Author Topic: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero  (Read 11850 times)

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #8 on: 07/12/11, 16:28 »
Calciopoli, prende il via la difesa dei Della Valle

Prende il via l'udienza, l penultima prima della pausa estiva, del processo Calciopoli. La giudice Casoria, superata l'ultima richiesta di prescrizione, fa l'appello: molti gli assenti, prende il via la difesa dei Della Valle e di Mencucci. Nel pomeriggio toccherà a Paolo Gallinelli, avvocato di Massimo De Santis, che ha prodotto una memoria in tre volumi con cui smonta tesi dell'accusa e mette in crisi anche le modalità d'indagine.

REATO IMPOSSIBILE - Prende il via citando Moravia e Albertazzi, Furgiuele. «In questa vicenda c’è stata soprattutto una grande ipertrofia mediatica che ha condizionato tutto, come fosse stata sparsa sui reati contestati una coltre di neve. Togliamo la coltre e vediamo se esistono i reati. Furgiuele gira attorno alla questione: argomenta in punta di diritto, poi fa l’affondo sull’inesistenza dell’atto fraudolento che è il reato. Se non dimostri che il singolo sorteggio per la singola partita di cui al capo d’imputazione, non può esserci reato. «Il pm aveva le idee chiare - dice il legale viola -, ma ha cercato di confondercele con la coltre di neve: cerca di dimostrare la condotta fraudolenta, lo mette in relazione al condizionamento delle griglie. E’ questo l’atto, secondo lui: il pm sa bene che non basta la direzione, essere volti alla combine, serve l’atto concreto. Eccolo il fatto sotto la coltre di neve: per loro era possibile pilotare i sorteggi. Ricordate le sfere: ma dove si manipolano le sfere? Doveva dimostrarlo, però, il pm che quel sorteggio di Chievo-Fiorentina: dov’è la prova che per quello specifico sorteggio, quella data con quelle modalità sia stato alterato. Senza quella prova, voi non potete condannare per quel capo d’imputazione. La mera segnalazione non integra l’atto fraudolento. La semplice istigazione, sotto forma di segnalazione, non costituisce reato».

CRAXI E PALLINE Furgiuele cita la sentenza Craxi sull’istigazione concreta della violazione di una regola, della commissione di un reato. «Se io non istigo ad una condotta punibile, non posso essere punito per questo. E allora, se io non so come il designatore agirà per frodare con le palline, non commetto alcun reato. Non c’è reato se anche chiedo un arbitro migliore possibile, il reato non c’è se manca il dolo specifico di una gara alterata in effetti (quello che poi decisero i giudici sportivi, ndr). E chi argomentasse così un tema all’esame in magistratura, avrebbe un buon voto».

PM SUGESTION Furgiuele alleggerisce l'arringa con qualche battuta: "Io il calcio non lo conosco proprio, il fuorigioco un mistero proprio. Zoff lo sapevo chi fosse, Di Livio proprio no. Galliani, mi pare fosse il presidente del Milan, poi ho capito la differenza tra Lega e Figc. Ma qui ho dovuto capire: vedo che l'ostacolo alla Fiorentina era addirittura di tipo mafioso, qui a Napoli c'è sempre un eccesso di utilizzare la logica mafiosa. La Fiorentina deve venire a patti, secondo i pm, per salvarsi: o ci si adatta al "sistema", come si dice nei processi di camorra e mafia, o si fa una brutta fine. Ma questa struttura è indispensabile per l'accusa: senza questo cemento, gli indizi scarni non si reggono. Il pm è molto più bravo di quanto non dimostri: dissemina fiocchi di neve, ma lui sa bene che è difficile qui trovare i reati. Sa che è difficile e allora suggestiona: interpreta conversazioni suggestive, ma l'ipotesi non esiste. Qui hanno deposto Abete e Carraro e quanto al contrasto politico tra loro con Della Valle a fare le spese della lotta politica per Lega e Figc: c'era il patto della staffetta, l'accordo era stato trovato a febbraio 2005, qui l'operazione salvataggio parte a fine aprile inizio maggio. Era un problema risolto". La Fiorentina si lamentava, lo faceva pubblicamente, argomenta l'avvocato. "Ma a differenza di altri, lo facevano pubblicamente: ma era una regola rivolgersi ai designatori. Avete sentito Carraro quando dice: tutti i presidenti mi chiamavano per protestare, era una processione. Ma non i dirigenti della Fiorentina: c'è un'intercettazione chiara tra Diego Della Valle e Bergamo e gli dice "io non l'ho mai chiamata, non sapevo neanche che si potesse fare". Quasi si scusa di non aver chiamato. Mi si dice chiama, e io chiamo. Ponetelo in confronto a ciò che ha descritto Carraro sugli altri dirigenti".

