In una stagione complicata, ha comunque vinto uno scudetto. Miroslav gioca in difesa, ha la maglia viola e un titolo in bacheca: «Mio figlio è arrivato primo con la squadra Pulcini, ma la gente si aspettava che fosse il vero Mihajlovic a vincere qualcosa con la Fiorentina» .
Domenica si gioca l’ultimo obiettivo: al Franchi arriva la Juventus.
«Capisco l’importanza che ha questa partita per la società e la città, sembra Roma-Lazio. Una vittoria può ammorbidire le cose e salvare la stagione. E se non battiamo la Juve poi rompono le palle con questa storia della Fiorentina che non vince mai contro le grandi» .
È una sfida tra deluse?
«La Juve ha speso un sacco di soldi e rischia di fallire due obiettivi su due, lo scudetto e la corsa Champions. Per loro domenica è una finale. Noi abbiamo speso meno, ma non siamo andati in Europa. Sulla nostra stagione, come sulla loro, hanno pesato gli infortuni: a noi sono mancati gli uomini migliori e per molto tempo» .
L’anno prossimo molti dei suoi uomini migliori potrebbe non averli proprio. Sente anche lei aria di rivoluzione?
«Alleno chi ho a disposizione. I nostri big farebbero comodo a tutti: se vanno via, arriveranno giocatori ugualmente forti. Montolivo se resta è meglio, ma dipende dalla società e dalle sue motivazioni, come per gli altri. Riccardo può fare il regista anche in una grande squadra, anzi lo farebbe ancora meglio. Dico di più: se va in una big fa l’ultimo salto di qualità, perché gli altri gli darebbero una mano» .
In futuro è più probabile vedere lei o Mourinho sulla panchina dell’Inter?
«Più facile torni lui. Io spero di restare qui ancora per qualche anno: il contratto ce l’ho, ma nel calcio mai dire mai. A Bologna Menarini mi disse che sarei rimasto a vita, dopo due giorni mi ha mandato via. Se i Della Valle vorranno sono qui e se Andrea torna presidente per me cambia poco, l’importante è che ci sia. E poi il mio referente è Corvino: ci stimiamo, anche se in qualche confronto capita di alzare la voce. Ripeto, sono fiducioso, lo sono ora che mi hanno confermato ufficialmente e lo ero prima, quando si parlava di possibili sostituti e intorno avevo solo silenzio» .
In quei momenti cosa pensava: lei si sarebbe mai cacciato?
«No, anche se posso aver fatto degli errori. L’importante è non ripeterli. Non mi do voti, di sicuro non il dieci in pagella perché si può sempre migliorare, ma per essere il primo anno che alleno dall’inizio, credo di aver gestito bene le difficoltà» .
A proposito, Mutu si sta comportando bene?
«È vero, la settimana scorsa è andato a Santo Domingo, ma non a prendere il sole. So io per quale motivo è andato là, in ogni caso quando è tornato ha saltato il giorno libero e si è sempre allenato» .
Ancora Miha: ''Quando Frey sarà al top giocherà lui''
Questa la seconda parte dell'intervista di Sinisa Mihajlovic alla Gazzetta dello Sport.
Cosa dobbiamo aspettarci per il finale di stagione?
«Frey va in panchina, ma quando sarà al top giocherà lui. Neto è il futuro. Dopo la Juve darò spazio anche ad altri giovani: Salifu, Acosty, Piccini. E per Cerci ho in mente un ruolo nuovo: seconda punta o trequartista, lo proverò» .
Nella corsa livornese allo scudetto tifa Allegri o Mazzarri?
«Per nessuno dei due. Mi auguro vinca l’Inter di Leonardo. Ha portato entusiasmo, anche se io non avrei mai fatto una scelta professionale come la sua, ma lo scemo sono io, che escludo a priori certe possibilità» .
Il Napoli è la rivelazione dell’anno?
«Per come gioca io preferisco l’Udinese di Guidolin, poi Mazzarri è bravo, chi gli dice niente... Ho detto tempo fa che Cavani sarebbe stato più decisivo di Ibrahimovic. Mi dispiace invece per la Samp, non ce la farei a vederla in B. Ultima cosa: spero che al mio amico Montella venga data la possibilità di restare sulla panchina della Roma, ha dimostrato di saper gestire un gruppo importante» .
Allenerebbe Cassano?
«Sì, mi piacerebbe, al Milan si sta comportando bene» .
Balotelli lo conosce da quando eravate insieme all’Inter: possibilità di recuperarlo?
«Non si comporta da professionista e se continua così si rovina la carriera. Il carattere è la sua forza, ma ora esagera, deve cambiare» .
In Nazionale, Prandelli lo ha tenuto fuori: condivide il codice etico?
«Io no, non l’avrei mai messo. In campo può succedere di fare certi falli o di allargare il gomito. Avrei trovato un altro modo per punire qualcuno, poi, sia chiaro, il codice etico è una cosa positiva e in questa nuova Italia si capisce che c’è una bella atmosfera. Mi auguro solo che perda contro la mia Serbia» .
In Champions per chi fa il tifo?
«Real Madrid» .
Quindi per Mourinho?
«Allora facciamo Barcellona» .
Il suo amico Mancini tornerà in Italia?
«Con il City arriverà in Champions. Poi un giorno lo rivedremo in Serie A. Chiaro che se torna non lo fa per il Lecce, ma per una big. Alla Juve lo vedrei bene. E comunque un’esperienza all’estero la farei anch’io, più avanti però. Non per andarmene da qui: insieme alla Serbia, l’Italia resta il più bel Paese del mondo, anche se dal ’ 92, quando sono arrivato, a oggi è peggiorata tanto» .