finlandia, le serie minori con ridotta pubblicità televisiva. In Italia i magistrati capiscono la gravità del fatto che, oltretutto, è reato penale. Sa che cosa ci dicono spesso in altri Paesi? Abbiamo problemi più gravi: spaccio di droga, traffico d’armi, prostituzione. Non si rendono conto che dietro le scommesse ci sono le organizzazioni criminali che investono poche migliaia di euro, guadagnano anche milioni, e poi reinvestono il denaro in traffici di droga, armi, prostituzione...» .
Che cosa può fare l’Uefa?
«A marzo è nato l’integrity officer: uno per federazione, finanziato dall’Uefa, creerà una rete di controllo. Dopo le nomine, a settembre il workshop a Nyon e si parte. Dal 1o giugno lavora in Uefa un ex procuratore generale svizzero, con 23 anni d’esperienza. Chiediamo aiuto all’Ue perché lavori sui governi: in Spagna il reato di frode sportiva è nato adesso. Abbiamo appena squalificato a vita due arbitri: non avevano combinato partite, ma non avevano denunciato di essere stati contattati» .

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Spunta De Rossi. E un retroscena da film di spionaggio

Oggi entra nel vivo la seconda fase dell’inchiesta che ha riportato sott’acqua il calcio italiano, ma già ieri sera è spuntato fuori a sorpresa il nome il centrocampista della Roma e della Nazionale, Daniele De Rossi (per ora non indagato) che comparirebbe in una intercettazione allegata all’ordinanza e non ancora depositata. A chiamare in causa il giallorosso - si legge sulla Gazzetta dello Sport - è sempre Marco Paoloni (che era stato suo compagno nel settore giovanile), il portiere di Cremonese e Benevento finito in carcere per aver «combinato» diverse gare, ma anche per aver millantato la manipolazione di altre sfide, come Inter Lecce 1-0. Il nome di De Rossi sarebbe in un'intercettazione in cui Paoloni parla di Genoa-Roma 4-3, con i giallorossi avanti 3-0. Partita nella quale, però, De Rossi non giocò perché squalificato. Al momento non è stata ritenuta rilevante dagli inquirenti in quanto potrebbe trattarsi anche in questo caso di un millantato credito da parte del portiere che voleva far credere ai suoi interlocutori, come per Inter-Lecce, di poter influire su giocatori e società importanti. La Roma non ha commentato la notizia, avendo però informato il giocatore delle voci che circolavano su di lui. Intanto quasi tutti gli indagati hanno proclamato la loro innocenza. Come Daniele Quadrini, centrocampista del Sassuolo, chiamato in ballo per il 4-0 di Siena. Dichiarazione simile è stata pronunciata dal portiere Viviano, anche se a Bologna è da registrare una certa fibrillazione in procura dove si stanno verificando dei movimenti sospetti di scommesse che potrebbero essere riconducibili a giocatori rossoblù. Ed è tranquillo Sergio Pellissier, capitano del Chievo, che afferma : «Mai ricevuto proposte per aggiustare partite» . Nonostante tutte le rassicurazioni, però, il mondo del calcio resta con il fiato sospeso.