ATTACCO AD AURICCHIO Suggeriscono «Ma che strano: non c’è intercettazione ambientale: coi potenti mezzi spesi per chiesta inchiesta, imppossibile intercettare cosa si dissero Bergamo e Della Valle nel pranzo a Villa La Massa. O intercettazione ci fu, ma non era interessante? E’ singolare: si intercetta tutto, ogni sciocchezza e laddove si stringe il patto no! E’ una stranezza davvero singolare. Eppure avevano, i carabinieri, preparato l’appostamento, coi fotografi a scattare tra le siepi. E allora quale è la svolta eclatante dopo l’incontro del 14 maggio, è sabato: il giorno dopo Fiorentina-Atalanta, i bergamaschi quasi retrocessi. Ci si aspetterebbe un aiuto: invece, 0-0 in casa ed è una gara non pilotata per i pm stessi. Dicono che non c’era il tempo per attuare il piano: era sabato alle 14... E allora andiamo a vedere i risultati che parlano subito dopo: sette giorni dopo l’incontro di Villa La Massa, il 22 maggio 2005 c’è Lazio-Fiorentina, il tempo per sistemare le cose. Andate a guardare l’errore di Rosetti per il mani non fischiato a Zauri: rigore ed espulsione non data dopo 20'. Ebbene questa partita è quella dove si verifica uno dei più grossi danni per la Fiorentina: arbitraggio scandaloso. Lo avevano visto tutti: succede di tutto di più. Sono passati sette giorni dall’accordo...

ABETE PURE «E Rosetti viene qui a dire - prosegue Furgiuele -: mi sono sbagliato, c’era il rigore. E nella ripresa non ha mica favorito la Fiorentina, ammette di aver danneggiato i viola e l’unico monito a Rosetti tra primo e secondo tempo non ha effetto. La ripresa si chiude senza favori, anzi. Lo ripete Consolo, l’assistente arbitrale, lo ha detto Abete in udienza e parlò con Mazzini proprio lamentando il danno grave di quell’errore commesso da Rosetti. E lo ripetono pure Di Livio, Zoff. Tutto a distanza di sette giorni dall’incontro di Villa La Massa. C’è stato qualcosa di anomalo, ma ai danni della Fiorentina. E allora qualcosa non funziona nella tesi accusatoria». Passa all’ultmo turno: sono passati 15 giorni dall’incontro di Villa La Massa. C’è Fiorentina-Brescia, la gara determinante: se non vince è in B, la squadra viola. Se la tesi dei pm fosse corretta, il designatore avrebbe dovuto mandargli l’arbitro più pilotabile possibile. Vi ricordate chi è l’arbitro? Collina, gara senza discussione, Collina persona non condizionabile. Si dice allora: Lecce-Parma, ma quella era un’altra condizione, senza la vittoria della Fiorentina non c’è combine. E Fiorentina-Brescia non è indagata come gara. Collina, notoriamente imparziale, è stato sentito qui: non c’è bisogno neanche di dirlo. Ma che operazione salvataggio è questa di cui parla l’accusa: è solo un’ipotesi contrastata dai fatti. 21 aprile - 29 maggio: sei gare della Fiorentina in cui vediamo per tre gare nessun condizionamento a favore (Bologna-Fiorentina 0-0, Fiorentina-Atalanta 0-0, Fiorentina-Brescia 3-0 senza discussione); per due gare ci sono stati torti arbitrali che hanno sfavorito palesemente la Fiorentina (Fiorentina-Milan 0-1 e Lazio-Fiorentina 1-1), l‘unica gara con favori sarebbe stata Chievo-Fiorentina senza però episodi eclatanti. Al di là delle chiacchiere, delle millanterie la realtà è che non c’è stata nessuna Operazione Salvataggio della Fiorentina: i favoritismi c’erano solo nelle chiacchiere di intercettazioni interpretate ad uso dell’accusa.

