Author Topic: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero  (Read 11850 times)

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #24 on: 07/22/11, 19:58 »
Ulivieri: ''Della Valle ha ragione, ma Moratti...''

A Radio Blu interviene Renzo Ulivieri, presidente dell'Assocalciatori: "Credo sia difficile un chirimento tra Della Valle e Moratti perché le prese di posizione sono nette. Credo che comunque abbia ragione Della Valle quando dice di sedersi ad un tavolo per uscire da Calciopoli. E' un atteggiamento serio e chiaro, anche se questo potrebbe costare la Champions all'Inter, quindi la scelta di Moratti è capibile. Ci vorrebbe un atto di responsabilità da parte di tutti i presidenti di Serie A. Credo che l'invito della Fiorentina andrebbe colto da tutti. I cori di Mandorlini? Credo che sia stata veramente una goliardata, ma ha sbagliato perché sul razzismo non si scherza. La Fiorentina sta dimostrando ancora una volta in sede di calciomercato di essere una società seria tenendo sempre un occhio al bilancio in un momento molto particolare per l'Italia".

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #25 on: 07/22/11, 20:02 »
Abete su Calciopoli: ''Disponibile per ogni approfondimento''

La Federazione guarda con attenzione a tutte le iniziative utili a ritrovare un clima di serenità tra le società di Serie A e conferma la propria disponibilità a essere parte attiva per un chiarimento tra i Club, con l'obiettivo di favorire - nell'interesse comune - un sereno avvio del prossimo campionato. Sono questi i contenuti principali di una lettera che il presidente della Figc Giancarlo Abete ha inviato oggi al presidente della Lega professionisti di Serie A, Maurizio Beretta. L'iniziativa del numero uno della Figc muove dall'evolversi del dibattito e della dialettica tra le dirigenze societarie dopo le decisioni del Consiglio Federale in merito all'esposto della Juventus sullo scudetto del 2006 e, in particolare, dalla proposta del patron della Fiorentina Diego Della Valle per un confronto aperto sul dopo-Calciopoli. "Restano ovviamente fermi e impregiudicati - sottolinea Abete - i diritti dei Club che, insoddisfatti dall'esito e dalle recenti decisioni del Consiglio Federale, sceglieranno di assumere iniziative in sedi diverse. Ma la Figc intende rappresentare formalmente la propria posizione e per questo - scrive Abete nella lettera inviata a Beretta - rimango disponibile per ogni opportuno approfondimento".

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #26 on: 07/23/11, 15:08 »
Calciopoli, Abete spalanca le porte ai club

Per ospitare il tavolo della pace i saloni della Federazione sono aperti. Giancarlo Abete questa volta ha voluto affidarsi a un atto ufficia­le: una lettera su carta intestata Figc, firma in calce e destinatario «istituzionale», il presidente della Lega, Maurizio Beretta (che ha immediata­mente dato seguito all’iniziativa inviando a sua volta 20 lettere ai presidenti della A). Il primo in­tervento di Diego Della Valle aveva suscitato il suo interesse; il secondo, quello di giovedì sera, lo ha convinto che bisognava fare un «passo», av­viare una iniziativa concreta, «politica». Lo ave­va spiegato nella conferenza stampa che aveva fatto seguito al Consiglio Federale dello scorso 18 luglio, quello sull’esposto della Juventus per la revoca dello scudetto del 2006: «Sono interessa­to a tutte le iniziative che vanno nel segno della pacificazione. Però mi pare che tra i club non vi sia una grande volontà di pacificazione».Una impressione che nel presidente federale si è con­solidata ieri dopo la lettura delle dichiarazioni di Massimo Moratti in risposta a Diego Della Valle. Ma questi percorsi sono spesso contorti e fatico­si e, comunque, il presidente federale non può far finta di nulla e voltarsi dall’altra parte.

