Contrordine Sinisa, i giovani aspetterannoUna minaccia e una carezza. Una promessa e una retromarcia. Bene i giovani, ma senza esagerare. Sinisa Mihajlovic si presenta in sala stampa e parla della trasferta di Cagliari: «Zero esperimenti. La Fiorentina presenterà sempre e comunque una squadra competitiva». E lo spazio promesso ai ragazzini? «Sabato (prossimo ndr) la Primavera ha una gara decisiva con il Livorno e non voglio togliere a Buso giocatori importanti». Se non è un dietrofront, poco ci manca. Eppure qualcuno ha ben impressionato il tecnico serbo. Salifu ad esempio. La sua convocazione era nell´aria ed è arrivata. I ragazzi per trovare motivazioni nonostante una classifica insignificante, era questo il concetto. Perché i grandi magari pensano ad altro. Al mercato, per dire. E Mihajlovic alza il muro: «Sono stato molto chiaro con loro, mi fido. Sono bravi ragazzi». Senza distinzioni. Pretende il massimo Sinisa, da vecchi e giovani. Anche perché questo finale di campionato potrebbe essere utile per capire qualcosa in più. Su Babacar, magari. Mandarlo in prestito o tenerlo ancora? Il dubbio già tormenta il mister e Corvino.
Intanto, oggi pomeriggio, potrebbe partire dall´inizio. Con Gilardino è ballottaggio puro. «Ma non c´è nessun esame, io già so quanto valgono i miei», assicura il serbo. Dopo la carota, il bastone. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: «Chi sbaglia atteggiamento vola in tribuna». Della serie, meglio prevenire che curare. Evitare figuracce, se possibile, e proteggere qualche "bambino" da possibili scottature.
Qualche cambio, comunque, ci sarà. Uno quasi clamoroso. Vargas è partito per Cagliari ma le non perfette condizioni fisiche lo spingono verso la panchina. Al suo posto D´Agostino, con Montolivo interno sinistro e Behrami a destra. Riccardo e Gaetano insieme, quasi una prima volta, comunque non riproponibile nella Fiorentina che sarà. L´alternativa è Donadel, col capitano a riposo. Dietro nessun dubbio, portiere compreso. «Frey scalpita ma ancora non è pronto» racconta Sinisa. Boruc, quindi, con De Silvestri, Gamberini, Kroldrup e Pasqual. E alle spalle del centravanti? Solo conferme. Mutu, ripreso in settimana dal tecnico per la brutta prova offerta con la Juventus, e Cerci, nonostante tutto.
Ancora a sedere Ljajic, uno che dovrebbe guidare la carica della gioventù e che vive invece un momento complicato. Qualcuno lo vorrebbe addirittura lontano da Firenze il prossimo anno. Difficile. Certo è che sul mercato sarà estate bollente per la Fiorentina. Montolivo è il punto interrogativo più grande. «Spero che rimanga - chiosa Mihajlovic - ma i matrimoni si fanno in due. Da allenatore posso solo dire che io lo terrei volentieri». S´incontreranno probabilmente a fine mese, il capitano e Andrea Della Valle. E decideranno. Rinnovo o cessione, non si scappa.
Prima il Cagliari, però. Una squadra che sa giocare a calcio ma che ultimamente è parsa quantomeno distratta. Salvezza raggiunta uguale rilassamento. Equazione perfetta, da quelle parti. Successe con Allegri, idem con Donadoni. Raccontano di un Cellino contrariato. Una cosa è certa. Quella con la Fiorentina, per il presidentissimo, è una storia particolare. Un gusto particolare, nel vincere. «E noi dobbiamo dare tutto per rispetto del nostro meraviglioso pubblico, promette l´ex commissario tecnico. «Abbiamo ancora motivazioni, il nostro obiettivo è divertire la nostra gente». Sulla formazione, invece, è catenaccio puro: «Sceglierò in base alla disposizione della Fiorentina. Vedremo». L´anno scorso finì 2-2, Firenze aspettava (invano) Cassano e si godeva Jovetic. Già, Jovetic, uno sul quale rifondare: «Deve aver pazienza, se sarà pronto giocherà le ultime partite, altrimenti appuntamento all´anno prossimo» commenta Mihajlovic. Dopo Pasqua l´ultima visita a Monaco, in attesa del rientro in gruppo. Cautela, questa la parola d´ordine. Presente e futuro. Impossibile non pensarci.
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