Fiorentina e Juve lontane da tuttoSe la Juve è questa, altro che Champions League. Ieri a Firenze è sembrata un’Inter in miniatura, senza più forza, sfinita, molle, incerta sulle gambe e con un incedere tremolante. Doveva essere la partita per la Champions e invece rischia di diventare la partita che la mette fuori perfino dall’Europa League: se il Palermo va in finale di Coppa Italia, e prende quindi un posto nella seconda Coppa continentale, la squadra di Del Neri dovrà giocarsela con la Roma. Oggi sarebbe fuori e quanto alla Lazio sembra di un pianeta irraggiungibile.
La Juventus ha concesso l’intero primo tempo alla Fiorentina, tantochè l’arrendevolezza e l’impotenza dei bianconeri avrebbero dovuto consigliare alla squadra di casa un altro tipo di partita. O meglio, un tipo di partita diversa dalla trequarti in su, perché fino a quel punto il gioco dei viola scorreva bene, agevolato dall’assenza totale dell’opposizione juventina. Facciamo un esempio: quando Montolivo riceveva palla, spalle alla porta di Buffon, aveva sempre tutto il tempo per girarsi, alzare la testa, cercare il compagno più libero e lanciarlo. Solo a quel punto, intervenivano Aquilani e Marchisio. Nel primo tempo, la Fiorentina è andata al tiro 13 volte, fra conclusioni in porta, fuori o ribattute, ma non ha creato una sola occasione da gol. E parate vere di Buffon, zero. Una squadra di teneroni gioca come ha giocato la squadra di Mihajlovic. Dove serviva la cattiveria, i viola mettevano la bontà d’animo, un difetto già notato più e più volte in questa stagione. Difetto, a quanto pare, incorreggibile.
ZERO IN ATTACCO - Attraverso Montolivo, unica fonte di luce in una buia notte per il calcio, la Fiorentina ha avuto la partita ai suoi piedi per tutto il primo tempo, ma nessuno dei suoi attaccanti ha trovato lo spunto per creare un pericolo a Buffon. Gilardino è stato inghiottito da Barzagli- Bonucci, Mutu non ha mai trovato uno spunto degno del suo livello e Cerci, rispolverato da Mihajlovic a oltre due mesi dalla sua ultima gara da titolare, ha sbagliato quasi tutte le iniziative, ben spalleggiato da De Silvestri. A destra, un disastro tecnico. Eppure la Fiorentina attaccava in prevalenza su quella fascia.
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La Fiorentina ha proseguito nella sua partita d’attacco, senza... l’attacco. Mihajlovic ha provato a renderla più incisiva con Ljajic al posto di Cerci, ma la sostanza non è cambiata. Poteva starci un rigore per un intervento maldestro di Bonucci su Krøldrup, ma con un altro peso offensivo la Fiorentina avrebbe fatto comunque un gol a un avversario così molle. Quando è entrato Toni, sono arrivati i primi cross dalle due fasce, ma l’ex viola, fischiato dai suoi vecchi tifosi, si è fatto vedere solo nell’attimo in cui ha tolto una palla in piena area a Marchisio: nemmeno Gamberini l’avrebbe fatto così bene.
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