SIGNIFICATO -Dopo aver valutato con attenzione l’intervento del presidente onorario della Fioren­tina, Abete ha analizzato la situazione con i suoi collaboratori spiegando che bisognava dare un seguito a quel che era stato detto nel Consiglio Federale del 18 luglio e in interventi successivi. A quel punto, il presidente ha preso carta e pen­na e scritto a Beretta sottolineando che «la Fede­razione guarda con attenzione a tutte le iniziati­ve utili a ritrovare un clima di serenità tra le So­cietà di Serie A»confermando «la propria dispo­nibilità a essere parte attiva per un chiarimento tra i Club, con l’obiettivo di favorire, nell’interes­se comune, un sereno avvio del prossimo campio­nato ».Un assist per il presidente di Lega che ha immediatamente replicato investendo della que­stione i capi delle società e mettendo in rilievo la «disponibilità in qualunque momento per ogni iniziativa e approfondimento che i Club decides­sero di condividere»perché è «un valore l’obiet­tivo di favorire la massima serenità all’avvio del prossimo campionato». Ora si tratta di attendere le risposte dei club. Abete, che naviga nell’ocea­no del pallone da più tempo di Beretta, sa che Calciopoli è un capitolo ancora ricco di potenzia­lità polemiche e veleni verbali. Le accentuazioni dialettiche che hanno accompagnato il ricorso bianconero ne sono una conferma. E lui è finito nel fuoco delle polemiche perché tutti hanno sca­ricato su di lui attese, speranze, anche desideri di rivalsa. La scelta compiuta a proposito del ricor­so juventino (la prescrizione scattata sulle telefo­dinate che riguardano l’Inter, la dichiarazione di non competenza) non è servita a chiudere Calcio­poli, né a rasserenare gli animi.

NIENTE SCAMBI -Bisogna provare a percorrere una strada diversa. Ai collaboratori Abete ha fatto ca­pire che l’iniziativa deve vivere di vita propria, non essere vista come merce di scambio: noi fac­ciamo un tavolo e voi rinunciate alle iniziative le­gali. L’iniziativa deve avere una sua «purezza»: l’organizzazione di un «tavolo della pace» dovrà avvenire a prescindere dalle scelte dei singoli club che continueranno, se lo vorranno, a tutelar­si nelle sedi ritenute più opportune (un discorso che riguarda in particolare la Juventus che vuo­le attivare i tribunali nazionali e internazionali). Ai suoi collaboratori Abete ha detto: «Vorrei an­dare avanti ma non posso farlo da solo». I com­pagni di viaggio forse glieli troverà la Lega.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #27 on: 07/23/11, 16:58 »
Cellino e Calciopoli: ''Non c'è nulla da chiarire''

Massimo Cellino, presidente del Cagliari, risponde così alla proposta di Diego Della Valle in merito ad un confronto dopo Calciopoli: "La verità ognuno di noi se la porta nella propria coscienza. Il chiarimento c’è stato e chiunque è stato nel calcio sa come andavano le cose in quegli anni. Non c’è nulla da chiarire. Conosco DDV, è un patrimonio del calcio italiano. All’epoca gli furono scaraventate addosso accuse decisamente sproporzionate e lui ha vissuto quella fase con crescente disagio. Per quanto mi riguarda DDV è una persona per bene. Il resto non mi interessa”.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #28 on: 07/23/11, 23:50 »
Ddv: ''Le parole di Moratti? Non rispondo''

Soddisfazione per la disponibilità manifestata dal presidente federale Giancarlo Abete verso la proposta di organizzare un tavolo pacificatore e di confronto su Calciopoli fra tutti i club, pausa di riflessione invece davanti alla posizione di chiusura da parte del presidente dell'Inter Massimo Moratti: è quanto fanno sapere Diego Della Valle e la Fiorentina protagonisti nell'ultima settimana di iniziative per invocare chiarezza sullo scandalo che ha scosso il calcio italiano nel 2006. Il proprietario del club viola ha preso atto di quanto dichiarato da Moratti, invitato con una lettera aperta due giorni fa a sedersi ad un tavolo insieme a lui per spiegare e chiarire.