Intanto sempre dalla Gazzetta traiamo un articolo molto interessante che rivela un retroscena degno di un film di spionaggio. Ma è tutto vero. E’ la metà di marzo, il campionato di Serie A sta entrando nel vivo, c’è chi lotta per stare in alto e chi si attrezza per evitare la retrocessione. Negli spogliatoi di mezza Serie A circolano strane voci: si parla di scommesse, partite aggiustate, soldi che vengono puntati su una sfida o su un’altra. Alcuni dirigenti di club, in contatto tra loro, intravvedono pericoli, anche perché si accorgono di risultati piuttosto curiosi che si verificano. Così decidono di intervenire: avvertono la Federcalcio e mettono a punto un piano. Come scoprire se i sospetti sono fondati? C’è un solo metodo: infiltrare qualcuno nell’organizzazione. L’operazione riesce.
La centrale delle scommesse, secondo quanto scoprono, è a Milano. Più precisamente, in un noto locale nel centro della città, frequentato da giocatori, ex giocatori, modelline o modellone, vip e pseudo-vip vari. La riunione decisiva, così si stabilisce dopo un mese di attento studio, avviene il giovedì. A pranzo, alla luce del sole. La cricca che gestisce il traffico delle scommesse si piazza a un tavolo e, davanti agli altri clienti e senza preoccuparsi di orecchie indiscrete, comincia a discutere di partite e di «puntate» . Uno del gruppo, un ex giocatore di basso livello, è considerato il cervello informatico: appoggia sul tavolo il computer portatile, si collega con vari siti stranieri di scommesse e studia il da farsi. L’impressione che ne traggono i dirigenti investigatori è quella di un’organizzazione ramificata che controlla diversi giocatori nelle varie squadre di Serie A. E, sempre secondo questi dirigenti, molte partite sarebbero già state «aggiustate» falsando così il campionato e compromettendo il cammino dei loro club verso la salvezza.
Ma ciò che più interessa è chi sta attorno a quel tavolo nel noto locale di Milano. Oltre a due degli indagati (quindi già coinvolti nell’indagine), ci sono personaggi pesanti: un ex grande campione, un giocatore in attività in Serie B, un ex dirigente di calcio e un faccendiere molto noto nell’ambiente. Questa sarebbe la «cellula milanese» sulla quale i magistrati stanno indagando. I dirigenti-investigatori, durante il periodo del lavoro «sotto copertura» , hanno sempre tenuto informata la Procura Federale, ma tutti attendevano l’intervento della giustizia ordinaria.

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Scommesse: 37 partite segnalate, 4-5 di serie A

Quattro-cinque partite di serie A. Dodici di serie B e più o meno una ventina di Lega Pro. In totale, fa sapere Agipronews, quasi una quarantina di gare che, nel corso della stagione 2010/2011 sono arrivate sui tavoli della procura federale della Figc su segnalazione dei Monopoli di Stato, attraverso il sofisticato meccanismo di controllo Robocop: il sistema, a disposizione dell'ente regolatore del gioco, è in grado di controllare singole scommesse e giocate multiple fino a cinque gare, che monitora i flussi di qualsiasi tipologia di scommessa inserita nei palinsesti di gioco sul calcio.

Le segnalazioni sono state il frutto di un'analisi accurata, sia nella fase 'antè, sia in quella 'post' (prima e dopo le gare), a fronte di picchi di danaro scommesso fuori della norma e relativo abbassamento repentino delle quote. Non tutte le segnalazioni sui movimenti di gioco relativi ai vari 'segnì di giocata (dall'1X2, all'Under/Over, al risultato esatto, etc) hanno trovato riscontri tangibili con gli esiti delle partite. Ma in alcuni frangenti la segnalazione ha avuto riscontro pieno, come nel caso di Atalanta-Piacenza, finita nel faldone dell'inchiesta su 'Scommessopoli'.

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Calcioscommesse: ''De Rossi non coinvolto''

Il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, ha spiegato che non vi è il nome del centrocampista della Roma e della Nazionale Daniele De Rossi nell'inchiesta che ha portato all'arresto di 16 persone per un giro di scommesse clandestine. " Quella di De Rossi è una sciocchezza - ha detto il magistrato - , ho chiesto informazioni ai miei ufficiali di polizia giudiziaria e mi è stato detto che il nome di De Rossi non c'è".

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Scommesse, altre tre partite di A sotto inchiesta

