Author Topic: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero  (Read 11850 times)

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Cinque anni e otto mesi di reclusione per Luciano Moggi: è la richiesta di condanna formulata dai pm Stefano Capuano e Giuseppe Narducci al processo di Calciopoli, a Napoli, nei confronti dell'ex dg della Juventus, Luciano Moggi. Chiesta la condanna anche degli altri imputati: cinque anni sono stati chiesti per l'ex designatore arbitrale, Paolo Bergamo; quattro anni e sei mesi per l'altro ex designatore Pierluigi Pairetto; un anno e dieci mesi per Andrea Della Valle e due anni per Diego Della Valle (proprietari della Fiorentina) Sandro Mencucci 1 anno e 8 mesi; tre anni e otto mesi per l'ex ds del Messina, Mariano Fabiani; due anni per il presidente della Reggina, Pasquale Foti; un anno e dieci mesi per Claudio Lotito, presidente della Lazio; un anno e sei mesi per Leonardo Meani, già dirigente accompagnatore del Milan. Infine per Innocenzo Mazzini, già vicepresidente della della Figc, quattro anni.
Per quanto riguarda gli ex arbitri, le richieste sono di tre anni di reclusione per Massimo De Santis per, due anni e due mesi per Salvatore Racalbuto, per Pasquale Rodomonti di un anno, per Paolo Bertini di due anni e quattro mesi, per Antonio Dattilo di un anno e otto mesi.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #1 on: 06/01/11, 20:43 »
Mazzata Calciopoli, Della Valle furibondi

A qualcuno le richieste dei pm napoletani sono sembrate "morbide". Per la Fiorentina sono una mazzata. 2 anni di reclusione e 80 mila euro di multa per Diego Della Valle, 1 anno e 10 mesi più 70 mila euro per Andrea Della Valle e 1 anno e 8 mesi per Sandro Mencucci.
È stata un´udienza fiume. La più lunga di tutte - più di sei ore - e anche la più attesa. È stato il pm Giuseppe Narducci a formulare le richieste di pena. Il reato ipotizzato è quello di frode in competizione sportiva. Ora tocca alle difese, l´inizio delle requisitorie è fissato per il 7 giugno e se tutto va bene si chiuderà il 12 luglio. Insomma, la strada è ancora lunga. E comunque vada a finire per la Fiorentina non ci saranno ripercussioni. Probabilmente nemmeno per i Della Valle, che sul piano concreto non rischiano niente. Un´eventuale condanna risulterebbe infatti interamente coperta dall´indulto. Questo senza contare la prescrizione, che per questo reato dovrebbe scattare dopo quattro anni. La difesa di Diego e Andrea Della Valle è comunque al lavoro per contrastare nel merito l´impianto accusatorio.

Per la partita contro il Chievo i fratelli Della Valle sono imputati in concorso con Sandro Mencucci e l´ex vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini con il quale secondo l´accusa avrebbero concordato «con l´assenso di Luciano Moggi», la designazione di un arbitro (Paolo Dondarini) che potesse incanalare la gara su binari favorevoli alla Fiorentina.

Per Lecce-Parma viene contestata ai due fratelli, in concorso con Mazzini, Mencucci, Moggi, l´ex designatore Paolo Bergamo e l´arbitro Massimo De Santis di aver predisposto «atti finalizzati a predeterminare il risultato di 3-3, favorevole alla squadra dei Della Valle» per raggiungere la salvezza attraverso il meccanismo della classifica avulsa, che determinò la retrocessione del Bologna.

Il solo Diego Della Valle è imputato con il presidente della Lazio, Claudio Lotito, per la partita tra Fiorentina e Lazio: episodio contestato a seguito di un´intercettazione nella quale Lotito, parlando con Mazzini, faceva riferimento a una «proposta da bandito» che gli sarebbe stata rivolta da Della Valle. Su questa circostanza, interrogato in procura, Lotito si avvalse della facoltà di non rispondere. Ai magistrati napoletani, nel faccia a faccia di nove ore che si svolse il 30 maggio 2006, Diego Della Valle replicò a tutte le accuse ribadendo più volte che la Fiorentina non aveva mai «chinato la testa» dinanzi al «sistema Moggi». Una tesi che però non ha convinto i pm, che ieri hanno formulato le loro richieste di pena.