NO COMMENT - Davanti alla risposta negativa del presidente nerazzurro al suo invito Diego Della Valle ha deciso di non rispondere a caldo, riservandosi un momento di riflessione "per non alimentare altre tensioni". Ma una risposta arriverà di sicuro entro i primi della prossima settimana. Nel frattempo Della Valle e la Fiorentina apprezzano l'iniziativa di Abete che sposa la loro richiesta di chiarimento e di un tavolo pacificatore: quel che chiedono il club viola e il suo proprietario è di organizzare questo confronto prima possibile, perchè l'obiettivo - come ribadito nei comunicati diramati giorni fa - è iniziare il nuovo campionato "con la certezza di aver messo una pietra sopra Calciopoli, riportando serenità tra i club e le tifoserIe e più fiducia nella gente verso il calcio e la giustizia sportiva". A questo tavolo sono invitate tutte le società coinvolte cinque anni fa ma pure quelle, come Cagliari, Udinese, Chievo e anche Inter, che il procuratore Palazzi nella sua recente relazione ha chiamato in causa contestando, seppur in prescrizione, la violazione degli articoli 1 e 6. Non solo: Diego Della Valle e la Fiorentina si aspettano da questo chiarimento, a cui ha dato l'adesione il presidente federale, anche delucidazioni da chi era allora preposto alle indagini, a iniziare dal colonnello Auricchio, ma anche dall'allora commissario della Figc Guido Rossi e dagli organi della giustizia sportiva "per sapere se erano a conoscenza di tutti gli elementi probatori".

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #29 on: 07/24/11, 15:17 »
DDV promuove le parole di Abete

Diego Della Valle non si arrende al no di Massimo Moratti, il tavolo si farà, per far chiarezza su Calciopoli e i suoi effetti. L'ex patron ha apprezzato le parole di Abete a favore della proposta e chiama a parteciparvi tutte le squadre coinvolte, anche marginalmente, nella relazio di Palazzi, come Chievo, Cagliari e Udinese, inoltre viene chiesto con forza al titolare dell’inchiesta Auricchio, ancora una volta, di chiarire perché ha utilizzato il materiale probatorio escluden­done però una parte. A riportarlo è il Corriere dello Sport Stadio.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #30 on: 07/24/11, 16:41 »
Zamparini: ''Non mi siederò al tavolo con DDV''

Maurizio Zamparini, contattato da Sky Sport 24, rimanda al mittente l'invito del patron della Fiorentina, Diego Della Valle, a un tavolo ''pacificatore'' sulla questione calciopoli.
Queste le parole del presidente rosa-nero: "Le società medio-piccole sono state vittime per 15 anni di questo sistema, cosa devono sedersi a fare? Io non mi siedo da nessuna parte. Le negatività vanno allontanate, il nostro è un Paese strano, si tiene in piedi una svolta dolorosa per il nostro calcio e per le società, tra cui la mia, che hanno subito quel sistema anzichè pensare a come migliorare le cose. Al massimo ci si può sedere a un tavolo per migliorare l'organizzazione del calcio, farlo per demagogia non serve a nulla". A Zamparini non interessa nemmeno la questione dello scudetto 2006: "se una cosa è prescritta è prescritta. Prescrizione significa che il reato non esiste più, non si può dire contemporaneamente che uno è prescritto ed è un ladro".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=82676

Beretta: «Domani parleremo della proposta Ddv»

