Author Topic: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3  (Read 3297 times)

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #24 on: 03/31/11, 18:16 »
Le parole di Corvino dopo la vittoria della Coppa


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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #25 on: 04/01/11, 19:22 »
La Primavera con un piede in Serie A

Milan e Juventus di segui­to al Franchi dopo il Cesena, quindi tra le altre il calendario riserverà l'Udine­se (sempre a Firenze) e l'Inter (a San Siro) alla Fiorentina: forse, a proposi­to, non è il calendario giusto per la­sciarsi andare a troppe sperimentazio­ni, ma se serve Mihajlovic ha dimo­strato di non farsi problemi ad attin­gere dalla Primavera.

MICHELE L'INTENDITORE - La vittoria del­la Coppa Italia di Buso è stata un pre­mio a tutto il gruppo, allenatore e diri­genti compresi, e una soddisfazione per l'intero ambiente, ma certo non era necessaria per conoscere le qualità di Seculin e compagni. C'è tutto uno 'sto­rico' a dimostrarlo con esempi tanto evidenti quanto significativi e tutto, o quasi tutto, inizia con Michele Campo­rese, classe 1992, che a fine novembre viene aggregato per la trasferta in ca­sa Milan e l'attimo successivo si ritro­va a debuttare in A marcando Ibrahi­movic. Da allora, sono state 9 le gare del difensore centrale, a nemmeno 19 anni.

(...)

SOTTO A CHI TOCCA - Già: chi potrebbe essere il prossimo a seguire le orme di Camporese&company sempre compa­tibilmente con la possibilità di non compiere un azzardo per la Fiorentina e per il destinatario dell'investitura? Gli attaccanti Iemmello (centravanti vero, 'sente' e 'vede' il gol come pochi, guai a lasciargli dieci centimetri di spazio) e Acosty (genio e sregolatezza, qualche dribbling di troppo e mille nu­meri) sembrano essere in cima alla li­sta se e quando verrà il momento che si accendano le luci su di loro, ma un altro paio spesso aggregati ai grandi per capire come si gioca al piano di so­pra sono i centrocampisti Taddei (so­stanza e acume tattico) e Rosaia (grin­ta pura che poggia su piedi discreti). Senza dimenticare chiaramente i suc­citati Piccini, Carraro e Seferovic, a cui potrebbe essere concessa una nuo­va chance, e senza dimenticare Bittan­tee Bagnai, altri due difensori che cre­scono in personalità di partita in parti­ta. Però, se proprio bisogna indicare uno per il quale Corvino stravede (è andato a scovarlo poco più che bambi­no in un villaggio remoto in Brasile), allora è d'obbligo fare il nome di Ryder Matos, classe 1993. Calcio allo stato puro.

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #26 on: 04/01/11, 19:23 »
Baby viola, un tesoro anche in ottica plusvalenze

La Coppa Italia è diventata il valore aggiunto. Anche in chiave economica. E quindi di calciomercato. I gioiellini di Buso, quei gioiellini che (in parte) Mihajlovic si porterà nella rosa della prossima stagione, dopo il successo dell’altra sera hanno già un valore nella tabella dei possibili affari della prossima estate. Nota da non sottovalutare: per buona parte dei baby viola, la Fiorentina potrebbe realizzare ottime plusvalenze. La ragione è semplice: prendiamo Camporese. In viola arrivò praticamente a titolo gratuito e oggi — forte anche del suo debutto in serie A e della carenza generale di giocatori che occupano la sua posizione —, il difensore centrale potrebbe benissimo veder passare di mano il suo cartellino per una cifra di poco inferiore ai due milioni di euro.
Camporese è forse l’esempio più facile di come la Primavera della Fiorentina sia già diventata un piccolo tesoro. Lo stesso si può dire per Carraro, il ragazzino che — per adetti ai lavori e non — ricorda da vicino Alex Del Piero. Classe 1992, Carraro oggi costa almeno 3 milioni di euro. Lo sussurrano gli esperti di mercato, anche se la sua quotazione (dovendo eventualmente trattare con un osso duro come Corvino) rischia di essere molto più alta.

