Ecco la Pasqua di Gila e compagniIL MARTEDÌ di preghiera della Fiorentina comincia con l’arrivo alla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio in pullman. Lo stesso pullman che accompagna la squadra allo stadio. E in trasferta. C’è una piccola folla (ovviamente colorata di viola) ad attendere Mihajlovic e i suoi giocatori. Qualche applauso, molte foto, sorrisi quasi tutti di circostanza. Gli eroi di questa stagione infatti, più che gli uomini di Miha, sono i baby campioni della Primavera di Buso che hanno vinto la coppa Italia e che insieme a tutti gli altri ragazzi del settore giovanile sono già seduti in chiesa quando arrivano Gilardino e compagni.
NON ci sono Diego e Andrea Della Valle alla messa di Precetto Pasquale celebrata dall’ Arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori. Messa voluta — come di consueto — da Pantaleo Corvino che in occasione della Pasqua vuole radunare tutte le squadre (e i familiari dei giocatori) in un pomeriggio di preghiera. Non ci sono i Della Valle, dicevamo, ma — per varie ragioni soprattutto di appartenenza religiosa — anche l’elenco dei giocatori assenti non passa inosservato. Babacar, Frey, Ljajic, Boruc, D’Agostino, Mutu, Jovetic, Behrami, Gulan e Camporese (con la Nazionale giovanile) nel pullman che ha accompagnato la Fiorentina alla chiesa non sono saliti. L’Arcivescovo Betori — insieme al Vescovo Ausiliare, monsignor Claudio Maniago — saluta i giocatori viola «dai più piccoli alla squadra maggiore» ricordando loro quanto, lo sport sia importante «per crescere e far crescere tutti». Le letture della giornata sono affidate a due ragazzi del vivavio gigliato, ovviamente in tuta ufficiale, come i componenti della prima squadra e i dirigenti sono in divisa... d’ordinanza.
ED È DOPO aver commentato il Vangelo (che ricorda il tradimento di Giuda a Gesù) che Betori si rivolge alla Fiorentina, ringraziando le squadre per le emozioni che comunque riescono a regalare ai tifosi e non solo a loro.
«Voi — dice l’Arcivescovo — siete un punto di riferimento. Nel Vangelo di oggi si parla del tradimento, ma chi appartiene a una squadra di calcio è e deve essere un esempio del contrario. Del gruppo, del no all’egoismo, dello spirito che unisce».
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LA FIORENTINA — continua —, quello che fa la Fiorentina deve essere uno stimolo all’esempio per tutti: per i tifosi, per le famiglie, per la società, per la città». Fuori dalla chiesa ancora diversi tifosi, ma soprattutto telecamere e fotografi. La messa si chiude con la benedizione, poi i giocatori cominciano a uscire alla spicciolata. Si risale sul pullman. Ancora qualche timido applauso, ma anche tanta delusione per una stagione che sta andando in pensione senza portarsi dietro niente di bello da raccontare. E’ già l’ora di guardare avanti. Di guardare al futuro, ma un piccolo tifoso rivolge ai giornalisti ancora una domanda: perché Della Valle non c’è?
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