Bomber alla Gila? Servono attaccanti stile JoveticPrendete il Barcellona che, fino a prova Champions contraria, resta la migliore squadra del mondo: davanti giocano Pedro, Messi e Villa, due fringuellini e mezzo, dopo che Guardiola è riuscito a sbarazzarsi prima di Eto’o e poi di Ibrahimovic, attaccanti di peso. Prendete il Real Madrid: per battere i catalani in Copa del Rey Mourinho ha fatto giocare Ronaldo centravanti, lasciando Adebayor in panchina finché non ce n’è stato bisogno per rialzare il baricentro della squadra, quando le offensive avversarie si stavano facendo troppo insistenti. Prendete il Manchester United, prossimo campione d’Inghilterra e probabile finalista di Champions: prima punta è ormai diventato Chicharito Hernandez, un trottolino con intuito del gol alla Pablito Rossi, Ronney gli gira intorno e Berbatov, centravanti di professione, sta soprattutto in panchina. Prendete il Chelsea: abituato ai continui cambi di posizione dei vari Drogba, Anelka e Kalou, fa una gran fatica a inserire nei suoi schemi un fenomeno del gol quale Fernando Torres. E ancora. Nell’Arsenal Bendtner e Chamakh non giocano mai, nel City Mancini ha già fatto fuori Dzeko, lo Schalke 04 ha massacrato l’Inter tenendo Raul alle spalle di un finto centravanti di movimento. Mentre il Bayern Monaco, che si è ostinato a puntare su Gomez, centravanti vecchio stampo che pure di gol in stagione ne ha segnati una caterva, ha perso tutto.
In Italia le cose stanno più o meno allo stesso modo. Il Milan ha sì vinto il campionato grazie a Ibrahimovic, comunque centravanti atipico se ce n’è uno, più bravo da sempre far segnare i compagni che a provvederci di persona, ma poi, quando Ibra ha cominciato a farsi squalificare, la squadra ha giocato persino meglio, grazie agli inserimenti veloci dei vari Pato, Robinho, Seedorf , Boateng e Cassano. L’Inter non riesce più a far segnare Milito e neppure Pazzini ha dato quanto ci si aspettava da lui. Napoli: Cavani è un centravanti per modo di dire. Lazio e Udinese non hanno uno straccio di prima punta decente (l’unico è Kozak fra i biancazzurri, ma non gioca quasi mai). Conclusione: i centravanti non sono più quelli di una volta. O più probabilmente: il calcio non è più quello di una volta, si è evoluto e adesso bloccare i centravanti old style è un gioco da ragazzi, o quasi.
Discorso che non assolve gli attaccanti della Fiorentina, il cui rendimento stagionale resta troppo inferiore, come dimostrato ieri su queste pagine, rispetto a quello del resto della squadra. Ma impone allo staff tecnico viola di allargare gli orizzonti. Se Gilardino se ne andrà, non ci sarà da stracciarsi le vesti. Non solo perché si è andato via via spegnendo rispetto alle stagioni precedenti (non solo in viola), ma anche perché non è più il tipo di giocatore che fa la differenza. Mutu invece è un attaccante più moderno, avrebbe caratteristiche adatte anche ai grandi club del XXI secolo, ma il condizionale «avrebbe» è d’obbligo, perché il Mutu di questi mesi la controfigura di quel giocatore e l’assoluta mancanza di reattività nelle ultime uscite non lascia grandi speranze per il futuro.
E d’altra parte Jovetic c’è, magari con un po’ meno di potenza rispetto al romeno, ma con un po’ più di raffinatezza tecnica: lui sì che potrebbe giocare nel Barcellona, nel Real Madrid, nello United, nel Chelsea. Tenerselo stretto. E provare a cercare nel mondo altri Jovetic, talenti in erba, ancora a prezzi potabili, da svezzare per un paio d’anni e poi sfruttare per un altro paio di stagioni, prima di realizzare una plusvalenza tale da consentirti di alzare l’intero monte ingaggi. Jovetic è il prototipo del calciatore necessario alla Fiorentina del futuro. Gilardino non va sostituito obbligatoriamente con un centravanti di ruolo. Più utili gli attaccanti tuttofare. O i centrocampisti che conoscono i tempi d’inserimento e sono pronti a sfruttare i lanci in profondità o il lavoro sugli esterni di ali se possibile veloci e tecniche al tempo stesso. Un Sanchez scovato al momento giusto è oggi più utile di qualsiasi simil-Gilardino. Guardate la classifica dei marcatori della Serie A: fra i primi undici c’è un solo centravanti tradizionale (Pazzini, che la metà delle sue reti l’ha segnata per la Sampdoria). Nelle squadre importanti oggi gol non li fanno né soltanto né in grandissima parte gli attaccanti di ruolo. Proprio perché la chiave del calcio moderno è tenere le squadre corte e capaci sia di difendere sia di attaccare con molti uomini. Gli specialisti sono sempre meno utili. Consigli per gli acquisti. Corvino conosce già come le sue tasche i mercati sudamericano e balcanico. Forse dovrebbe allargare lo sguardo anche al resto dell’Est europeo, al Belgio (e già lo fa) e ai settori giovanili delle squadre olandesi e tedesche, che di questo tipo di giocatori ne producono parecchi. Molti più loro che le squadre italiane. Purtroppo.
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