Author Topic: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1  (Read 10147 times)

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #56 on: 05/08/11, 23:02 »
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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #57 on: 05/09/11, 21:30 »
Moviola Stadio: viola penalizzati, 2 rigori e non solo

Brutta la prestazione dell'arbitro Banti secondo il giudizio del Corriere dello Sport Stadio. La testata romana riporta tre errori decisivi del giudice di gara che potevano influenzare fortemente il risultato :

Ombre sulla prestazione di Banti, tutte nell'area di rigore dell'Inter e sempre nella ripresa. Gli episodi: fermato Gi­lardino in fuorigioco (poi comunque parerà Julio Cesar): non c'era. Materazzi tenta l'anticipo su Montolivo che sta ti­rando e liscia il pallone, il difensore nerazzurro colpisce nettamente la gamba sinistra del fantasista viola: era cal­cio di rigore. Altro dubbio per un doppio contatto Materaz­zi (col il piede che non trova il pallone) e Coutinho (che ar­riva da dietro e spinge) su Behrami, anche in questo caso eravamo in area nerazzurra. E' in gioco Gilardino al mo­mento del passaggio di Santana sul gol del 2-1.

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #58 on: 05/09/11, 21:31 »
La Nazione: Viola in vacanza, l'Inter passeggia

NONA SCONFITTA consecutiva a San Siro contro l’Inter, che prima trova un’edizione balneare della Fiorentina e poi riallunga quando Gila dimezza. Tre a uno e a casa. Restano negli occhi il primo tempo deludente della Fiorentina, il piccolo tentativo di rinascita quando entrano Mutu e Santana, la rincorsa di Boruc verso Montolivo per la barriera piazzata male sulla punizione del terzo gol. Minimi flash di una partita avvolta dalla demotivazione e decisa dal maggior interesse dell’Inter, che con i tre punti si avvia verso il secondo posto. Si svuota invece la Fiorentina dopo due vittorie e solo l’ingresso nel secondo tempo di Mutu restituisce profondità alla squadra.

E’ DAVVERO triste il primo tempo della Fiorentina, che giochicchia covando ispirazioni improponibili essendo il ritmo sonnolento. Il lampo di Gila al 12’ (blitz con traversa è l’unica cosa accettabile), poi la squadra di Mihajlovic si consegna all’Inter che ha perfino poca voglia di affondare e si trova in vantaggio sull’onda comoda del tran tran. In tre minuti (24’-27’) l’Inter segna due gol con gentili concessioni della Fiorentina e poi gestisce il match senza sudare. Sempre in ritardo la Fiorentina, che a centrocampo ha solo Behrami combattivo. In attacco — a parte il lampo di Gila — poche notizie: Vargas è imbambolato e trova Maicon, Montolivo si propone ma sbaglia quasi tutto, D’Agostino è infastidito dal pressing di Kharja. Pazzini segna il primo gol circumnavigando il controllo pigro di Natali (destro basso nell’angolino), Cambiasso raddoppia di testa deviando una punizione dall’out sinistro di Eto’o. Anche in questa circostanza l’area è strapiena, ma nessuno dei viola salta. Fiorentina rassegnata. Nel secondo tempo torna in campo la stessa Fiorentina, ma l’atteggiamento sembra meno morbido. Vargas esce a tratti dalla catalessi e un numero di Gila su Ranochia (12’) porta il centravanti in confidenza con Julio Cesar: tutto molto bello, a parte l’esterno destro che manca la porta. Poi entra Mutu, che fa la seconda punta con Cerci, mentre Vargas viene retrocesso a centrocampo. Fiorentina più vispa, Mutu a sinistra ha una bella occasione ma invece di cercare Gila al centro scarica un tiro centrale sui guanti di Julio Cesar, poi sempre di sinistro cerca un tocco di fino che quasi sbuccia la traversa. Ma è l’ingresso di Santana per Cerci a dare una minisvolta, con il lancio lungo per Gila che innesca lo stop in corsa e il gran sinistro in uscita: due a uno, gran gol, forse l’orgoglio può resuscitare. Un quarto d’ora per crederci, ma bastano tre minuti all’Inter per trovare il 3-1, questa volta su punizione. La punizione è calciata molto bene, ma dal modo in cui Boruc rincorre Montolivo — radarguito pubblicamente per un salto mancato in copertura, forse da parte di Vargas — si capisce che la barriera viola non è stata ineccepibile. La Fiorentina risponde con un’azione Gila-Mutu (tiro respinto) e l’atteggiamento sembra diverso rispetto al primo tempo. Almeno quello.