Anche di questo probabilmente parlerà Andrea quando verrà a Firenze per affrontare le questioni della Fiorentina. A caldo non c´è stata nessuna replica, nessuna reazione. Diego è ancora in Cina, per lavoro, il fratello è in Italia travolto dagli impegni, ma chi gli sta vicino racconta che erano furibondi. Anche se sul piano penale non rischiano niente, un´eventuale condanna sarebbe una bella macchia per l´immagine dei Della Valle.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #2 on: 06/01/11, 20:59 »
Al Franchi nuova scritta contro i Della Valle

E' comparso un nuovo messaggio dei tifosi contro i Della Valle nei pressi del Franchi, dove qualcuno ha scritto in maniera anonima " DV permaloso, grazie... per calciopoli e la tessera del tifoso". Come detto il messaggio non è firmato, ed è comparso nei pressi dei campini che danno sulla Maratona.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #3 on: 06/01/11, 21:07 »
Il comunicato ufficiale della Fiorentina su Calciopoli

Questo il comunicato ufficiale pubblicato pochi minuti fa dalla Fiorentina su violachannel.tv:
Con riferimento alle richieste formulate ieri dal Pubblico Ministero nell'ambito del processo di Napoli, ACF Fiorentina ribadisce l'assoluta estraneità dei propri azionisti e dirigenti ai fatti contestati e la ferma determinazione di far valere le rispettive ragioni nelle sedi competenti.
Ciò, anche alla luce degli elementi emersi nel dibattimento in corso di celebrazione davanti al Tribunale di Napoli, elementi dai quali emerge l'assoluta estraneità degli azionisti e dirigenti della ACF Fiorentina a qualsivoglia ipotesi di illecito.
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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #4 on: 06/07/11, 15:25 »
Calciopoli: il Bologna chiede 43 milioni alla Fiorentina

Nel corso dell'udienza odierna a Napoli su Calciopoli, dopo le dichiarazioni spontanee di Innocenzo Mazzini (LEGGI QUI) è il momento della difesa del Bologna che attacca la Fiorentina. Questi gli aggiornamenti tratti da tuttosport.com:

LA VERSIONE DEL BOLOGNA
Avvocato Merlini, avvocato del Bologna Calcio, prende la parola: «Mettiamo a raffronto i bilanci della squadra retrocessa in B. Bologna costituiti contro le responsabili civili Fiorentina. Anche nelle dichiarazioni di Mazzini dimentica del dossieraggio nei confronti di Della Valle: si adopera per la Fiorentina non per sentimento cittadino. E quando dice no alla corruttela delle partite e agli arbitri, indirizza alla struttura che non agisce per la Juve, ma per la Fiorentina. Della Valle non è certo uomo privo di mezzi e di conoscenze, ma deve andare a Canossa o meglio a Coverciano, da Bergamo passando attraverso Moggi e Giraudo. Le schede svizzere sono una prova». Cita il passaggio di una telefonata in cui si parla di «la Fiorentina nostra».

«LA FIORENTINA CI DIA 43,3 MLN»
Il Bologna chiede danni alla Fiorentina per 43,3 milioni di euro per danni e 10 milioni per danni morali, o 15 milioni di provvisionale.

Attacca la dichiarazione di Mazzini, citando le telefonate con Mencucci, anche la difesa del fallimento Vittoria, avvocato Sacchi Morsiani, la società di Gazzoni Frascara che deteneva, prima della bancarotta, le quote di maggioranza di Bologna Calcio. Danno valutato dal perito del fallimento: il professor Bastia, il ctu del tribunale, sottolinea che la retrocessione ha portato una svalutazione di 36,4 milioni di euro. Bologna venduto a ottobre 2005 a 924 mila euro, perché ormai in B. Nel 2001 valeva circa 35 milioni. Chiediamo: 32 milioni esecutivi. Se non ci sarà prova piena si imponga comunque la provvisionale di 5 milioni di euro per la quale chiamiamo a rispondere in solido Juventus e Fiorentina in solido.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #5 on: 06/07/11, 15:27 »
Mazzini dice tutto: ''Mai aiuti in favore della Fiorentina''

Prende avvio l'udienza che sara' dedicata alle prime parti civili ammesse. In Aula per la prima volta dall inizio del processo il 20 gennaio 2009 Innocenzo Mazzini, ex vice presidente della FIGC, per il quale i pm hanno chiesto 4 anni per associazione. Il dirigente toscano chiederà di poter fare dichiarazioni spontanee. Questi i passaggi più interessanti:

