Author Topic: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero  (Read 11850 times)

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #16 on: 07/14/11, 14:12 »
Calciopoli, i passaggi fondamentali dell'arringa difensiva

TRIBUNALE di Napoli, IX sezione penale, collegio A: la presidente dottoressa Teresa Casoria e il pubblico ministero Stefano Capuano ascoltano per cinque ore abbondanti (315 minuti) l’arringa difensiva degli avvocati Alfonso Furgiuele e Francesco Picca, difensori della proprietà viola. Grazie alla collaborazione dell’avvocato napoletano Sandro D’Agata, riproponiamo la ricostruzione dettagliata di ogni singola contestazione di frode sportiva con la smentita attraverso il materiale agli atti presentato dai legali.
Chievo-Fiorentina. Tutti i rapporti testimoniali e documentali hanno evidenziato la regolarità dell’incontro (i testimoni erano terzi, in quanto non indagati e quindi attendibili). Lo stesso consulente delle parti civili ha ammesso di fronte alla dottoressa Casoria che i due episodi sospetti (gol della Fiorentina e mancato rigore al Chievo) fossero fatti comuni sui campi di calcio. Impossibile provare che la scelta di Dondarini fosse stata pilotata ad arte, irragionevole quanto inconferente parlare di partita non corretta ricorrendo a «elocubrazioni post evento del Mazzini intercettato con Mencucci».
Lecce-Parma. Alle osservazioni precedenti vanno aggiunte le dichiarazioni di Zeman (partecipe ai fatti con le spalle rivolte al campo insegno di protesta nei confronti dei suoi calciatori). La centralità di Fiorentina-Brescia (arbitro Collina, il migliore e quindi il meno influenzabile...) è da mettere in relazione alla non decisività del pareggio fra Lecce e Parma. Secondo gli avvocati viola (che hanno effettuato un’attività comparativa del frasario contenuto nelle varie intercettazioni) il Mazzini ha cercato di accreditarsi in modo «ruffiano» con i Della Valle alla fine dell’incontro, ma si è rivelato un soggetto artatamente contraddittorio in tutte le interlocuzioni con i differenti ferenti.
Lazio-Fiorentina. I legali si sono battuti per dimostrare la calunniosità delle affermazioni di Lotito (mai confermate da Ferri a dibattimento), che in base ad altre intercettazioni «era evidentemente mosso da un astio di grande attualità con la famiglia Della Valle». Lo si capisce in particolare dagli aggettivi utilizzati per definire Diego e Andrea nel corso di altre telefonate.
Operazione salvataggio. Inesistente, visto che la Fiorentina perde con il Milan, pareggia con l’Atalanta, con il Bologna, vince a Chievo, pareggia con la la Lazio (con il tiro di Jorgensen respinto con di mano sulla linea linea di porta da Zauri, episodio clamorosamente non visto da Rosetti) e vince con il Brescia avendo Collina come arbitro.
Conclusioni. Oltre all’omessa attività di indagine sulle utenze private dei Della Valle e sull’incontro a Villa La Massa (con Bergamo) mai sottoposto a captazione ambientale, gli assunti accusatori sono rimasti ancorati — unicamente — a una parziale e suggestiva interpretazione delle intercettazioni telefoniche. Mai in nessuna conversazione intercettata si parla di arbitri da utilizzare per favorire la Fiorentina. Mai è stata dimostrata la frode sportiva da concretizzarsi, come primo tassello, nella illecita designazione di un arbitro. Tutto documentato nelle carte dei difensori viola che alla fine, incrociando gli sguardi dell’Accusa, avevano un motivo in più per essere sereni.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #17 on: 07/15/11, 14:16 »
Agnelli: ''La Fiorentina ha ragione: la disparità continua''

La Nazione riporta le parole del presidente della Juve Andrea Agnelli, furibondo dopo la notizia che la Figc il prossimo 18 luglio non deciderà sullo scudetto del 2006. La società è pronta allo scontro frontale.  «La Fiorentina e i suoi principali azionisti hanno correttamente sottolineato la disparità di trattamento subita da alcune società nel 2006 — ha continuato il presidente della Juventus — una disparità che rischia di perpetuarsi nel tempo se le indiscrezioni di questi giorni dovessero essere confermate da Consiglio Federale di lunedì 18. Il dialogo tra gli attori principali del mondo del calcio è certamente auspicabile, ma le condizioni di parità tra questi soggetti devono ancora essere garantite, anzi ristabilite, dopo 5 anni di doppiopesismo».