MORESCHOCK - L’udienza dopo l’arringa di Furgiuele riprende dopo una brev pausa. La giudice Casoria dà atto di una lettera dell’avvocato difensore di Bergamo, Fazi e Fabiani, Silvia Morescanti, in cui si lamenta che la mancata sospensione delle udienze, attesa la gravidanza a rischio del legale dei tre, costituirebbe un grave danno al diritto di difesa degli imputati. Risponde piccata la Casoria, che conferma la nomina dell’avvocato di Moggi, Prioreschi («che conosce meglio di tutti gli atti del processo») e vuole andare avanti, ribadendo l’appuntamento per le discussioni delle tre posizioni in capo alla Morescanti per la fine del processo, tra fine settembre e inizio ottobre.

NON VOLEVANO CAPIRE - L’avvocato Picca prende la telefonata della venuta a Canossa dei Della Valle e la stravolge, letteralmente: era uno dei capisaldi dell’accusa eccola riletta. «Perché è sulle parole di queste intercettazioni che si gioca questo processo, dove altre prove non ci sono». Dice Giraudo nella telefonata con Mazzini: «Non sono Lotito questi, perderli come pagatori in serie A mi dispiacerebbe, questi i soldi ce l’hanno davvero». «Vedi come fargliela pesa’», dice Mazzini, insomma venditi il tuo discorso. «Io non so cosa fare», gli risponde Giraudo. Solo chi non vuole leggere non capisce questo passaggio: discutono di griglie, di arbitri amici, di palline nel sorteggio? Solo chi non vuole leggere non legge questa frase: «Devono fare la partita come fosse la finale di coppa del mondo». E avere il «fischiettatore giusto, uno come Collina». «Lui è una garanzia».

IL CONTESTO - Poi Picca va su Fiorentina-Milan, il Milan duella con la Juve, una partita dopo ci sarà il big match. «C’è anche traccia nei tabellini usati dall’Auricchio: c’è un errore a favore del Milan, il difensore del Milan, Nesta, compie fallo da ultimo uomo. Niente espulsione e lo ammonisce. Della Valle e Moggi, il 2 maggio parlano il giorno dopo Fiorentina-Milan, c’è un’ulteriore smentita dell’accusa. A ciascuno interessa: Moggi dice abbiamo fatto casino per voi, perché la Juve è arrabbiata perché l’errore favorisce i rivali del Milan, e dice a Della Valle “voi lamentatevi per conto vostro”. E non per “avere vantaggi, ma per non avere svantaggi”. Voi trovate clandestinità, sorteggi da pilotare, condizionamenti degli arbitri? No, il contenuto è chiaro se lo contestualizzate.

I PROTAGONISTI - Picca va sui protagonisti. Telefonata tra Nassi e Mazzini del 6 maggio, ci dovrebbe essere già l’intesa dei sodali, qui. «Sarebbe l’ideale se andassero in serie B, visto le dichiarazioni contro gli arbitri»: ma se è un sodale - argomenta Picca - a che gioco gioca? Si va in direzione opposta: smentisce le tesi dell’accusa, visto che Mazzini ha un ruolo centrale in quel salvataggio.

PARZIAL-AURICCHIO - «L’operazione che fa la pubblica accusa è chiara. Passo da Kafka ad Auricchio: operazione perfetta la sequenza parziale e parcellizzata fatta da Auricchio. Solo chi non la vuole leggere la telefonata e trasforma le parole: attenzione, c’è un passaggio chiaro in questa telefonata tra Mencucci e Mazzini, «non vogliamo di più o di meno» e la risposta di Mazzini «hai attaccato gli arbitri, non gli siete simpatici». In questa telefonata del 21 aprile ci sono prospettate alterazioni? No. Operazione della procura fallita in partenza: non ci sono condotte fraudolente. C’è anche la telefonata in cui Mazzini e Mencucci parlano di Bertini, «un grande vero» secondo Mazzini, ma «noi ci abbiamo sempre perso» dice il dirigente viola, «ma per la statistica magari si vince alla prossima». Per la statistica.