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #59 on: 05/09/11, 21:32 »
Con il cuore e la testa altrove. Lontani dalle promesse di Miha

Così distanti dalle promesse di Mihajlovic, i giocatori della Fiorentina nel primo tempo avevano la testa da molte parti: i contratti da rinnovare, le nuove squadre da trovare, le vacanze, la paura di farsi male, il disinteresse per una classifica che aggiunge pochissimo a questa annata. Così distante da se stessa e dalla versione vista contro l’Udinese, la Fiorentina ha confermato ancora una volta che le motivazioni fanno la differenza. Anche quelle di Mutu, entrato al 12’ del secondo tempo e capace almeno di dare profondità al gioco. Mutu ha ancora un anno di contratto e non sa quale sarà il suo futuro a Firenze: ha provato a scriverne una parte ieri, prima con troppa fretta (sinistro centrale con Gila libero) e poi con troppa generosità (due assist per Gila, quando avrebbe potuto tirare, soprattutto nella seconda occasione).

Fra i più deludenti Vargas, così lontano dalla sua versione possente e definitiva. Nessuno scatto contro Maicon, contro il quale l’esterno viola ha evitato di battersi; poco contributo anche da centrocampista, quando la squadra è cambiata con gli ingressi di Mutu e Santana (fuori D’Agostino e Cerci). Fra gli insufficienti Montolivo: ha sbattuto contro le mille partite di Zanetti disputando una partita fragile, volonterosa ma senza continuità, sbriciolata dall’assenza di lampi e sostanza. In difesa non è piaciuto De Silvestri, preoccupato da Eto’o ma anche da se stesso. Solo un buon periodo nella fase centrale del secondo tempo, quando il lato dinamico ha preso il sopravvento, ma pochissima precisione nel dialogo a terra. E nel finale quella scivolata in area contro Pazzini.. Infine Cerci. Dopo 4 gol non è stato semplice l’incrocio con Chivu, che ha preso le misure all’esterno viola dopo qualche difficoltà. Cerci è stato comunque fra i più continui, nonostante lo scarso contributo sulla fascia da parte di De Silvestri e l’aiuto minimo di Behrami impegnato, soprattutto, a marcare Cambiasso.

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #60 on: 05/09/11, 21:34 »
Un cuore e due porte: il giro di campo di Toldo

‘FRANCESCO TOLDO, Francesco Toldo’ cantava la Fiesole. Un onore e un privilegio toccato a pochi grandi. Giovanni Galli, per esempio. Francesco da Padova, classe ’71, ieri prima della partita ha voluto salutare («Una ventina di secondi e me ne vado») le uniche due squadre della carriera e i loro tifosi (300 quelli gigliati nonostante i divieti): 8 anni in viola, dal ’93 al 2001, 9 in nerazzurro dal 2001 al 2010. Le uniche squadre Nazionale a parte, ovvio: nove anni d’azzurro, dal ’95 al 2004. E l’Usma di Caselle di Selvazzano, quando era ragazzo. Inter-Fiorentina, amarcord e occasione troppo densa di significati per Francesco che lo scorso anno non volle dare l’addio ufficiale con una di quelle passerelle retrò, un po’ patetiche.

IERI giro di campo e saluto intonato insieme da tifosi nerazzurri e viola. Ora ha un incarico all’Inter, collabora al «Progetto Inter Campus», con i ragazzini. Troppo lungo citare i successi. Valga per tutti i fiorentini il ricordo di questo ragazzo d’oro che si affacciò a Firenze nell’estate del 1993, pronto a difendere la porta della Fiorentina retrocessa in B. Lui, pronto a spiccare il volo, da palo a palo, e in carriera. E a schermirsi. Fino al passo d’addio: «Il calcio? Un gioco. Mi sono divertito».

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #61 on: 05/09/11, 21:34 »
Cambiasso e un 'feeling' speciale con la Fiorentina

L'argentino Esteban Cambiasso, con la rete realizzata nella gara odierna, ha portato a 5 reti il bottino di gol personali segnate alla Fiorentina (1 nella stagione 2004-05, 2 nel 2006-07, 1 nel 2007-08 e l'ultimo quest'oggi). Un 'feeling' davvero speciale quello del centrocampista dell'Inter con i viola, considerando che le reti segnate in campionato in assoluto con la maglia nerazzurra sono state 30: contro la Fiorentina, quindi, un sesto del totale.