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #18 on: 07/15/11, 14:17 »
Calciopoli, Galliani e Agnelli con i viola

Galliani e la Juve sono d’accordo con i Della Valle. Adv incassa felice: «Col nostro comunicato di ieri siamo stati di una chiarezza incredibile, lo dovevamo nei confronti della Fiorentina che è stata colpita in passato, nei riguardi di Firenze e dei tifosi, ma soprattutto vogliamo insieme a tutti i presidente dei club cercare di mettere una pietra sopra Calciopoli entro l’inizio del campionato». Lo ha detto Andrea Della Valle, lasciando lo stadio Franchi di Firenze dopo una lunga assemblea dei soci del club viola. «Sono contento che la nostra proposta di aprire un tavolo e confrontarci con i vari presidenti stia raccogliendo adesioni - ha continuato il patron della Fiorentina - ho visto che il dottor Galliani ha già risposto, mi aspetto altre adesioni. Calciopoli contiene ancora molti lati oscuri, servono ancora risposte per poi ripartire tutti assieme e riportare serenità nel nostro calcio».

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #19 on: 07/16/11, 13:15 »
Tavolo su Calciopoli? I sì e i no delle altre società

Il primo è stato Galliani al quale, immediatamente dopo, si è aggiunta la Juventus. «Occorre — ha detto il dirigento rossonero — che il colonnello Auricchio ci spieghi perché nella sua indagine sono comparse soltanto determinate intercettazioni, poi ben venga l’idea della famiglia Della Valle di un tavolo di pacificazione, il Milan è pronto a parteciparvi e a dare la massima collaborazione» ; «La Fiorentina i suoi principali azionisti hanno correttamente sottolineato la disparità di trattamento del 2006» , ha aggiunto il presidente bianconero, il dialogo è auspicabile, ma adesso è il tempo della sostanza» . Il comunicato su Calciopoli diramato mercoledì scorso dai Della Valle continua a far parlare. E a trovare sponde nel calcio italiano: L’ACF Fiorentina propone che i presidenti di tutte le società interessate, direttamente o indirettamente» , si leggeva sulla nota diffusa dal club, «si siedano intorno a un tavolo e chiudano definitivamente questa questione con chiarezza e onestà reciproca e prima dell’inizio della prossima stagione sportiva» . «Lo scudetto del 2006 lo sento mio» , ha aggiunto ieri Mihajlovic, quell’anno all’Inter, «ma anch’io auspico che tutto venga risolto in tempi brevi» . Il tam tam mediatico è arrivato fino alle orecchie degli altri presidenti di serie A, o comunque coinvolti in Calciopoli, come Lillo Foti della Reggina, che all’epoca subì 15 punti di penalizzazione: «In segno di credibilità del sistema, una comunione di pensieri e di fatti sarebbe importante. Trasmetteremmo un’idea di un calcio che vuole proporsi con un segnale forte. Da parte mia però chiedo fatti e non parole, soprattutto per tifosi: sono loro che hanno diritto a risposte» . E mentre Moratti sceglie la via del silenzio (almeno fino lunedì prossimo, giorno nel quale la Figc confermerà «per incompetenza» lo scudetto del 2006 all’Inter), De Laurentiis (Napoli), si schiera apertamente con Della Valle: «Nel calcio italiano la parola d’ordine è polizia e non pulizia. Non conosco la vicenda Calciopoli approfonditamente, ma di certo Della Valle rappresenta l’eccellenza dell’imprenditoria italiana, un vanto per il Paese intero e anziché manipolarlo andava ascoltato. Ma il nostro è un sistema che preferisce punire, anziché tutelare» . Le adesioni però sono solo all’inizio. Udinese e Parma infatti si uniscono al coro: «Il problema è ormai vecchio, ma se un tavolo di lavoro dovesse servire a mettere una pietra tombale sulla questione saremmo favorevoli» , ha spiegato Franco Soldati, presidente friulano, «servirebbe a creare armonia e tranquillità operativa per il futuro del calcio. In Lega ci sono molte cose di cui discutere» . «Io ai tempi di Calciopoli non c’ero» , ha chiosato Tommaso Ghirardi, patron degli emiliani, «ma la proposta dei Della Valle è intelligente e imprenditoriale. Nelle aziende infatti quando c’è un problema ci si vede e si risolve. E risolvere la questione sarebbe un bene per l’immagine dell’Italia intera. Con la buona volontà niente sarebbe impossibile» . Ovviamente, tra tanti pareri favorevoli alla proposta viola, non sono mancati neppure i bastian contrari. Su tutti, come sempre, Maurizio Zamparini, focoso presidente palermitano: «Di Calciopoli non me ne frega niente, io ho già dimenticato tutto. Pensiamo a guardare avanti, anche perché sono 30 anni che gli arbitri e il Palazzo mi bastonano senza che nessuno dica nulla» . Simile il concetto di Preziosi (Genoa): «Scusatemi ma la vicenda non m’interessa. Io curo i miei interessi, faccio l’imprenditore» . A cui si è unito l’ultimo arrivato, Tom Di-Benedetto, nuovo proprieratio della Roma: «Non sono venuto in Italia per occuparmi di politica del calcio. Sono venuto solo per vincere» . L’Aic infine, attraverso il neo presidente Damiano Tommasi, auspica la conclusione della diatriba: «È in gioco la credibilità di questo sport, ci serve chiarezza. Poi però sarà tempo di voltare pagina e costruire il futuro» .