Seculin (fra l’altro impreziosito anche da diverse presenze nella nazionale under 21) è un portiere che la Fiorentina volle a tutti i costi e che con la maglia viola — errori nell’ultima stagione a parte — è decisamente cresciuto. Volendo ’giocare’ con valutazioni di mercato impossibili, qualcuno dovrebbe versare ai viola almeno un milione e mezzo, cifra poco più alta di quella scritta sul cartellino di Taddei.
Discorso diverso per Seferovic e Salifu sui quali Corvino ha a sua volta investito già un bel pacchetto di euro. Rivenderli potrebbe rivelarsi così un piccolo problema perché difficilmente la Fiorentina potrebbe incassare una cifra superiore a quella spesa qualche mese fa.
Rimane comunque il valore ’nominale’ dei due che tempo un’altra stagione in Primavera — magari condita da qualche apparizione nella squadra maggiore — dovrebbero trasformarsi in veri e propri ’tesoretti’.
Agyei e Acosty sono giocatori già sufficientemente forti per poter puntare al salto dalla formazione Primavera a club professionisti. Nel loro caso la quotazione di mercato non è ancora alta, ma in casa viola sono convinti che sia Agyei che Acosty nel corso della prossima stagione potranno raggiungere un valore di... categoria. Acosty, ad esempio, è arrivato dalla Reggiana e il prezzo del suo cartellino ha coinvolto anche il futuro di un altro baby viola, Romizi che a fine stagione potrebbe rientrare a Firenze appunto dal prestito al club emiliano.

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #27 on: 04/01/11, 19:25 »
E i Della Valle mandano un telegramma ai ragazzi di Buso

Un telegramma per celebrare una coppa (e una stella). Ecco la storia: due sere fa, a Roma, la Fiorentina (Primavera) si prende vittoria e coppa Italia di categoria. Ieri - scrive La Gazzetta dello Sport - nella sede del club è arrivato il messaggio firmato da Andrea e Diego Della Valle: dentro c’erano i complimenti per il secondo trofeo conquistato sotto la loro gestione. E’ una vittoria che verrà ricordata anche oggi, durante il consiglio d’amministrazione in programma per la giornata.

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #28 on: 04/01/11, 19:33 »
Una baby Fiorentina made in Toscana

La Gazzetta dello Sport ritorna sul successo della Primavera della Fiorentina evidenziando la "toscanità" della squadra di Buso e non solo. Tra i titolari di mercoledì all'Olimpico c’erano 4 toscani, altrettanti in panchina. E’ lo specchio di tutto il settore giovanile: su 210 tesserati, il 90% arriva dalla Toscana, il 65% da Firenze.

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #29 on: 04/01/11, 19:50 »
Da Seculin a Iemmello: il profilo dei baby 'eroi' viola

Su La Nazione troviamo una carrellata a firma Angelo Giorgetti con i profili dei protagonisti della Primavera della Fiorentina.

Andrea Seculin portiere
E’ già stato convocato in nazionale Under 21 senza aver avuto la possibilità di esprimersi su palcoscenici di grande visibilità. Buon segnale, significa che ha stoffa. Acquistato nel 2008 dal Sudtirol.

Andrea Bagnai difensore
Esterno di difesa, copre la fascia mostrando predisposizione offensiva. Questo non lo distoglie dai compiti in copertura. Nato a Firenze, è uno dei prodotti locali della rifondazione dopo il fallimento Cecchi Gori.

Michele Camporese difensore
Il più famoso del gruppo, insieme a Carraro. Camporese ha avuto l’opportunità di esordire in serie A, con prestazioni che lo hanno lanciato in Under 21. Classe 1992, è un difensore centrale veloce e con i piedi buoni.

Federico Masi difensore
E’ uno degli «anziani» (classe 1990). Un grave infortunio al ginocchio lo aveva messo fuori gioco nella scorsa stagione, ha saputo tornare ad alti livelli. Tra i suoi colpi migliori lo stacco di testa, dove ha pochi rivali.

Cristiano Piccini difensore
Anche lui nato a Firenze, è stato arretrato da Buso sulla fascia. Una scelta che nel corso della stagione si è confermata vincente. Piccini (vedi il bel gol di mercoledì sera) ha anche i piedi da esterno alto.

Amidu Salifu centrocampista
Classe 1992, ha già esordito in serie B con il Vicenza. Il ghanese ha una grande forza fisica e si segnala anche per il dinamismo del centrocampista che punta sull’intensità. Ha grandi doti, viene considerato una promessa.

Max Taddei centrocampista
Il toscano Taddei (nato a Pontedera) è il punto di riferimento della squadra. E’ quello che smista il gioco e fa da raccordo fra i reparti. Classe 1991, ha numeri che fanno prevedere una carriera da professionista. Anche in tempi brevi.

Ryder Matos esterno di centrocampo
Esterno di centrocampo, brasiliano, si era messo in mostra con la prima squadra durante le amichevoli estive. Velocissimo nel dribbling. Buso lo ha usato preferibilmente a sinistra, ma può cambiare fascia.

Federico Carraro trequartista
Il più quotato, il più luccicante per la freschezza del gioco. Trequartista, ma anche attaccante a giudicare dal numero dei gol segnati (è capocannoniere in campionato). Un altro che farà strada.

Boadu Acosty attaccante
Ghanese, arrivato a Firenze dalla Reggiana nel quadro dell’affare Romizi. Nasce come attaccante, Buso lo utilizza soprattutto come esterno. La velocità è l’arma principale di Acosty, unita alla resistenza fisica.

