La sfida: Pato super, Gila prende 1 cross su 43Per quasi un’ora gli schemi d’attacco del Milan sono implacabili, quelli della Fiorentina no. C’è Ibrahimovic che gira da seconda punta, specie di regista arretrato, con la collaborazione dei mobilissimi Seedorf (centrale) e Boateng (più largo). Il terminale è Pato in evidente giornata-sì: stop morbidi, scambi di prima, visione di gioco. Decisivo sul primo gol di Seedorf— quando dà la palla di testa all’olandese saltando tutta la difesa fiorentina—, Pato si ripete poco dopo lanciato da Boateng: brucia Comotto e non sbaglia (com’era successo poco prima, ipnotizzato da Boruc).
Cross o manovraAlla manovra veloce, in profondità, con frequenti tagli per inserimenti, non corrisponde altrettanta rapidità d’esecuzione dalla Fiorentina. Che s’aggiudica di pochi secondi il possesso palla (50,4%contro 49,6%), ma soltanto nel finale trova coraggio e affondi giusti per spaventare Abbiati. In precedenza, tanta manovra ma grande fatica a sfondare. E così la soluzione resta il tiro da fuori oppure il cross. Quelli del Milan — tanto gioco palla a terra — sono soltanto 9, quelli della Fiorentina addirittura 43, complice lo straordinario lavoro dalle fasce di Vargas: eppure non arriva una palla pulita a Gilardino, a volte troppo in attesa della palla invece di anticipare lo stopper. Gli riesce un colpo di testa che è una specie di pallonetto debole, poi c’è un contrasto in area— con reciproca strattonata— con Zambrotta.
Pato completoLa partita di Pato è più di sicuro completa: il gol, l’assist, 3 tiri in porta (contro 1), 30 passaggi (contro 25) e una percentuale più alta di precisione (87%contro 72%), 4 contrasti vinti (a 1), un fallo subito(nessuno fischiato per Gila). In più, dal grafico dei flussi di gioco si deduce come Gila cerchi sempre il rientro sulla trequarti, spalle alla porta, per aprire spazi ai compagni, lasciando spesso più avanti Santana e Babacar. Certo, Gila e Pato hanno caratteristiche diverse: mobile, veloce, tecnico il brasiliano (ideale per una gara in cui il Milan ha avuto grandi spazi); uomo d’area, opportunista, forte di testa l’azzurro (non il massimo in una giornata in cui l’area milanista era affollata, Gila era sempre raddoppiato e gli attaccanti viola non riuscivano a sfondare).
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