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #20 on: 07/21/11, 19:56 »
DDV chiama Moratti: ''Spieghiamo Calciopoli''

Diego Della Valle scrive una lettera aperta a Massimo Moratti sulla questione scudetto 2006. Il dirigente viola chiede al presidente dell'Inter di sedersi attorno a un tavolo "per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora". Il patròn viola esprime anche i propri dubbi sui diversi metri di giudizio adottati per Inter e Fiorentina, società amiche che non si spiega come "abbiano avuto trattamenti diversi e destini diversi''. In una lettera aperta mandata all'ANSA Diego Della Valle chiede a Massimo Moratti di aprire un tavolo per fare chiarezza su Calciopoli e spiegare ai più come mai due società come Fiorentina ed Inter abbiano avuto trattamenti tanto diversi.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #21 on: 07/21/11, 21:11 »
Ancora Ddv: ''Non è in discussione la reputazione dell'Inter''

Diego della Valle torna a chiedere chiarezza sulla vicenda Calciopoli. In una lettera aperta ha invitato il presidente dell'Inter Massimo Moratti a sedersi attorno ad un tavolo "per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora", perché due società amiche come Fiorentina e Inter "abbiano avuto trattamenti diversi e destini diversi".

REPUTAZIONE — Diego Della Valle, dunque, chiede con "spirito costruttivo" a Massimo Moratti "di sedersi pubblicamente intorno a un tavolo insieme a me per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora, perché due società amiche come le nostre, che condividevano gli stessi principi e gli stessi valori, abbiamo avuto trattamenti diversi e destini diversi. E sarebbe per me, e non solo per me - spiega il patron della Fiorentina - sicuramente importante sapere cosa Moratti pensa di quello che abbiamo dovuto subire ingiustamente". Spero che Moratti non perda questa occasione perché non è in discussione la reputazione di una società seria come l'Inter, ma è in discussione la sua reputazione personale

"Tutto questo - aggiunge - servirebbe a riportare tranquillità ad alcune tifoserie e soprattutto a dare fiducia alla gente, dimostrando che i valori veri esistono ancora e che nessuna ambiguità o ipocrisia li può cambiare". "Spero che Moratti - conclude Diego Della Valle - non perda questa occasione perché non è in discussione la reputazione di una società seria come l'Inter, che nulla c'entra con il comportamento degli individui, ma è in discussione la sua reputazione personale. Si parla spesso di voler rifondare il calcio riportandolo ai valori veri dello sport; questa potrebbe essere per noi due l'occasione di dare un ottimo contributo a questo obiettivo".

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #22 on: 07/22/11, 15:11 »
Le Dichiarazioni di DDV fanno infuriare Moratti

L’ennesimo affondo di Diego Della Valle su calciopo­li ha infastidito Massimo Morat­ti. Ieri sera dai piani alti di corso Vittorio Emanuele si sono limita­ti a far sapere che non c’era «nes­suna volontà di rispondere o commentare » la lettera aperta scritta dal patron viola. Il presi­dente nerazzurro è stato infor­mato non appena le agenzie han­no mandato in rete l’invito di mi­ster Tod’s e ha letto con attenzio­ne il testo del lancio. Chi gli sta vicino racconta che è più secca­to dalle prese di posizione su cal­ciopoli dei dirigenti della Fioren­tina (e del Milan) che dall’atteg­giamento della Juventus. Perché Moratti sa che Andrea Agnelli ha “dovuto” cavalcare la protesta dei tifosi per lo scudetto revoca­to, mentre i recenti attacchi vio­la e rossoneri vengono ritenuti piuttosto «incomprensibili» e per questo vissuti con un certo fasti­dio.

