Author Topic: Quale allenatore per la Fiorentina senza campioni?  (Read 335 times)

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Ma siamo sicuri che Mihajlovic sia l´allenatore giusto per il prossimo anno? Se lo chiedono in tanti, e forse se lo chiedono anche i Della Valle. Non c´è niente di male ad avere qualche dubbio, anche se Mihajlovic ha un contratto (di solito alla Fiorentina i contratti si rispettano) e poche settimane fa Andrea ha detto che la società andrà avanti a lungo con Sinisa. Al di là della fiducia, però, qualche domanda ci si può fare, sta nelle cose e in una stagione così poco esaltante. Giusto riflettere e valutare, provare a capire, chiedere e confrontarsi. Niente è per sempre e cambiare non sarebbe un delitto. E allora proviamo a fare un´analisi ragionata e non emotiva considerando che è stato un campionato diviso a metà, una stagione in cui abbiamo visto due facce della stessa Fiorentina. Una senza campioni e una con i campioni.
La prima ha giocato fino alla pausa di Natale e alla sosta era in fondo alla classifica, a quattro punti dalla zona retrocessione, sotto a squadre come Bologna, Cagliari, Catania, Genoa e Chievo. In pratica quella era una Fiorentina normale, senza giocatori di primo piano e dunque con poche ambizioni. Una squadra in cui la mano dell´allenatore poteva fare la differenza. Invece abbiamo visto poco gioco, poche motivazioni, difficoltà a fare gol, un sacco di problemi tattici e di idee. Insomma, un mezzo disastro. Da gennaio, invece, la Fiorentina ha recuperato i suoi giocatori più forti e ha decisamente cambiato passo. Tolta la partita con l´Inter - era un recupero - sono nove turni consecutivi che la squadra viola non perde. Una media da Champions più o meno. La squadra ha ritrovato equilibrio, senso del gol, una forza offensiva devastante. Una bella squadra, lo abbiamo detto tante volte, in grado di lottare per traguardi ambiziosi, anche se poi ha sprecato malamente alcune buone occasioni. «Questa è la mia Fiorentina» ha detto spesso Mihajlovic. Bene.
Il problema, però, è che la nuova Fiorentina non sarà così forte. Molti campioni se ne andranno e non saranno sostituiti con giocatori dello stesso valore tecnico. Le entrate di mercato serviranno a rinforzare la squadra ma anche a fare cassa. C´è un bilancio da ripianare, un monte ingaggi da abbassare e una linea da seguire (l´autofinanziamento). Diciamo allora che l´anno prossimo Mihajlovic si troverà una Fiorentina molto simile a quella dei primi tre mesi, con Jovetic in più e qualche giovane di buona prospettiva. Una squadra in cui sarà fondamentale il lavoro dell´allenatore e dove non ci saranno i campioni a risolvere le partite, ma serviranno idee, coraggio e tutto il resto. Ecco perché è legittimo domandarsi se sia proprio Mihajlovic l´allenatore giusto per questo tipo di progetto. Una domanda a cui i Della Valle possono rispondere anche di sì (non ci sarebbe niente di male), ma intorno alla quale è giusto fare delle riflessioni. La Fiorentina è di fronte a un bivio e non si può dare niente di scontato. Le prossime partite serviranno a fare un po´ di chiarezza. Domenica, dopo il pareggio di Cesena, il presidente ad interim Mario Cognigni era piuttosto seccato. «Abbiamo la classifica che ci meritiamo» ha detto. E dentro la sua amarezza ci stavano tutti, la squadra ma anche l´allenatore.

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Ljajic, sette giorni per tornare nei piani viola

In questi giorni Adem Ljajic cercherà di riconquistare la possibilità di esser preso in considerazione da Mihajlovic. Per la partita contro il Milan serbo è il sostituto naturale di Mutu (squalificato) ma la decisione se schierarlo da titolare o farlo partire dalla panchina dipenderà anche dalle risposte che arriveranno dagli allenamenti. Ljajic avrà il compito di dimostrare, a partire da oggi, di aver fame e rabbia, due ingredienti che forse non sempre lo hanno accompagnato in questa stagione. Dovrà insomma cambiar marcia e guadagnarsi una grandissima chance, quella di scendere in campo domenica sera e provare rilanciarsi dopo un periodo opaco, che lo ha visto prevalentemente seduto in panchina o addirittura in tribuna come è accaduto a Cesena.
...

«Adem sa che può e deve incidere di più— ha spiegato il suo manager Giorgio Parretti— ma gli alti e bassi sono tipici dei giovani… Capisce e sa rispondere nella nostra lingua. Solo a volte specialmente quando gli faccio qualche piccola critica fa finta di non capire…» .

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Ag. Behrami: ''Valon tornerà presto e più forte''

Alessandro Beltrami, agente di Behrami, ai microfoni di TuttoMercatoWeb parla del suo assistito fermato da un infortunio. "Sono contento per Valon, ma la Fiorentina è una squadra con dei valori. Behrami è entrato nel momento in cui la formazione viola ha recuperato giocatori importanti ed ha quindi dato il suo contributo. Certo, questo infortunio non ci voleva ma sono sicuro che Valon rientrerà presto più forte di prima e soprattutto ritroverà subito le bellissime sensazioni che ha avuto in tutte le partite con la maglia viola. Partite che lo hanno reso felice".

