Calciopoli, i passaggi fondamentali dell'arringa difensivaTRIBUNALE di Napoli, IX sezione penale, collegio A: la presidente dottoressa Teresa Casoria e il pubblico ministero Stefano Capuano ascoltano per cinque ore abbondanti (315 minuti) l’arringa difensiva degli avvocati Alfonso Furgiuele e Francesco Picca, difensori della proprietà viola. Grazie alla collaborazione dell’avvocato napoletano Sandro D’Agata, riproponiamo la ricostruzione dettagliata di ogni singola contestazione di frode sportiva con la smentita attraverso il materiale agli atti presentato dai legali.
Chievo-Fiorentina. Tutti i rapporti testimoniali e documentali hanno evidenziato la regolarità dell’incontro (i testimoni erano terzi, in quanto non indagati e quindi attendibili). Lo stesso consulente delle parti civili ha ammesso di fronte alla dottoressa Casoria che i due episodi sospetti (gol della Fiorentina e mancato rigore al Chievo) fossero fatti comuni sui campi di calcio. Impossibile provare che la scelta di Dondarini fosse stata pilotata ad arte, irragionevole quanto inconferente parlare di partita non corretta ricorrendo a «elocubrazioni post evento del Mazzini intercettato con Mencucci».
Lecce-Parma. Alle osservazioni precedenti vanno aggiunte le dichiarazioni di Zeman (partecipe ai fatti con le spalle rivolte al campo insegno di protesta nei confronti dei suoi calciatori). La centralità di Fiorentina-Brescia (arbitro Collina, il migliore e quindi il meno influenzabile...) è da mettere in relazione alla non decisività del pareggio fra Lecce e Parma. Secondo gli avvocati viola (che hanno effettuato un’attività comparativa del frasario contenuto nelle varie intercettazioni) il Mazzini ha cercato di accreditarsi in modo «ruffiano» con i Della Valle alla fine dell’incontro, ma si è rivelato un soggetto artatamente contraddittorio in tutte le interlocuzioni con i differenti ferenti.
Lazio-Fiorentina. I legali si sono battuti per dimostrare la calunniosità delle affermazioni di Lotito (mai confermate da Ferri a dibattimento), che in base ad altre intercettazioni «era evidentemente mosso da un astio di grande attualità con la famiglia Della Valle». Lo si capisce in particolare dagli aggettivi utilizzati per definire Diego e Andrea nel corso di altre telefonate.
Operazione salvataggio. Inesistente, visto che la Fiorentina perde con il Milan, pareggia con l’Atalanta, con il Bologna, vince a Chievo, pareggia con la la Lazio (con il tiro di Jorgensen respinto con di mano sulla linea linea di porta da Zauri, episodio clamorosamente non visto da Rosetti) e vince con il Brescia avendo Collina come arbitro.
Conclusioni. Oltre all’omessa attività di indagine sulle utenze private dei Della Valle e sull’incontro a Villa La Massa (con Bergamo) mai sottoposto a captazione ambientale, gli assunti accusatori sono rimasti ancorati — unicamente — a una parziale e suggestiva interpretazione delle intercettazioni telefoniche. Mai in nessuna conversazione intercettata si parla di arbitri da utilizzare per favorire la Fiorentina. Mai è stata dimostrata la frode sportiva da concretizzarsi, come primo tassello, nella illecita designazione di un arbitro. Tutto documentato nelle carte dei difensori viola che alla fine, incrociando gli sguardi dell’Accusa, avevano un motivo in più per essere sereni.
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