«LA PROPOSTA di Diego Della Valle ha un valore di per sè, che cresce notevolmente se guardiamo alle esigenze presenti e future della Lega di A». La lettura del numero uno della Confindustria Maurizio Beretta sul ‘tavolo di pacificazione’ proposto dal numero uno della Fiorentina, è un riflesso che rimbalza sui grandi temi dei club di Serie A. Beretta ha scritto ai presidenti sollecitandone l’opinione sulla proposta del numero uno viola e già domani, in occasione della compilazione dei calendari del prossimo campionato: «Ne parleremo a margine, per capire quali sono le prime reazioni alle lettere di Abete e Della Valle. L’idea di ripartire con il campionato all’insegna di un clima sereno è ampiamente condivisibile».
Beretta ha colto l’idea di Della Valle nella chiave di lettura il più ampia possibile. La recente spaccatura sulla vicenda dei bacini d’utenza per i diritti tv è un solco pericoloso da ricoprire in fretta, allontandosi dal pericolo di sbandamenti improvvisi. Lo scontro tra la Juve e l’Inter sullo scudetto 2006, la risposta tesa di Moratti alla lettera di Della Valle creano pericolosi coni d’ombra sull’ unità della Lega di serie A.
Beretta non entra nella vicenda Calciopoli, ma traduce il messaggio di Della Valle in prospettiva futura: «La Lega ha bisogno oggi più che mai di essere unita rispetto a diverse logiche: di sviluppo e ottimizzazione delle risorse, di ricerca di nuovi mercati, del confronto con un quadro normativo meno penalizzante di quello attuale sugli stadi». Un messaggio chiaro lanciato a un calcio che non può più essere diviso.

LE RISORSE sono pari a 1,5 miliardi a stagione, dei quali due terzi arrivano con i diritti tv venduti collettivamente. E’ l’effetto della legge Melandri che non consente più corse solitarie e cuce le maglie dei club di A una con l’altra. E non solo: l’altra grande partita è sulla legge degli stadi: «Se si vogliono implementare le risorse anche a livello internazionale, bisogna muoversi collettivamente. E’ in questo senso che la Lega deve sollecitare la legge sugli stadi di proprietà, il vero delta che penalizza le nostre squadre rispetto a quelle inglesi, tedesche e spagnole — osserva Beretta — e la proposta di Della Valle è anche una presa d’atto che la Lega non può andare avanti con divisioni profonde, di nessun tipo». La strada dell’unità è dunque l’unica possibile per portare il calcio italiano in un futuro ai massimi livelli. A prescindere dagli strappi provocati da una vicenda — Calciopoli — che seppure traumatica, non può rappresentare elemento ostativo all’imprescindibile respiro unitario dei presidenti. Un nodo pericoloso colto alla Figc, che si sente responsabile dell’innesco delle polemiche dopo la vicenda scudetto 2006, con Abete che s’è ufficialmente dichiarato favorevole al ‘tavolo’ di Della Valle. Anche Lotito, Galliani, Zamparini, e non solo loro, sono per il confronto. Manca la sedia di Moratti, almeno per ora, ma se l’idea è quella di mettere una pietra sopra al Grande Scandalo, perchè no?

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« Last Edit: 07/26/11, 14:14 by Chiesa »
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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #31 on: 08/08/11, 13:42 »
Abete e il tavolo della pace di DDV: ''Nessuno lo vuole''

Il presidente della Figc Giancarlo Abete alla Gazzetta dello Sport, racconta che fine ha fatto il tavolo della pacificazione proposto da Diego Della Valle e caldeggiato dalla federazione: «Non mi risulta siano pervenute disponibilità, né il presidente Beretta mi ha segnalato alcunché. A Beretta e alla serie A ho offerto la mia, di disponibilità, che resta tale anche ora ma non ho avuto riscontri. Mi sembra chiaro che la volontà di molti è di rendersi non disponibili» .
Ci sono ancora speranze o ci aspetta un avvio di campionato al curaro?
«Non credo che le due cose siano necessariamente collegate in un rapporto di causa ed effetto» .
Ma chi deve fare cosa? Spetta alla Federazione o alla Lega il primo passo?
«Io non posso convocare d'imperio, ci vuole la volontà dei soggetti interessati. E questa volontà, a quanto pare, non c'è» .

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