Mutu e i tanti motivi per segnare alla JuveNovanta minuti per scrivere il futuro. Novanta minuti per l'orgoglio e, soprattutto, novanta minuti per cancellare le troppe parentesi negative di questa stagione, dall'inizio condizionato dalla squalifica per sibutramina fino alla messa fuori rosa da parte della società. Adrian Mutu vuole vincere questa sfida. Per Firenze, la città con cui, da gennaio, ha stretto una sorta di patto d’onore suggellato in una maglietta che è diventata una sorta di simbolo di appartenenza - quella con i colori dei quattro rioni ed il giglio dorato, invenzione dell'amico Francesco Flachi -, ma soprattutto per sé stesso.
VOGLIA DI RISCATTO - Adrian con la Juventus ha un conto in sospeso. Le sue disgrazie nel complicato labirinto della giustizia sportiva, dopo il tunnel cocaina vissuto al Chelsea, sono iniziate proprio con il trasferimento in casa bianconera. Mutu arrivò in Italia nel gennaio del 2005. Il club torinese non poteva tesserare un extracomunitario proveniente dall'estero - avendo già esaurito i posti a disposizione - e, con un artificio di mercato fu girato al Livorno. Allora il suo procuratore era Alessandro Moggi. Si svincolò dal club di Abramovich dopo essere stato licenziato e ricominciò una nuova avventura. Il magnate russo, dal canto suo, presentò immediatamente istanza di risarcimento, tradotta nella maxi multa di oltre 17 milioni di euro che Adrian ancora deve corrispondere. Segnare alla Juventus, battere i bianconeri, per lui significherebbe un pezzo di rivincita. Ha ormai imparato a convivere con questo cruccio - il pool di avvocati che lo segue sta continuando a lavorare sulla giurisprudenza di questa complicata sanzione -, anche se il sogno sarebbe quello di mettere la parola fine. Un gol alla Juve non cancellerebbe la multa faraonica da corrispondere, ma se non altro ne allontanerebbe il tarlo costante dalla sue mente.
DEBITO DI RICONOSCENZA - Mutu vuole sdebitarsi con il suo allenatore, Sinisa Mihajlovic. E' stato lui il primo a concedergli l'autorizzazione, la scorsa settimana, per volare dalla famiglia a Santo Domingo. Complice il turno di squalifica rimediato nella gara di Cesena - che lo ha costretto a saltare la super sfida di domenica scorsa contro il Milan -, il numero 10 viola ha lasciato la squadra per qualche giorno. Autorizzato dalla società, ha trascorso qualche ora nella repubblica domenicana con la moglie Consuelo e i figli prima di fare ritorno in Italia pronto per i fuochi d'artificio di fine stagione. Ha ricaricato le batterie, circondato dall'affetto delle persone più care e ora ha solo voglia di far vedere che non è affatto un giocatore giunto al suo crepuscolo. (....)
IL FUTURO E' ADESSO - Non c'è tempo da perdere: le sei giornate che mancano da qui alla fine della stagione saranno decisive. Se da un lato è vero che è praticamente impossibile continuare a sperare in quel settimo posto che potrebbe significare ancora Europa, dall'altro è evidente che Mutu non può accontentarsi. Deve macinare gol, pennellare assist, sprigionare fantasia. Non ha alternative. Sia che il suo futuro continui a tingersi di viola - il suo contratto scade tra un anno - sia che invece possa pensare davvero di ricominciare da zero altrove, come era sembrato poter accadere lo scorso gennaio.
PER FIRENZE - Mutu, poi, non vuole deludere i suoi tifosi. Per riconquistarli ha seguito i consigli dell'amico Flachi, fiorentino di nascita oltre che per i suoi trascorsi calcistici, e ora non vuole più deluderli. Sa che la partita contro i bianconeri, in riva d'Arno vale quasi quanto uno scudetto e vuole essere lui a metterci la firma sotto. (...)
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=76200