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10 giorni per la decisione di ADV. E spunta Gravina

Ancora una settimana, dieci giorni al massimo e Andrea Della Valle scioglierà l’ultima riserva circa il suo ritorno o meno alla presidenza della Fiorentina. Sgombriamo il campo dai dubbi: dipendesse solo da lui, considerate passione e voglia, la decisione sarebbe già presa. Ma sul percorso c’è un ostacolo: il lavoro in azienda. Andrea Della Valle occupa sempre più un ruolo strategico nel gruppo di Casette d’Ete. La sua presenza nel quartier generale della Tod’s è importante. Ecco perché il ritorno alla presidenza viola, altro ruolo che necessita di tanto impegno, è ancora un libro aperto. Di sicuro i tifosi viola, stavolta, non dovranno aspettare molto. Sarà il prossimo cda della Fiorentina, probabilmente il 20 aprile, a raccontare la verità.

LA NUOVA SOCIETA’ – Dal dicembre scorso la Fiorentina è stata divisa in due anime: una tecnica e una amministrativa. Una separazione necessaria per rendere ancora più dinamica la struttura, con aree completamente separate e non sovrapponibili. Nell’occasione è stata creata anche una società, la “Firenze viola”,che si occupa delmarchio, dei trofei e dello sfruttamento dei diritti. Un percorso che potrebbe arricchirsi di nuove tappe.

LA NUOVA SEDE – Il fair play finanziario avanza e per essere in regola le società hanno bisogno di patrimonializzare. I giocatori sono un capitale effimero, mentre muri e cubature sono quelli che fanno la differenza. Stadi, centri sportivi, strutture di vario tipo rappresentano asset imprescindibili. LaFiorentina hailfamosoprogetto Cittadella ormai nel congelatore e qualcosa deve inventarsi. In attesa di trovare via alternative, fa i conti con quel poco che ha: solo tre-quattro ettari della “Campus Viola” ovvero i terreni di Incisa Valdarno, laddove doveva nascere un sontuoso centro sportivo, ma come è noto non è nato niente. La terra, però, è rimasta e quella ora è un asset della società. Un’operazione in vista, per allargare il patrimonio, è una nuova sede per la Fiorentina. Una scelta che si rende necessaria non solo per allargare le proprietà,maanche per questioni logistiche e di spazi. Quella attuale, infatti, nei locali all’interno del Franchi, nacque come soluzione d’emergenza dopo il fallimento e alla fine è rimasta. Un immobile prestigioso potrebbe rappresentare un bel biglietto da visita per la Fiorentina e al tempo stesso, appunto, fare “patrimonio”. La ricognizione dei dirigenti viola è già iniziata, gli occhi sono puntati principalmente sul centro storico e l’investimento potrebbe essere intorno ai 5 milioni.

NUOVI MANAGER – Si sussurra da tempo dell’arrivo di un nuovo manager nello staff della Fiorentina: ancora non ci sono scelte definitive. Le voci su Antognoni circolano da sempre e ieri è uscita anche quella su Gabriele Gravina, ma che per adesso non trova conferme in società. Per inciso Gravina è da tanti anni nel mondo della Federazione e ora membro del consiglio Figc. L’esigenza di dilatare la dirigenza, nasce dal rendere più “libero” Pantaleo Corvino. Il diesse viola, infatti, deve tornare a svolgere il lavoro per cui fu ingaggiato nell’estate 2005: scovare giocatori in giro per il mondo, comprare e vendere. Negli ultimi tempi, invece, si è dovuto occupare direttamente anche di molti affari legati alla prima squadra, mansioni che potevano anche essere assolte da altre figure professionali. Corvino per rendere al meglio, ha bisogno di essere “alleggerito” nel lavoro.Anche perché il nuovo progetto della Fiorentina dovrebbe prevedere l’investimento su giovani di avvenire da trovare, appunto, in giro per il mondo. E a questi non puòche pensare Corvino. E attenzione: se alla fine Andrea Della Valle decidesse dinontornare presidente i nuovi soggetti potrebbero essere due: un manager in grado di “aiutare” Corvino e uno alla presidenza.

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Se Miha non fosse confermato c'è un'opzione portoghese

Secondo quanto riporta il sito Itasportpress.it, nel caso non venisse confermato Sinisa Mihajlovic sulla panchina della Fiorentina, tra i candidati più accreditati ci sarebbe  Luís André Pina Cabral Villas Boas, attuale allenatore del Porto ed ex braccio destro di Mourinho nel club lusitano. Fino a qualche giorno fa la permanenza di Sinisa Mihajlovic a Firenze pareva certa, tanto da spingere i media più temerari a parlare di un prolungamento contrattuale, ma sono di oggi le voci secondo le quali sarebbero gli stessi Della Valle ad avere delle perplessità sull'affidamento del rilancio della Fiorentina al tecnico serbo, ma attenzione, se l'interesse nutrito verso Luís André Pina Cabral Villas Boas fosse reale, si dovrà guardare da una concorrenza molto agguerrita composta da Genoa, Roma, Juventus e, soprattutto, Arsenal.

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