NON AURICCHIATE - Picca prosegue: «Mi auguro che il tribunale non compia un’operazione alla Auricchio: Mazzini ricostruisce un contenuto opposto della telefonata con Giraudo. A Mencucci ribalta il senso della chiamata: questa è una smentita di quanto sostiene l’accusa... Leggetele bene e mettetele in relazione le telefonate. Mazzini proietta e traduce le sue proiezioni in chiacchiere. Insomma: non ci siamo con il contesto e non ci siamo coi protagonisti».

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #9 on: 07/13/11, 01:27 »
Legali Della Valle e De Santis: 'Non ci sono prove'

Le arringhe degli avvocati difensori protagoniste nell´udienza durata oltre dieci ore del processo a Calciopoli in corso a Napoli. Oggi hanno preso la parola i legali dei dirigenti della Fiorentina Andrea e Diego Della Valle e dell´ad Sandro Mencucci e dell´ex arbitro Massimo De Santis considerato il perno della cosiddetta combriccola romana. Gli avvocati della Fiorentina Alfonso Forgiuele e Francesco Picca hanno respinto l´accusa di frode sportiva contestata dai pm di Napoli: "Al di là delle chiacchiere e delle millanterie nelle conversazioni, la verità - hanno spiegato - è che non c´è la prova di un´operazione salvataggio in favore della Fiorentina ma solo indizi". Per tali motivi i legali hanno chiesto l´assoluzione per tutti gli imputati per i quali l´accusa ha chiesto da un anno e otto mesi a due anni di reclusione. Anche l´avvocato Paolo Gallinelli, difensore di De Santis, ha attaccato frontalmente l´impianto accusatorio costruito "solo su indizi che confermano l´ipotesi accusatoria scartando quelli poco funzionali" chiedendo l´assoluzione per tutti i capi di imputazione. Martedì 19 luglio è in programma l´ultima udienza prima dello stop estivo.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #10 on: 07/13/11, 15:57 »
Calciopoli: la Fiorentina si difende, ''nessuna prova''

Ben 10 ore di udienza hanno caratterizzato la giornata di ieri nel processo di Napoli, cinque delle quali servono ai legali della Fiorentina (Furgiuele e Picca) per la difesa dei Della Valle. Ecco quel che riporta il Corriere dello Sport delle parole degli avvocati dei proprietari della Fiorentina :

« FIORENTINA INNOCENTE » - Si parte con i legali di Andrea e Diego Del­la Valle, i protagonisti del mattino, che incentrano l’arringa su una constatazione: «Trovatemi una sola riga dalla quale si evincono atteg­giamenti degli arbitri a favore del salvataggio della Fiorentina. Non c’è prova di reato. Le partite che va­levano la salvezza erano sette, ma Au­ricchio ha investiga­to solo su Lecce-Par­ma, le altre, come ha detto nella sua depo­sizione, non le ha neppure viste » . E’ l’alba d’una udienza che diviene prima in­candescente, poi interminabile, e che Forgiuele e Picca concentrano «sulle chiacchiere e le millanterie delle conversazioni, nelle quali emerge una sola verità: non c'è la prova di un'operazione salvataggio in favore della Fiorentina ma solo indizi » . Il riassunto delle partite « sotto osservazione » comprende Chievo- Fiorentina ( 1- 2) e Lecce-Parma 3- 3 ( stagione 2004- 2005), ma la madre di tutte le topiche è in Lazio- Fiorentina, con l’errore di Rosetti che non vede il mani sulla linea bianca di Zauri. «La Fiorenti­na non ha fatto altro che chiedere arbitri migliori a garanzia della re­golarità dell’evento sportivo. I Del­la Valle temevano che altri potes­sero ricorrere alla corruzione spor­tiva e si lamentano di decisioni pe­nalizzanti per loro e favorevoli ad altri » .

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #11 on: 07/13/11, 15:59 »
Idee a centrocampo: c'è anche Lazzari. E se Monto resta...