Ci sono altre tre partite di A che da ieri sera entrano a far parte della nuova inchiesta sul calcioscommesse. E’ questa la notizia più importante uscita dopo una giornata densa e carica di colpi di scena, iniziata alle 12 con gli interrogatori di Marco Pirani, Massimo Erodiani, Marco Paoloni e Antonio Bellavista (in carcere da mercoledì). E proprio i primi due hanno dato nuovo impulso alle ipotesi investigative, decidendo di collaborare con i magistrati e spiegando parola dopo parola le modalità dei vari passaggi incriminati. Non solo, Pirani è andato oltre portando a conoscenza del gip Salvini anche altre scommesse e movimenti relativi alle gare del campionato più importante che non erano comprese nell’ordinanza di custodia cautelare. Una sorta di gola profonda, ma visto la complessità dell’inchiesta i giudici vogliono vederci chiaro. Questo vuol dire che hanno preso atto della segnalazione e da oggi si metteranno al lavoro per avere riscontri e prove. In caso positivo le partite entreranno a tutti gli effetti nel faldone generale. Giudici soddisfatti E comunque, la lingua sciolta di due indagati è stata accolta con soddisfazione dalla Procura di Cremona. Il gip Salvini e il procuratore Di Martino durante le pause degli interrogatori hanno usato parole nette: «Di sicuro l’impianto accusatorio si è rafforzato» . E sulle nuove rivelazioni che riguardano le tre partite di A, gli inquirenti decidono di restare vaghi: «Sono coinvolte 5 squadre perché una c’è due volte. Implicata una grande? Diciamo abbastanza grande, le altre sono medio-piccole. Comunque al momento non abbiamo elementi per capire se si tratta di fatti certi o solo un millantato credito come era accaduto per Inter-Lecce. Ci lavoreremo nei prossimi giorni...» . Intanto, nonostante l’ampia collaborazione, il medico odontoiatra Pirani e il titolare delle agenzie di scommesse Erodiani restano in carcere. Il primo sarà risentito martedì dal pm Di Martino, come conferma l’avvocato Scaloni: «Il mio assistito -ci ha detto -fin dal primo momento aveva deciso di parlare. E’ incensurato e in questa storia è stato trascinato per caso dopo un prestito a un giocatore, solo parzialmente restituito. E comunque ha preferito assumersi le sue responsabilità sulle situazioni censurabili e chiarire alcuni fatti gravi, come quello relativo alla ricetta del Minias rilasciata a nome della moglie di Paoloni in perfetta buona fede, non potendo immaginare il successivo utilizzo» . Il secondo livello Tra le confessioni fatte da Pirani ed Erodiani, ci sarebbero anche quelle relative ad altri reati commessi dopo la cessazione delle intercettazioni. Una ipotesi confermata dallo stesso procuratore Di Martino. Aperto il fronte, gli inquirenti sperano ora che anche gli altri indagati parlino, consentendo così di trovare prove concrete dell’esistenza di quel «secondo livello» che coinvolge la Serie A e che porti dritto dritto verso la criminalità organizzata, la sola che possa investire molti soldi, e soprattutto in contanti, nel tentativo di alterare le partite di A. Di sicuro è stato Pirani a sparigliare le carte della difesa, alla luce della confessione anche Erodiani ha deciso di raccontare la sua verità dopo un iniziale tentennamento. Anche il titolare della agenzie di scommesse riconduce il suo ingresso nel giro maledetto per recuperare un credito di 110 mila euro da Paoloni. Doni e Signori Ma non finisce qui: l’accusa porta a casa un altro punto a favore: Pirani ed Erodiani hanno fornito ai magistrati nuovi elementi sulle posizioni di Beppe Signori (ora ai domiciliari) e Cristiano Doni (indagato). «Sono emerse indicazioni significative» , dicono gli inquirenti. La convinzione di chi indaga è insomma di aver fatto centro e di aver ottenuto non solo la conferma del lavoro svolto in questi mesi ma anche spunti importanti per l’attività futura. L’effetto domino, comunque, si è bloccato con Erodiani. Gli altri due arrestati che ieri sono stati sentiti, Paoloni e Bellavista, hanno infatti deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. «Troppo provato» , ha spiegato l’avvocato Emanuela De Paolo che era in compagnia della moglie di Paoloni. Mentre Massimo Chiusolo, legale dell’ex capitano del Bari, ha spiegato così la scelta del silenzio: «Eravamo arrivati con l’idea di parlare, ma poi il tutto si è risolto con un nulla di fatto. Alla fine non abbiamo risposto perché il gip Salvini ci ha detto che altri due interrogati avevano reso dichiarazioni anche sulla posizione del mio assistito, ma non ha voluto dirci quali fossero esattamente le dichiarazioni: a quel punto abbiamo deciso di aspettare. Ci riserviamo, però, di richiedere un nuovo interrogatorio e, a quel punto, di parlare» . Da oggi si ricomincia: davanti ai magistrati sfileranno Parlato, Giannone e Buffone. Il turno di Signori arriverà la prossima settimana, forse già lunedì mattina. 

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