Author Topic: Concluso il primo allenamento della settimana viola  (Read 994 times)

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Si è concluso in questi minuti il primo allenamento della settimana della Fiorentina. Come sempre la prima seduta settimanale serve per fare il punto della situazione a livello atletico e fisico per la partita della settimana successiva. 4 giocatori della primavera si sono aggregati al gruppo a disposizione di Mihajlovic: Seferovic, Acosty, Agyei e Salifu. Cesare Natali è rientrato definitivamente in gruppo e sarà disponibile per la trasferta di Cagliari. Ha lavorato ancora a parte Mario Santana.

Alle 18 la squadra prenderà parte come di consueto al precetto pasquale, al quale parteciperà anche la Primavera al completo e i quadri dirigenziali della società.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=76520
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ACF: domani partitella con la Primavera a porte aperte

L’ACF Fiorentina comunica che la sessione di allenamento della Prima Squadra di domani, mercoledì 20 aprile, si terrà allo Stadio Franchi e sarà aperta al pubblico.

La Tribuna Maratona sarà aperta ai tifosi, mentre giornalisti, fotografi ed operatori potranno accedere alla Tribuna Centrale Coperta.

L’apertura dei cancelli sarà alle ore 14.30; alle 15.00 circa si terrà una partita di allenamento tra Prima Squadra e Primavera. Si ricorda al pubblico che è assolutamente vietato l’ingresso di animali e di bottiglie/contenitori di vetro.
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Corvino: ''E' finito un ciclo. Ripartire con entusiasmo''

All'uscita della chiesa dove la squadra viola ha partecipato al consueto precetto pasquale, il ds della Fiorentina Pantaleo Corvino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti: " Questa Fiorentina, pur tra tante emergenze, ha evitato il rischio della retrocessione facendo leva sulla propria forza, sull'orgoglio e sulla voglia di raddrizzare una stagione nata male. Siamo risaliti bene, ci siamo avvicinati anche all'Europa League grazie ad un ottimo girone di ritorno, ma siamo stati bloccati dai troppi passi falsi dovuti alle diverse emergenze. La società mi vuole proporre un rinnovo fino al 2015 - ha proseguito il ds  - si tratta di trovare il momento giusto per finalizzare. Con l'allenatore è stato un impegno, che si è rinforzato in questa stagione piena di difficoltà. E' finito un ciclo in cui abbiamo fatto benissimo, andando in Europa e ottenendo tanti successi nelle giovanili, con uno scudetto e una Coppa Italia Primavera. Adesso bisogna ripartire con entusiasmo per tornare a lottare, come abbiamo fatto, tra le prime 4 del campionato, anche se la concorrenza è molto più ampia rispetto a qualche anno fa.”
Corvino ha parlato anche di Montolivo e di quello che sta diventando un caso di mercato “Giovanni Branchini e Montolivo sono persone affidabili, mi è stato chiesto a suo tempo un contratto di 5 anni a determinate condizioni. Io avevo soddisfatto le richieste sulla durata del contratto, mi hanno detto che ci devono pensare. Io faccio leva sulla loro affidabilità, quando sarà il momento ne riparleremo.”

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=76532
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Corvino: ''Apriremo un nuovo ciclo, io qui fino al 2015''

Finalmente delle ri­sposte importanti e vengono da Pantaleo Corvino, l’uomo che nei prossimi giorni firmerà il contrat­to della vita con i Della Valle. « Noi ci prepariamo a inaugurare un nuovo ciclo. Non possiamo promettere, sarebbe poco serio, di lottare fianco a fianco con le pri­me quattro, le grandi che partono da più cento milioni, ma con l’en­tusiasmo e il lavoro vogliamo co­struire una squadra che lotti per tornare subito in Europa » . E’ il giorno del precetto pasquale, tut­ti nella chiesa di San Gervasio e Protasio, con l’arcivescovo Betori (per lui l’omaggio della maglia di Behrami e un pallo­ne con tutte le fir­me), il vescovo au­siliario Maniago, don Massimiliano padre spirituale della Fiorentina, una gran parte di giocatori ( mancano quelli di diverse confessioni religio­se), ovviamente Mi­hajlovic e il suo staff. C’è anche l’ad Mencucci ma l’uo­mo che annuncia il varo del nuovo ciclo è Pantaleo Corvino, la roccia dalla quale i Della Valle hanno deciso di ri­partire per il prossimo Progetto.