BEL GIRO di facce nuove nel centrocampo viola — per ora nei titoli dei giornali — e strategie sottotraccia per la gestione delle risorse. La prima porta verso la conferma di Montolivo, che per scherzo o concretissima intenzione è stato messo di fronte alla prospettiva di lavoro per i prossimi undici mesi: dovrà giocarsi il posto per diventare il regista titolare davanti alla difesa viola. Una sterzata che può cambiare i piani, una mossa che può non essere solo simbolica, strategica, studiata per forzare la mano al calciatore. L’idea di Montolivo «regista a fine contratto» è una orgogliosa scommessa che porta con sé percentuali di rischio e segnali di stabilità societaria. Può essere un autogol economico in tempi di speculazione globale, ma anche un modo per rivendicare la forza della proprietà in tempi di crisi. Se c’è un contratto deve essere rispettato, anche se i bilanci arrossiscono? In assenza di offerte dignitose forse sì.
IL FUTURO di Montolivo è quindi inchiodato a Firenze. Per ora, bisognerebbe forse aggiungere perché il mercato è territorio di abilissimi mercanti e straordinari furbetti pronti a saltar fuori al momento giusto; da qui al 31 agosto molte cose potrebbero cambiare, ma la sensazione netta è che per gestire il caso la Fiorentina abbia scelto la linea dura, un’autostrada che porta a diritto verso la rinuncia economica in nome dei principi. Una posizione che potrà cambiare di fronte a super offerte, per ora francamente improbabili e in arrivo forse solo nell’ultima fase del mercato.
Corvino segue nel frattempo con interesse Andrea Lazzari, mancino del Cagliari che un anno fa veniva valutato 10 milioni da Cellino. Spiegazione: il trasloco di Allegri sulla panchina del Milan autorizzava il giocatore e il presidente del Cagliari a sperare in una supervalutazione milanista. Niente da fare invece, e un anno difficile per il mancino di talento, seguito con grande accumulo di dati da Corvino. La chiamata in azzurro di Prandelli, un gol contro la Roma nella seconda giornata e poi una continuità fragilissima, almeno fino ai due assist per Matri nella vittoria per 4-2 contro la Juve. Fino al calo nella seconda fase del campionato, forse per assenza di motivazioni e delusione per il mancato trasloco a Milanello.
L’INTERESSE di Corvino per i centrocampisti è confermato dall’offerta presentata per Aquilani, che continua a essere fra i primi obiettivi. La trattativa è concreta, ma come per le altre resta legata alle cessioni viola. Vargas piace al Liverpool, che però è orientato a rientrare cash per Aquilani, pagato 20 milioni due anni fa. In realtà il giocatore peruviano sembra, fra tutti, quello che può pordare la maggior quantità di soldi freschi nelle casse viola.
Restano attuali i nome del giovane congolese Mulumbu (West Bromwich), dei due brasiliani Paulinho e Arouca, il napoletano Gargano e del genoano Kharja. Altri ne arriveranno. In attesa dei colpi veri.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #12 on: 07/13/11, 16:04 »
Calciopoli: l'arringa della difesa dei Della Valle, 'Nessuna prova'

Un durissimo attacco a tutto l’impianto accusatorio e, in particolar modo, nei confronti del tenente colonnello Attilio Auricchio, responsabile dell’indagine denominata off-side che portò al processo di Calciopoli. Nelle aule del tribunale di Napoli, Francesco Picca e Alfonso Furgiuele, legali dei fratelli Della Valle, davanti al giudice Casoria hanno cercato di smontare punto per punto la tesi accusatoria dei pm, in attesa della prima sentenza che arriverà solo prossimo settembre. Un dibattimento serrato riportato dal Corriere Fiorentino quindi il finale con la richiesta di assoluzione per i Della Valle e per Sandro Mencucci (l’accusa invece aveva chiesto a inizio giugno 2 anni di reclusione per Diego, 1 e 10 mesi per il fratello Andrea e 1 un anno e 8 mesi per l’Ad) in attesa dei prossimi passi del processo che proseguirà spedito dopo che la richiesta di ricusazione del giudice Casoria avanzata dai pm è stata respinta. L’ultima udienza il 19 luglio, poi la pausa estiva fino al 20 settembre.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #13 on: 07/13/11, 16:10 »
Calciopoli, la difesa: ''Fiorentina non ha mai chiesto favori''

