Nel calcio da 3 punti a vittoria, c'è una differenza sostanziale tra "vincere" e "non perdere". La Fiorentina ne è un esempio lampante, con una classifica deludente che non è però figlia delle troppe partite perse. La formazione di Mihajlovic in 32 giornate ha subito 10 sconfitte (31%), che non sono poche ma neanche tantissime. Basti pensare che sono le stesse dell'Udinese, e solamente una in più di Juventus, Roma e Lazio. Il problema è che dei 22 risultati utili della squadra viola, solo 10 sono state le vittorie e ben 12 i pareggi (il 37,5%), cifra record tra le squadre di serie A insieme al Chievo.
La 'pareggite' di Mihajlovic, che già aveva contraddistinto le sue esperienze con Bologna e Catania (leggi qui), si sta quindi confermando anche in questa prima stagione alla Fiorentina dove però le ambizioni e le potenzialità della squadra richiedevano un rendimento diverso. Da questo punto di vista è interessante il confronto con la Fiorentina di Prandelli: nelle 5 stagioni a Firenze, il tecnico di Orzinuovi ha perso il 27% delle partite, una percentuale di poco inferiore a Mihajlovic (in 32 partite sarebbero 9 sconfitte contro le 10 attuali); in compenso però ha pareggiato molto di meno (solo il 22% delle gare) vincendo il 51% delle partite, contro il 31% di questa stagione.
Un altro dato interessante riguarda i gol segnati dalla Fiorentina nei minuti finali delle partite. Insieme al Cagliari i viola sono l'unica formazione a non aver realizzato reti nei minuti di recupero. In particolare in tutto il girone di ritorno, la Fiorentina ha segnato solo una volta (un gol ininfluente nel 4-2 di Palermo) dall'80' in poi. Segno evidente che i viola non hanno avuto la sufficiente fame di andare a cercare la vittoria fino all'ultimo tuffo. Oppure che non ne hanno avuto la forza per colpa di una preparazione fisica carente. E sarebbe molto peggio.
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