IL NUOVO CICLO - Corvino parla nel­la tribuna d’onore del Franchi. Ri­corda a tutti che la Fiorentina in questi anni è stata per risultati la quarta squadra italiana e che in Europa ha fatto bene come poche. Poi l’annuncio: «Il mio contratto? Sapete quello che hanno detto i proprietari, sapete quello che è il mio pensiero, sono pronto a resta­re fino al 2015 per poi chiudere qui la mia carriera, lasciando magari tre ulivi per Firenze. Quando avremo il tempo ci mette­remo a un tavolo per una firma. Ciclo finito? Sì, potevamo forse immaginarlo ma dovevamo pas­sarci per sancirlo. E’ stato un ci­clo straordinario e ora bisogna la­vorare per ritrovare l’entusiasmo che abbiamo avuto il primo anno. Io dico subito che ce l’ho.

(...)

STRETTA MONTOLIVO - Corvino è già in piena corsa mercato, si perce­pisce che difficilmente Gilardino e Vargas resteranno a Firenze ma per Montolivo ci sono buoni passi avanti e il ds viola si riavvicina decisamente al giocatore e al suo procuratore: « Branchini (e ripete un paio di volte il nome come per creare un ponte con lui e non con i suoi collaboratori) è una perso­na affidabilissima e idem ovvia­mente Riccardo Montolivo. E Bran­chini sa benissimo che il nostro proget­to sarebbe quello di ripartire da Riccar­do. Fu lui a proporci un contratto di cin­que anni, noi acco­gliemmo la sua pro­posta, poi tutto si è fermato...». Ma Cor­vino lascia capire che la trattativa non solo è possibile ma sarebbe meno diffi­cile del sospettato. « Ripeto: Branchini e Montolivo sono af­fidabilissimi e non serve certo il gioco a farsi del male». Mano te­sta e giochi riaperti anche se adesso deve entrare in scena An­drea Della Valle.

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Nessun obiettivo, ma è vietato mollare

Il pericolo c’è, Mihajlovic deve trovare il metodo per debellarlo. Cinque-giornate-cinque alla fine del campionato e la Fiorentina è senza obiettivo. Oddio, come ha detto Andrea Della Valle domenica scorsa, «per il settimo posto la matematica ci dà ancora una speranza», però si fa fatica a regalare ai viola un dieci per cento di possibilità. Allora queste cinque gare alla fine possono diventare un calvario se non si affrontano con lo spirito giusto. Seppur con presupposti completamente diversi, lo scorso anno è ancora nella memoria di tutti. Con l’ultimo segmento di stagione veramente anonimo. La Fiorentina di Prandelli si fermòa quota 47, quella di Mihajlovic è adesso a 43. Ce la farà questa Viola a realizzare più punti di quella di Cesare? Già questo potrebbe essere unobiettivo... Di sicuro l’imperativo è chiaro: «Vietato mollare». Dirlo è semplice, banale, tradurlo in campo è un’altra storia. Le motivazioni nel calcio sono tutto o quasi. Se i giocatori di Mihajlovic, per motivi differenti, dovessero allentare un po’ la presa sarebbe un disastro. A cominciare da Cagliari sabato prossimo, vigilia di Pasqua, in un clima balneare: sono previste temperature estive e i rossoblu potrebbero avere maggiori stimoli, giocando davanti al proprio pubblico, dopo il pareggio “strano” diLecce e con l’opportunità di battere un avversario di prestigio,comela squadra di Sinisa. Aggiungeteci Cellino, mai “amico” della Fiorentina: in passato su molti temi non sono mai mancatele polemiche. Dunque, la trasferta sarda deve essere affrontata al massimo della concentrazione altrimenti saranno guai... E la settimana dopo non cambieranno le cose: l’Udinese è insiemeal Napoli la rivelazione dell’annata. Viaggia come un frecciarossa, il rischio di essere infilati, per i viola, c’è, anche se la sfida sarà al Franchi. Altri sette giorni e la Fiorentina sarà aSan Siro contro l’Inter. I nerazzurri, ormai tagliati fuori dallo scudetto, lottano per unposto in Champions, con la bagarre scatenata da Napoli, Lazio e Udinese. La formazione di Leonardo non può mollare, pena la possibilità addirittura di giocarsi la qualificazione alla Champions... I viola chiuderanno al Franchi col Bologna: ad oggi pare il confronto più abbordabile, visto che che gli uomini di Malesani, dopoaver fabbricato un’impresa in pieno inverno nel mezzo a mille difficoltà, adessodannol’impressione di essere già molto sereni... Infine l’ultima di campionato in trasferta. Dove? La Fiorentina sarà a Brescia e la sensazione è che la formazione di Iachini in quei novanta minuti si giocherà la salvezza. Se sarà così, per i viola sarà durissima... Il calcio è bello anche perché sovverte i pronostici e magari da qui alla fine la Fiorentina farà cinque vittorie per quindici punti... Chissà... Quello che abbiamo tracciato noi è soltanto un percorso che nasce tra le indiscrezioni dell’ambiente viola: si parla di un gruppo ormai poco motivato e la gara colMilanne è stataunariprova... Conla Juve, è vero, la Fiorentina ha giocato meglio, masi sa, sfidare i bianconeri con le gomme sgonfie sarebbe stato un affronto alla città. Anche la dirigenza viola è preoccupata: l’aria da «ciclo finito » ormai si propaga nell’atmosfera fiorentina da tempo. C’è la paura di finire male come un anno fa. Peresorcizzarlanonrestachelav orare sodo sulla testa dei giocatori. Compito che spetterà alla società e soprattutto a Mihajlovic. Firenze è giù dimoraledamolto, quasi rassegnata alla mediocrità di quesata stagione.Manon tollererebbe una caduta verticale nelle ultime cinque gare del campionato. Questo sì che sarebbe un affronto. Con conseguenze molto gravi...