L’operazione salvataggio della Fiorentina, il patto col diavolo ipotizzato dall’accusa, non era tale. Perché non ci fu «dolo specifico» , la società viola «chiedeva solo parità di trattamento» , e su «griglie, sorteggi e arbitro manca la condotta fraudolenta» . E’ stato il turno degli avvocati di Andrea e Diego Della Valle, e di Sandro Mencucci, i dirigenti viola imputati, al processo penale di calciopoli. Un’udienza record, dieci ore e passa di parole con due brevi interruzioni panino e un finale riempito dalla difesa dell’arbitro De Santis con l’avvocato Paolo Gallinelli che ha collocato la genesi dell’inchiesta addirittura al 2001, «quando si incontrarono alla Saras, Moratti, Facchetti e Giuliano Tavaroli per un incarico illecito, un’attività di monitoraggio di Moggi, De Santis e altri tesserati» . Per Gallinelli, calciopoli viene da lontano e De Santis è stato «usato come grimaldello per colpire Moggi» . Manca la prova Gli avvocati della Fiorentina si sono divisi i compiti. Il professor Alfonso Furgiuele, citando pure Moravia e Kafka, ha scandagliato la giurisprudenza della legge sull’illecito sportivo sottolineando che «non basta il comportamento volto a....» , ma serve «una condotta intrinsecamente fraudolenta» . Come inquadrare allora quello che per i pm è un venire a patti con la «cupola» di Moggi? «La Fiorentina si lamentava pubblicamente, non di nascosto, come altri. E nella telefonata del 2 maggio, chiamando il designatore Bergamo, Della Valle quasi si scusa: dice "non pensavo di poterla chiamare» . Lotito inattendibile L’avvocato Francesco Picca insiste sull’assenza di «prova» : «Perderli come pagatori in serie A mi dispiacerebbe» , dice Giraudo a Mazzini. "Vedi come fargliela pesa’", risponde l’ex vicepresidente federale. E Giraudo risponde: "Non so cosa fare". Aggiungendo: «Devono fare la partita come se fosse la finale di Coppa del Mondo". Come vedete non si parla di palline da truccare, di griglie o di arbitri» . Gli avvocati si chiedono polemicamente perché «non ci fu intercettazione ambientale del pranzo Della Valle-Bergamo? O ci fu ma fu giudicata non interessante? E cosa succede dopo quel pranzo? Uno 0-0 con l’Atalanta e una gara che per gli stessi pm non è pilotata» . Picca cita anche le famose parole in cui Lotito, parlando con Mazzini, cita «una proposta da bandito» che fa pensare a Lazio-Fiorentina. «Lotito parlava malissimo di Della Valle che chiese un parere a uno studio legale che dava torto a Lotito su una questione fiscale. Con questi rapporti è ipotizzabile una proposta?» . Per Picca no, vista l’ «inattendibilità di Lotito» nel contesto. Nucini ispiratore Tocca poi a Gallinelli per De Santis. L’avvocato insiste sulle telefonate «scartate» perché «smontavano l’ipotesi accusatoria. E il teorema delle ammonizioni "mirate"è frutto di impressioni riferite a Facchetti Il legale di De Santis: «Scartate intercettazioni in contrasto con le tesi dell’accusa» da Nucini» . Poi il legale contesta le modalità con cui gli inquirenti hanno attribuito la scheda svizzera a De Santis: «Il 13 febbraio 2005 parte una chiamata da una cella italiana con De Santis all’estero» . Calendario Martedì prossimo l’ultimo round prima della pausa estiva. Alla ripresa, le altre arringhe e la controreplica del pm Stefano Capuano.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #14 on: 07/13/11, 19:58 »
Calciopoli, DDV: ''Dobbiamo riflettere''

