Mihajlovic ritrova l’Inter E ora può farle pauraMihajlovic si sente ogni tanto con Moratti ma a parte questa dimostrazione di stima telefonica — ha chiarito l’allenatore viola per non finire nei titoli e nelle antipatie di Leonardo — mai è stato in corsa per la panchina dell’Inter. A Milano ha fatto il giocatore dal 2004 al 2006 e il vice di Mancini dal 2006 al 2008 (due scudetti, una supercoppa italiana).
Rapporto mai finito, quello con il Mancio, che a Firenze è tornato per una cena con Mihajlovic nel periodo più buio, quello di «salta la, salta la panchina, oh Sinisa salta la panchina». Ora che la panchina non salta più, Mihajlovic va a Milano con la speranza di «poter vincere», e la differenza rispetto alle dichiarazioni del passato è che ci crede davvero. Ma che tempi quelli di Milano, vittorie e stress a mille: «Essere il vice dell’Inter — parole di Mihajlovic il giorno della presentazione a Firenze — è stato come fare l’allenatore in dieci campionati».
Vincere a Milano non bastava. Su Youtube si può facilmente ripescare un filmato istruttivo di Mihajlovic che, circondato dai tifosi all’uscita di Appiano Gentile, balza fuori dall’auto e da solo, come Obelix contro i romani, punta il gruppo dei contestatori dal quale era partita, perfida, una battuta infamante per l’orgoglio serbo: «Chi ha detto che sono la spia di Mancini? Chi l’ha detto? Vediamo se ha il coraggio di ripeterlo ora».
Stretto nel giubbottino di pelle, Mihajlovic ondeggia cercando il bersaglio nel gruppo. E chi poi, un po’ a fatica, lo convince a farsi una foto ricordo evita probabilmente una rissa da saloon. Questo per dire che Mihajlovic non è cambiato a Firenze, lui ha sempre avuto un rapporto diretto con tutti, a volte anche troppo per la schiettezza nei periodi più difficili, ma il carattere non si cambia.
Più o meno come la squadra, che a Milano sarà praticamente la stessa capace di vincere 5-2 contro l’Udinese. Mutu ha partecipato alla partitella di giovedì, ma ha sempre dolore al ginocchio e c’è addirittura la possibilità che non venga convocato. In ogni caso sarebbe partito dalla panchina per dare un senso al nuovo equilibrio di gioco trovato con il 4-3-3, il modulo individuato da Mihajlovic all’inizio della stagione e sfruttato pochissimo per la collezione di problemi affrontata durante il campionato. Secondo il report medico anche Santana ha recuperato, ma difficilmente sarà a disposizione. Per lui c’è la possibilità di una passerella di pochi minuti nella partita contro il Bologna.
L’attesa per la nomina del nuovo presidente è punteggiata dalle riunioni per organizzare in modo migliore la società: ieri Andrea Della Valle era a Firenze, non ha incontrato la squadra ma ha partecipato a una riunione con i più stretti collaboratori. La percentuale di rivederlo formalmente alla guida della Fiorentina (dopo le dimissioni del settembre del 2009) sono intorno al 30 per cento. L’altro 70 va a Mario Cognigni, che è vicepresidente a amministratore delegato.
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