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Ecco la Pasqua di Gila e compagni

IL MARTEDÌ di preghiera della Fiorentina comincia con l’arrivo alla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio in pullman. Lo stesso pullman che accompagna la squadra allo stadio. E in trasferta. C’è una piccola folla (ovviamente colorata di viola) ad attendere Mihajlovic e i suoi giocatori. Qualche applauso, molte foto, sorrisi quasi tutti di circostanza. Gli eroi di questa stagione infatti, più che gli uomini di Miha, sono i baby campioni della Primavera di Buso che hanno vinto la coppa Italia e che insieme a tutti gli altri ragazzi del settore giovanile sono già seduti in chiesa quando arrivano Gilardino e compagni.

NON ci sono Diego e Andrea Della Valle alla messa di Precetto Pasquale celebrata dall’ Arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori. Messa voluta — come di consueto — da Pantaleo Corvino che in occasione della Pasqua vuole radunare tutte le squadre (e i familiari dei giocatori) in un pomeriggio di preghiera. Non ci sono i Della Valle, dicevamo, ma — per varie ragioni soprattutto di appartenenza religiosa — anche l’elenco dei giocatori assenti non passa inosservato. Babacar, Frey, Ljajic, Boruc, D’Agostino, Mutu, Jovetic, Behrami, Gulan e Camporese (con la Nazionale giovanile) nel pullman che ha accompagnato la Fiorentina alla chiesa non sono saliti. L’Arcivescovo Betori — insieme al Vescovo Ausiliare, monsignor Claudio Maniago — saluta i giocatori viola «dai più piccoli alla squadra maggiore» ricordando loro quanto, lo sport sia importante «per crescere e far crescere tutti». Le letture della giornata sono affidate a due ragazzi del vivavio gigliato, ovviamente in tuta ufficiale, come i componenti della prima squadra e i dirigenti sono in divisa... d’ordinanza.

ED È DOPO aver commentato il Vangelo (che ricorda il tradimento di Giuda a Gesù) che Betori si rivolge alla Fiorentina, ringraziando le squadre per le emozioni che comunque riescono a regalare ai tifosi e non solo a loro.
«Voi — dice l’Arcivescovo — siete un punto di riferimento. Nel Vangelo di oggi si parla del tradimento, ma chi appartiene a una squadra di calcio è e deve essere un esempio del contrario. Del gruppo, del no all’egoismo, dello spirito che unisce».

«LA FIORENTINA — continua —, quello che fa la Fiorentina deve essere uno stimolo all’esempio per tutti: per i tifosi, per le famiglie, per la società, per la città». Fuori dalla chiesa ancora diversi tifosi, ma soprattutto telecamere e fotografi. La messa si chiude con la benedizione, poi i giocatori cominciano a uscire alla spicciolata. Si risale sul pullman. Ancora qualche timido applauso, ma anche tanta delusione per una stagione che sta andando in pensione senza portarsi dietro niente di bello da raccontare. E’ già l’ora di guardare avanti. Di guardare al futuro, ma un piccolo tifoso rivolge ai giornalisti ancora una domanda: perché Della Valle non c’è?

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