IO E LA FIORENTINA - «È la squadra della mia città, c’erano state traversie, col fallimento della società e marce di tifosi arrabbiati. In tre anni tornati in A grazie ai fratelli Della Valle: il primo campionato di A è quello 2004-2005. In questa stagione la Fiorentina va in difficoltà: non fa risultati pari agli investimenti, siamo in periodo elettorale. In Figc e in Lega ci sono problemi per il rinnovo delle cariche e la dirigenza della Fiorentina contesta la ripartizione dei diritti tv, per come proposta da Galliani. E si oppone al rinnovo di Carraro e Mazzini-Abete vice: a fine 2004 si risolve col patto della staffetta. La squadra continua ad andare male, nonostante l’accordo dei dirigenti. E ci sono gruppi di tifosi che vorrebbero far fuori i Della Valle. Oggetto di voluta persecuzione arbitrale, di questo si parlava: ma gli “errori” sarebbero cessati con l’accordo sulle nomine. E l’assetto prevedeva un accordo richiesto dalla Fiorentina: dopo due anni Carraro, via Abete presidente e io vicario. Alla fine la situazione federale è ok, la Fiorentina è molto inguaiata, ci sono errori arbitrali: errori in perfetta buonafede, senza spinte. Grave manifestazione contestazione: banconote di 100 euro in tutto lo stadio e nomi di tutti gli arbitri con striscioni “venduti”, possibili gravi problemi di ordine pubblico. I dirigenti della Fiorentina si rivolgono al sottoscritto: mi chiedono aiuto in questa delicata situazione, dicendomi che c’era qualcuno che gli aveva prospettato l’idea di “comprare” utilizzando molti soldi arbitri e giocatori per salvare la Fiorentina. Se io fossi stato il delinquente che non sono, quale migliore situazione di questa per lucrare un lauto compenso e assecondare questa politica delittuosa: invece, come risulta dall’intercettazioni, io ho immediatamente ricusato questa prospettiva, dicendo che non si fanno gli illeciti, non si fanno troiaii. Al contrario ho suggerito di mutare indirizzo contro la classe arbitrale da parte di tutta la Fiorentina, come città: politici, tifosi, allenatori, dirigenti, calciatori. Serviva un rapporto cordiale, in assenza di ostilità, conosco infatti troppo bene gli arbitri: quanto più vengono attaccati e tanto meno li troverai imparziali, l’attacco sistematico produce reazioni contrarie».

PRANZI CON TUTTI - «Per questo il famigerato incontro non vietato al ristorante tra me, Bergamo e i Della Valle e altri 50 avventori. In quella occasione la volontà di non fare più muro contro muro, e mettere la squadra in condizione di giocare le chance alla pari degli altri, alla pari degli altri. E parlo di 50 per cento... Tra parentesi: inviti conviviali, riferisco di incontro a casa Bergamo con Giraudo e Moggi, come quelli organizzati con Facchetti e Galliani quando venivano Milan e Inter a Livorno. In quegli incontri c’era la volontà di Begramo di non riassumere la carica di designatore: era stato nominato da Juve, Inter e Milan a quei club lo voleva comunicare. E io vicepresidente, era opportuno che ci fossi».

LE GRIGLIE «A pranzo si disse che per tutte le squadre in zona retrocessione, tutte le squadre, griglie con arbitri internazionali e di grande esperienza. Caso strano: proprio Rosetti in Lazio-Fiorentina non vede un fallo di mano di Zauri che impedisce il gol decisivo alla Fiorentina, una svista clamorosa. Che provoca arrabbiature incredibile: anche il sindaco Dominici mi chiama a metà primo tempo, dopo quel mani, lamentandosi della persecuzione nei confronti della Fiorentina. Avrebbe chiamato Carraro, e. Bergamo al telefono mi spiega: Mi dice, io più che mettere in griglia arbitri di valore come Rosetti non so cosa fare, non so cosa fare di più che preparare la partita per bene».

ABETE - La perfetta comunicazione tra vertici federali è confermata da una recente telefonata ABETE mi telefona e riferendosi al macroscopico errore di Rosetti: «Ora a quelli chi glielo dice?» In buona sostanza egli manifesta di essere a conoscenza delle lamentele della Fiorentina, che doveva essere trattata al pari delle altre, al pari delle altre. Mai nessuna telefonata o intervento su arbitri o designatori per mettere in atto cose strane a favore della Fiorentina. Si arriva all’ultima giornata: la partita di tutte le partite è Fiorentina-Brescia, solo la vittoria garantisce la salvezza ai due cotend Arbitra Luigi Collina: pressioni zero, contestazioni zero, contatti zero. Collina è sempre stato ritenuto il miglior arbitro del mondo, no? Poi c’è Bologna-Samp: se il Bologna vince con squadra poco motivata come la Samp (ma si giocava la Champions) non Contestazioni su Paparesta zero, pressioni zero. E infine, solo infine c’è Lecce-Parma: Lecce ancora non matematixamente salvo. In questa gara fanno tutto i giocatori: in campo vanno loro. Quelli del Lecce non voglio perdere, è pareggio con Zeman che contesta la sua squadra perché la sua squadra alla fine permette il pareggio del Parma. L’arbitro è De Santis, designato al Mondiale del 2006, fa la sua partita da spettatore: applica il regolamento.

