Secondo i nostri studi è emerso che, mediamente, nelle 17 gare casalinghe disputate dalla Fiorentina, si sono recati allo stadio l'80% di coloro che avevano sottoscritto l'abbonamento nello scorso agosto.
Il dato è sicuramente interessante: in media almeno 3.200 abbonati a partita non sono stati presenti al "Franchi", ovvero 1 abbonato su 5.
Contro il Catania sono stati addirittura circa 5.600 gli abbonati che non hanno esercitato il loro diritto, facendo schizzare la percentuale al 35% (ovvero poco più di 1 abbonato su 3).
Il dato emerso contro il Milan (circa 1.300 abbonati assenti, ovvero il minimo stagionale) ci ha indicato più o meno il numero indicativo di coloro che, secondo le nostre supposizioni, pur avendo sottoscritto l'abbonamento, non dovrebbero avere visto alcuna gara casalinga fra le 17 giocate al "Franchi" dalla squadra viola. In teoria, ma anche molto in pratica, possiamo valutare, dunque, intorno a poco più di mille gli abbonati viola che, pur avendo sottoscritto l'abbonamento, non dovrebbero aver visto nessuna partita !
Questo calcolo, abbastanza indicativo, è supportato anche dal fatto che la media degli abbonati assenti a partita, come abbiamo visto, è molto alta (circa il 20%).
I perché di questa situazione, abbastanza paradossale, sono sicuramente diversi.
Uno di questi è sicuramente legato agli orari ed ai giorni in cui ha giocato la Fiorentina. In questa stagione, per la prima volta, ad esempio, le partite giocate a Firenze nel classico orario domenicale delle ore 15 sono (o saranno) meno della metà, ovvero 9 su 19. Meno, addirittura, delle due scorse stagioni che avevano visto la squadra gigliata impegnata in Champions League e, quindi, più soggetta ad essere collocata in anticipi e posticipi per ovvi motivi.
Una vera Babele di orari diversi e giorni diversi che hanno limitato, di fatto, l'afflusso al Comunale fiorentino anche di coloro che erano in possesso dell'abbonamento.
A conti fatti possiamo sottolineare come solo una piccola parte degli abbonati abbia assistito a tutte le gare casalinghe, mentre, la parte restante, non è riuscita a godere dei benefici dell'abbonamento.
Questo ragionamento porta, inevitabilmente, a pensare che, in questa epoca di cosiddetto "calcio moderno" (odiosa denominazione), il classico e tradizionale abbonamento non rappresenta più un agevolazione in termini economici.
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