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #62 on: 05/09/11, 21:35 »
Pazzo, vendetta infinita. Gila si sveglia

Ogni volta è come una pugnalata. E visto che la Fiorentina sembra essere la sua vittima preferita, per i tifosi viola sta diventando una bestia nera. Giampaolo Pazzini non si è smentito e ieri ha messo a segno il terzo gol alla sua ex squadra, facendo crescere i rimpianti per una cessione mai del tutto digerita. Anche perché uno degli artefici (magari indiretto) di quell’addio si chiama Alberto Gilardino che, per un anno e mezzo ha tolto la maglia da titolare al Pazzo, e che ieri ha sì segnato il suo gol numero 12 del campionato, ma ha dato l’impressione (sbagliandone almeno altri due) di essere ancora parente lontano di quello ammirato nelle scorse stagioni. Incroci dolorosi (per i tifosi viola) del calcio, che adesso temono di fare il bis con Montolivo che potrebbe ieri aver giocato la prima partita del 2011 nel suo nuovo stadio. (...)
Pazzini, arrivato al suo nono gol in nerazzurro in soli 4 mesi e davanti allo stesso Gilardino anche nelle preferenze del ct Prandelli (che in viola fece invece scelte opposte). Rivincite, quelle che sta vivendo il Pazzo, acclamato dalla curva nerazzurra.

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Re: INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 3:1
« Reply #63 on: 05/09/11, 21:36 »
Serve una rivoluzione di mentalità

La Fiorentina è lenta. E così una Inter rimaneggiata in vista della Coppa Italia se la mangia con tre gol. Certo, la squadra di Mihajlovic qualcosa ha fatto, ma senza mai dare la sensazione di poter riemergere per davvero. Nella mediocrità generale si è rivisto Gilardino, mentre hanno deluso sia D´Agostino che Vargas. E stavolta niente magie di Cerci (da 6, comunque), fenomeno virtuale esploso a stagione finita, ma forse un po´ stanco per le troppe interviste rilasciate in settimana ai giornali di mezzo mondo.

Il fatto è che non vediamo l´ora che questa stagione finisca per lasciar spazio a qualcosa di nuovo e, ci auguriamo, di appassionante. In queste ultime settimane tutti noi abbiamo scritto e ragionato a proposito della presidenza della società e di grandi cambiamenti possibili, sia a livello tecnico che manageriale. Dopo tutte queste discussioni ci siamo accorti che probabilmente cambierà poco o niente, a parte molti giocatori. Quindi il messaggio è chiaro: piena fiducia a tutti. Niente aria fresca, insomma. Se, come pare, il nuovo presidente sarà Mario Cognigni, questo sarà un ulteriore segnale di continuità e anche, probabilmente, un´apertura nei confronti delle istituzioni fiorentine, visto che Cognini, fidatissimo di Diego, è stato il gran mediatore nella vicenda convenzione stadio e campini, e di sicuro è il dirigente che ha sempre tenuto i rapporti diplomatici col sindaco Renzi, anche nei giorni più tesi, quelli della cittadella mancata, per capirsi. E proprio Cognini, sfidando le resistenze di molti, da tempo si batte per portare in società un uomo in grado di mettere la faccia davanti alle telecamere e di gestire con intelligenza i messaggi della proprietà, una figura che allo stesso tempo sappia tenere i rapporti con lo spogliatoio. Un dirigente che sappia operare lontano dalle pressioni dei procuratori e che sappia indossare lo stile (anche quello sintattico, oltre che di contenuti) della proprietà.

Al di là del fatto che i primi giudizi sul futuro arriveranno solo a mercato finito (lì sarà possibile misurare la reale ambizione della società), certi piccoli cambiamenti potrebbero portare anche qualche vantaggio ed evitare curiosi slanci mediatici, come il 7 in pagella rifilato alla stagione della Fiorentina dall´amministratore delegato Mencucci. Opinione rispettabile, ci mancherebbe. Che però spiega bene la totale assenza di autocritica là dove si fanno le brillanti strategie. Tra quelli che si assolvono sempre accusando di tutti i mali coloro che non obbediscono ai loro ordini e chi giudica davvero buona la stagione più depressiva del passato recente con tanto di stadio semidesertificato, quello che serve forse è trovare la capacità di rimettersi in discussione con intelligenza e serietà. Chiunque guidi un´azienda (piccola o grande che sia) sa bene che essere troppo autoindulgenti e scaricare le colpe altrove quando vengono a galla i problemi serve a poco o niente. Questa Fiorentina ha bisogno di una rivoluzione di mentalità, di ritrovare creatività e fantasia, volontà e cuore. Da tempo cerchiamo tutti di capire da che parte sia finito l´entusiasmo. Noi siamo convinti che ritrovare l´alchimia sia possibile. A patto che chi dovrebbe guidarci su nuove strade abbia addosso questo desiderio e che invece di appigliarsi agli alibi (che pure ci sono), pensi a non ripetere certi errori e a correre veloce per uscire dal grigio di questa annata triste per tutti, Mencucci escluso.

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