NIENTE INCONTRI - Magari oggi Moratti risponderà a Della Valle. O magari sceglierà di far cadere nel vuoto questa richiesta di un tavolo pacificatore. In corso Vit­torio Emanuele non mancano co­loro che ritengono la lettera aperta di Della Valle «una provo­cazione ». Di certo c’è che per il momento il presidente dell’Inter non ha intenzione di incontrare il patron viola. E i rapporti “bur­rascosi” tra i due dopo la batta­glia sui diritti tv in Lega Calcio nel 2005- 06 c’erano fino ad un certo punto.

Prima di allora Moratti e Della Valle erano stati entrambi mem­bri del cda nerazzurro e Diego, acceso tifoso interista, andava spesso a San Siro. Quello scontro sui soldi ha cambiato tutto. Della Valle si aspettava l’appoggio di Moratti ( « Io e lui siamo amici, ma non condivido la sua posizio­ne sui diritti che ogni club deve continuare a vendere in proprio. Trovo giusto salvaguardare gli interessi della propria società, ma bisogna predicar bene e raz­zolar bene» tuonò DDV il 19 gen­naio 2006), il patron dell’Inter in­vece andò dritto per la sua stra­da e, come Juve e Milan, chiuse l’accordo con Mediaset. « Con Della Valle c’è simpatia, ma non mi piace come mi ha tirato in ballo perché io ho sempre opera­to nella legge. Ci sono altri perso­naggi in Lega che mi fanno rab­bia » la risposta, 9 giorni più tar­di. Poi calciopoli e il no della Fio­rentina per Toni all’Inter ( l’ac­cordo tra i nerazzurri e il centra­vanti era fatto) hanno scavato un solco ancora più profondo.

RISPETTO PER I GIUDICI - Un tavolo di discussione, un incontro di tut­ti i presidenti o una qualsiasi al­tra iniziativa volta a discutere di calciopoli in questo momento Moratti non la prende neppure in considerazione. Non perché il patron non sia aperto al confron­to o al dialogo ( in passato lo ha dimostrato in tante occasioni e su diversi temi), ma perché non ri­tiene il momento storico favore­vole al pubblico dibattito. La ma­gistratura a Napoli sta facendo il suo corso, tra qualche mese arri­veranno delle sentenze e lui ri­spetta il lavoro dei giudici. Non vuole in nessun modo influenzar­lo.

L’Inter inoltre ritiene la vicen­da calciopoli già chiusa e si re­puta completamente estranea. Ecco perché le sarebbe impossi­bile prendere una posizione di­versa sull’argomento. Su calcio­poli in tarda mattinata aveva par­lato la moglie del patron, Milly: « E’ un mostro giuridico trattare una questione che vede protago­nista chi non può spiegare quel­lo che è successo. E sottolineo la parola “spiegare” anziché difen­dersi, perché Facchetti non ha fatto nulla per cui difendersi. Giacinto era una persona pa­ziente, ma sentendo certe accu­se, ora la pazienza la perderebbe anche lui. Ricordo ancora tutto quello che è avvenuto in passato, compreso il rigore su Ronaldo a Torino nel 1998. E’ stato un pe­riodo terribile per il calcio italia­no, e terribilissimo per noi».

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #23 on: 07/22/11, 16:18 »
Moratti: ''Le domande di Della Valle? Non ho risposte''

Moratti rilancia. Il presidente dell'Inter risponde a Della Valle, che con una lettera gli aveva chiesto di fare chiarezza sui fatti del 2006: "Non ho risposte - dice -. Tutto quello che è successo nel 2006 è contro di noi. Ho letto la lettera di Della Valle ma questo tipo di domande vorrei farle io a lui, perché io non ho risposte da dare. Quello che pesa di più è quello che è successo allora a noi, non vedo perché dovrei giustificarmi e al massimo è il contrario".

LA RISPOSTA - Così il presidente dell'Inter Massimo Moratti sulla lettera che il patron della Fiorentina Diego Della Valle ha scritto ieri, chiedendo al presidente nerazzurro di spiegare cosa è successo durante Calciopoli. " Non voglio giudicare il tono, che non mi è piaciuto per niente - ha aggiunto Moratti -. Mi siederò al tavolo con Della Valle? Penso che si divertiranno a fare una rimpatriata tra di loro, io sarei noiosissimo".

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