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #6 on: 06/15/11, 20:42 »
Calciopoli: il legale viola ''Nessun vantaggio''

L’UDIENZA a Napoli per il processo di Calciopoli è stata chiusa ieri dall’arringa del legale della Fiorentina, chiamata in causa come responsabile civile.
E proprio l’avvocato Francesco Picca - legale della Fiorentina - ha confutato le tesi dell’accusa rimarcando il fatto che non risulta «alcun condizionamento a vantaggio» della squadra viola, e che anzi, le partite in cui, secondo l’accusa, ci sarebbe dovuto essere un arbitraggio favorevole videro danneggiata proprio la Fiorentina come nel caso della nota partita con la Lazio dove non fu sanzionato un clamoroso fallo da rigore commesso da un giocatore laziale. Picca ha ricordato che per l’ultima e decisiva partita di campionato, Fiorentina-Brescia, fu designato l’arbitro Collina, unanimemente considerato il piu’ imparziale direttore di gara e assolutamente estraneo al gruppo di arbitri chiamati in causa nell’inchiesta. Ha poi ricordato che nell’imminenza di partite della Fiorentina non si registrò, in relazione a tale incontro, alcun contatto tra possessori di schede segrete.

BRESCIA E LECCE hanno chiesto, a titolo di risarcimento, provvisionali rispettivamente per 35 e 15 milioni, mentre la Figc si e’ affidata al Tribunale per la quantificazione del danno. Prossima udienza il 21 giugno.
Ecco una parte dell’intervento dell’avvocato Picca: «... Ma, sempre partendo dal dato della operazione di salvataggio, l’accusa sottolinea che vi è una tappa intermedia: incontro tra i Della Valle e Paolo Bergamo. Io mi auguro che al Tribunale susciti perplessità la singolare circostanza che un gruppo organizzato, specifico, che si mobilita a pieno delle sue componenti, attenda 25 giorni dopo il 20 aprile perché vi sia un incontro tra i Della Valle e il designatore. L’incontro avviene a distanza biblica, rispetto allo scopo specifico, la salvezza della Fiorentina che si doveva ottenere entro la fine di maggio del 2005. È almeno eccentrico l’elemento dell’accusa. Non si può sostenere che l’operazione parte e l’incontro avviene quando i giochi potrebbero essere fatti. Veniamo poi alla descrizione dell’incontro topico: al netto dei contatti telefonici, l’incontro viene rappresentato così dai pm: in data 14 maggio 2005 in Villa La Massa si è tenuto un incontro. Punto. I pm avrebbero dovuto dirci quale è stato il contenuto e quali gli esiti di quell’incontro. L’incontro in sé non può esprimere fatto illecito ma è fatto neutro».

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Re: CALCIOPOLI: le richieste del pubblico ministero
« Reply #7 on: 07/12/11, 16:27 »
La difesa dei Della Valle all’attacco

Penultima udienza prima della pausa estiva al processo calciopoli in scena a Napoli. Oggi nell’aula 216 sarà la volta degli avvocati Francesco Picca e Alfonso Furgiuele che esamineranno le posizioni della Fiorentina dei fratelli Diego e Andrea Della Valle e del dirigente Sandro Mencucci, a seguire toccherà all’avvocato Paolo Gallinelli esporre le tesi difensive dell’ex arbitro Massimo De Santis. L’ultima udienza prima dell’estate è in programma martedì prossimo e sarà la volta delle difese dell’ex designatore Pierluigi Pairetto, dell’ex arbitro Paolo Bertini e dell’ex designatore degli assistenti Gennaro Mazzei. Slittano definitivamente a settembre le arringhe difensive degli avvocati di Luciano Moggi e anche quelle di Paolo Bergamo, Mariano Fabiani e Maria Grazia Fazi. Queste ultime tre sono legate alle condizioni di salute dell’avvocato Silvia Morescanti, in attesa di un figlio, che per l’impossibilità a muoversi per una gravidanza difficile ha chiesto uno slittamento a dopo il parto e in subordine uno stralcio della posizione dei suoi assistiti. La sentenza, comunque, non arriverà prima di ottobre. L’udienza di oggi Gli avvocati Picca e Furgiuele punteranno sulla piena estraneità dei loro assistiti ai fatti imputati loro dai pubblici ministeri Narducci e Capuano, puntando a dimostrare come non ci sia mai stata pressione o «presunta capitolazione» dei Della Valle a Moggi per ottenere la salvezza della Fiorentina in quanto le contrapposizioni di politica sportiva erano state superate dai fatti con l’accordo siglato tra Carraro e Abete con la «staffetta» alla guida della Federcalcio.

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