L’ACF Fiorentina assiste con viva preoccupazione agli sviluppi delle polemiche sullo scandalo che cinque anni fa ha sconvolto il calcio italiano, minandone la credibilità. Si è progressivamente ricreato, nelle ultime settimane, un clima avvelenato che rischia di provocare nuove tensioni fra le tifoserie. Bisogna fermarsi e riflettere. E’ arrivato il momento di ricreare le condizioni perché si possa portare a compimento, prima dell’inizio del prossimo campionato, un’opera di pacificazione fra le società e fra le tifoserie, che stemperi le tensioni e aiuti a recuperare i valori di etica sportiva e sana competizione in grado di restituire al calcio la sua funzione di svago e divertimento.Perché ciò si possa realizzare, va fatta subito chiarezza su quanto è successo nell’estate del 2006, anche alla luce delle novità emerse dal processo di Napoli e dal supplemento di indagine svolto dal procuratore federale, dottor Palazzi. E’ necessario che venga spiegato a tutti perché migliaia di telefonate, utili nel loro insieme a precisare il quadro della situazione, siano state accantonate dagli inquirenti, in particolare dal colonnello Auricchio, titolare dell’indagineL’ACF Fiorentina chiede con determinazione che il colonnello Auricchio, principale responsabile delle lacune e delle distorsioni emerse, spieghi immediatamente perché allora vennero prese certe decisioni e chi era al corrente delle decisioni prese. E in particolare perché venne selezionato il materiale probatorio a disposizione, ignorandone una parte consistente e rinunciando ad altri approfondimenti possibili e opportuni. E’ fondamentale anche sapere se i Pm Beatrice e Narducci fossero tenuti all’oscuro delle intercettazioni arbitrariamente considerate irrilevanti. E se i responsabili di allora del funzionamento della Federcalcio, il commissario straordinario Guido Rossi e gli organi di giustizia sportiva da lui nominati, fossero informati di una trasmissione solo parziale degli atti messi a loro disposizione.L’ACF Fiorentina propone che, una volta ottenute queste spiegazioni, i presidenti di tutte le società interessate, direttamente o indirettamente, si siedano intorno a un tavolo, si confrontino a viso aperto e chiudano definitivamente questa questione con chiarezza e onestà reciproca e prima dell’inizio della prossima stagione sportiva. Il calcio italiano non può permettersi di ripartire senza aver preso alcuna decisione e senza aver rasserenato l’ambiente.L’ACF Fiorentina, che ha sempre ritenuto del tutto inaccettabile e lesiva dei principi di moralità che hanno sempre ispirato le azioni della società quella sentenza che da vittima di un sistema inquinato la trasformò in colpevole, ritiene che le risposte sulle modalità delle indagini e il chiarimento fra i dirigenti dei club siano dovuti anche per rispetto dei propri tifosi e dei tifosi di tutte le altre squadre che devono tornare allo stadio con animi sereni e convinti di non aver subito nessuna ingiustizia.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #15 on: 07/14/11, 14:11 »
Della Valle attacca su calciopoli: ''Vogliamo giustizia''

PAROLE DI FUOCO in velluto viola attraverso una lettera aperta della Fiorentina. Garbo, ma anche fermezza e un appello alla giustizia, finalmente completa e definitiva sul filo aggrovigliato e lungo cinque anni di Calciopoli ora che, man mano che si sciolgono i nodi, le accuse mostrano più di una crepa attraverso modalità d’indagine frettolose e incomplete.
LA FIORENTINA, sul banco degli imputati al processo di Napoli con i fratelli Della Valle e l’ad Mencucci, scrive una lunga lettera aperta sulla vicenda con un incipit che richiama la recente relazione di Palazzi su Calciopoli 2: «Si è progressivamente ricreato un clima avvelenato che rischia di provocare nuove tensioni fra le tifoserie. Bisogna fermarsi e riflettere», si legge, prima di entrare nel primo passaggio che vira sull’inchiesta archiviata dalla procura federale: «Va fatta subito chiarezza su quanto è successo nell’estate del 2006, anche alla luce delle novità emerse dal processo di Napoli e dal supplemento di indagine svolto dal procuratore federale, dottor Palazzi. E’ necessario che venga spiegato a tutti perché migliaia di telefonate, utili nel loro insieme a precisare il quadro della situazione, siano state accantonate dagli inquirenti».
IL SECONDO passaggio è una sorta di appello-j’accuse a chi fu a capo dell’ indagine ‘Off side’, il colonnello Auricchio, nel 2006 maggiore dei carabinieri: «La Fiorentina chiede con determinazione che il colonnello Auricchio, principale responsabile delle lacune e delle distorsioni emerse, spieghi immediatamente perché allora vennero prese certe decisioni e chi ne era al corrente. E in particolare perché venne selezionato il materiale probatorio ignorandone una parte consistente e rinunciando ad altri approfondimenti possibili e opportuni. E’ fondamentale anche sapere se i pm Beatrice e Narducci fossero tenuti all’oscuro delle intercettazioni arbitrariamente considerate irrilevanti».
I DIRIGENTI viola chiedono anche se la Figc, all’epoca, fu informata di questo modus operandi e propongono un tavolo ai presidenti di tutte le società per confrontarsi e chiudere definitivamente la vicenda Calciopoli che vide la Fiorentina trasformarsi «da vittima di un sistema inquinato in colpevole».

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