Pietro Iemmello attaccante
Nato a Catanzaro, viene accostato come caratteristiche a Gilardino per la freddezza in zona gol. Sfrutta anche una buona mobilità per costruirsi da solo le occasioni da rete. Assente nella finale di ritorno per squalifica.

Haris Seferovic attaccante
Capocannoniere con la Svizzera nel campionato del mondo Under 17. Ha grandi doti fisiche e una tecnica che è migliorata tantissimo da quando è arrivato a Firenze. Mancino naturale, sfrutta la potenza.

Alessio Fatticcioni difensore
Alessio Fatticcioni è nato a Piombino il 21 Giugno 1992 e gioca difensore centrale. E’ molto fisico negli scontri di gioco. Tra i suoi hobby, ascoltare musica e andare al cinema.

Daniel Kofi Agyei centrocampista
Assente nella finale di ritorno per infortunio. E’ il mediano titolare, ha una grande visione di gioco e smista moltissimi palloni. Si fa valere in fase di interdizione nonostante una statura non altissima. Ha buoni neuroni per avviare l’azione.

Giulio Grifoni attaccante
E’ nato il 20 febbraio 1993 ad Arezzo. Fa l’esterno d’attacco, ha tecnica e fantasia: ovviamennte ha bisogno di tempo per crescere e sviluppare le sue potenzialità. Ma su Grifoni la società viola conta molto, e non da adesso.

RENATO BUSO allenatore
E’ nel settore giovanile viola dal 2008. Ha vinto lo scudetto Allievi nel giugno 2009 con il successo in finale contro l’Inter. L’anno scorso è passato alla Primavera: i risultati non sono arrivati subito, ma il gruppo è stato confermato. Con il salto di qualità attuale.

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #30 on: 04/01/11, 20:25 »
Momenti di gloria all'Olimpico: il VIDEO con tutte le foto

Foto storia dell'impresa all'Olimpico da parte dei ragazzi di Buso.

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Re: Finale Coppa Italia (ritorno): Roma-Fiorentina 1:3
« Reply #31 on: 04/01/11, 20:30 »
La Primavera del '96: che carriera hanno fatto i predecessori di Carraro&co.

Se n’era andato tre mesi fa da Firenze l’ultimo ad aver vinto la Coppa Italia Primavera coi viola: era la stellina della squadra di Luciano Chiarugi. Cristiano Zanetti, a 19 anni, con quattro presenze in serie A, andò in prestito e... tornò che ne aveva 32, dopo aver raccolto gloria, onori e 16 presenze in Nazionale con le maglie di Roma, Inter e Juventus. Alla fine ha raccolto trentatrè presenze in maglia viola. A 19 anni (da compiere) Michele Camporese è già a quota 9, e vista la considerazione di cui gode da parte di Mihajlovic e Corvino non avrà problemi a raggiungere, nel giro di un annetto, l’attuale centrocampista del Brescia. Martedì pomeriggio era in Germania con l’under 21, mercoledì sera all’Olimpico ad alzare la Coppa Italia con la Primavera, da ieri di nuovo in prima squadra. Dopo di lui la seconda stella della Primavera di oggi è Federico Carraro, di quella che vinse nel 1995-96 era Christian Amoroso, oggi in Prima Divisione col Pisa dopo 209 presenze in A, tra Fiorentina (120) e Bologna.

Zandonà, Binchi, Pagano, Fiorentini, Mirri, Amoroso, Zanetti, Vigiani, Mussi, Bertini e Vendrame: tolto il penultimo, tutti i protagonisti di quella finale vinta col Torino hanno fatto i calciatori di professione, qualcuno con qualche rimpianto, come Luca Vigiani, uno che nel 1992, con l’under 15, scese in campo a Wembley contro l’Inghilterra insieme a Francesco Totti, e che ha dovuto attendere il 2004, dopo una lunga gavetta con Lodigiani e Pistoiese, per tornare finalmente a vedere la serie A, con la maglia del Livorno. Binchi (Lodigiani e Spal), Pagano (Viterbese e Catania), Zandonà (Sandonà, ovviamente) e Fiorentini (Pontedera e Carrarese) hanno fatto la loro onesta carriera in serie C, come pure il centravanti Andrea Mussi e Marco Vendrame, ex pupillo di Claudio Ranieri, che però si sono tolti lo sfizio di raccogliere un paio di apparizioni a testa nel massimo campionato. Totale — contando anche Mirri, 6 presenze coi viola, e 6 campionati in Belgio col Mons— sei giocatori fatti esordire in A: nell’undici dell’Olimpico finora ce l’hanno fatta in tre: Camporese, Carraro e Piccini. Mentre Masi, Acosty e Seferovic attendono il loro turno, che potrebbe non essere così lontan

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