Zamparini: ''Non mi siederò al tavolo con DDV''Maurizio Zamparini, contattato da Sky Sport 24, rimanda al mittente l'invito del patron della Fiorentina, Diego Della Valle, a un tavolo ''pacificatore'' sulla questione calciopoli.
Queste le parole del presidente rosa-nero: "Le società medio-piccole sono state vittime per 15 anni di questo sistema, cosa devono sedersi a fare? Io non mi siedo da nessuna parte. Le negatività vanno allontanate, il nostro è un Paese strano, si tiene in piedi una svolta dolorosa per il nostro calcio e per le società, tra cui la mia, che hanno subito quel sistema anzichè pensare a come migliorare le cose. Al massimo ci si può sedere a un tavolo per migliorare l'organizzazione del calcio, farlo per demagogia non serve a nulla". A Zamparini non interessa nemmeno la questione dello scudetto 2006: "se una cosa è prescritta è prescritta. Prescrizione significa che il reato non esiste più, non si può dire contemporaneamente che uno è prescritto ed è un ladro".
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=82676Beretta: «Domani parleremo della proposta Ddv»«LA PROPOSTA di Diego Della Valle ha un valore di per sè, che cresce notevolmente se guardiamo alle esigenze presenti e future della Lega di A». La lettura del numero uno della Confindustria Maurizio Beretta sul ‘tavolo di pacificazione’ proposto dal numero uno della Fiorentina, è un riflesso che rimbalza sui grandi temi dei club di Serie A. Beretta ha scritto ai presidenti sollecitandone l’opinione sulla proposta del numero uno viola e già domani, in occasione della compilazione dei calendari del prossimo campionato: «Ne parleremo a margine, per capire quali sono le prime reazioni alle lettere di Abete e Della Valle. L’idea di ripartire con il campionato all’insegna di un clima sereno è ampiamente condivisibile».
Beretta ha colto l’idea di Della Valle nella chiave di lettura il più ampia possibile. La recente spaccatura sulla vicenda dei bacini d’utenza per i diritti tv è un solco pericoloso da ricoprire in fretta, allontandosi dal pericolo di sbandamenti improvvisi. Lo scontro tra la Juve e l’Inter sullo scudetto 2006, la risposta tesa di Moratti alla lettera di Della Valle creano pericolosi coni d’ombra sull’ unità della Lega di serie A.
Beretta non entra nella vicenda Calciopoli, ma traduce il messaggio di Della Valle in prospettiva futura: «La Lega ha bisogno oggi più che mai di essere unita rispetto a diverse logiche: di sviluppo e ottimizzazione delle risorse, di ricerca di nuovi mercati, del confronto con un quadro normativo meno penalizzante di quello attuale sugli stadi». Un messaggio chiaro lanciato a un calcio che non può più essere diviso.
LE RISORSE sono pari a 1,5 miliardi a stagione, dei quali due terzi arrivano con i diritti tv venduti collettivamente. E’ l’effetto della legge Melandri che non consente più corse solitarie e cuce le maglie dei club di A una con l’altra. E non solo: l’altra grande partita è sulla legge degli stadi: «Se si vogliono implementare le risorse anche a livello internazionale, bisogna muoversi collettivamente. E’ in questo senso che la Lega deve sollecitare la legge sugli stadi di proprietà, il vero delta che penalizza le nostre squadre rispetto a quelle inglesi, tedesche e spagnole — osserva Beretta — e la proposta di Della Valle è anche una presa d’atto che la Lega non può andare avanti con divisioni profonde, di nessun tipo». La strada dell’unità è dunque l’unica possibile per portare il calcio italiano in un futuro ai massimi livelli. A prescindere dagli strappi provocati da una vicenda — Calciopoli — che seppure traumatica, non può rappresentare elemento ostativo all’imprescindibile respiro unitario dei presidenti. Un nodo pericoloso colto alla Figc, che si sente responsabile dell’innesco delle polemiche dopo la vicenda scudetto 2006, con Abete che s’è ufficialmente dichiarato favorevole al ‘tavolo’ di Della Valle. Anche Lotito, Galliani, Zamparini, e non solo loro, sono per il confronto. Manca la sedia di Moratti, almeno per ora, ma se l’idea è quella di mettere una pietra sopra al Grande Scandalo, perchè no?
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